Sanremo, Miss Italia si arrabbia con Ditonellapiaga: «Un suo brano lede la dignità delle ragazze». Ma spuntano i commenti social dell’account del concorso

Il concorso di Miss Italia si arrabbia contro la cantante Ditonellapiaga, in gara al Festival di Sanremo con il brano “Che fastidio“, dato tra l’altro come favorito tra i bookmaker. E lei non fa in tempo a godersi il giudizio della Sala Stampa dell’Ariston, che ieri sera l’ha inserita tra i cinque migliori, aprendo rosee aspettative rispetto il percorso della sua divertente Che fastidio!, che le tocca affrontare la prima grana. Una grana particolare, inaspettata, per certi aspetti anche misteriosa, è uscita infatti una nota ufficiale del concorso Miss Italia che contesta: «L’uso indebito della denominazione “Miss Italia” da parte della cantante Ditonellapiaga, che l’ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell’album in cui esso è inserito. Il testo della canzone contiene espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al concorso. Tale condotta risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione “Miss Italia”, nonché dell’immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti. Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione “Miss Italia” e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi».
La risposta di Ditonellapiaga
La notizia arriva proprio mentre Ditonellapiaga si trova in conferenza stampa all’Ariston e la coglie di sorpresa, soprattutto perché il brano Miss Italia, così come l’omonimo album, uscirà solo il prossimo 10 aprile, misterioso dunque come l’organizzazione dello storico concorso di bellezza abbia potuto visualizzare il testo del brano. Margherita Carducci, così all’anagrafe Ditonellapiaga, ci tiene comunque a spiegare, senza nascondere un certo disappunto: «Il senso del disco è il rapporto con i canoni di bellezza. Mi spiace, speravo in un po’ di autoironia, questo è il mio spirito, non è evidentemente quello di tutti». Dino Stewart, managing director di BMG Italy, presente in Sala Stampa all’Ariston accanto all’artista della sua etichetta, commenta: «È un modo molto smart dell’organizzazione per portare molta attenzione al marchio, negli ultimi anni passato in sordina».
Il retroscena
La nota dell’organizzazione del concorso Miss Italia coglie artista e relativo staff di sorpresa, ma unendo i puntini, la storia potrebbe svelare risvolti ancor più bizzarri. Infatti quando Miss Italia ha saputo che Ditonellapiaga sarebbe stata nel cast di Sanremo ’26 è partita una sorta di flirt sui social con commenti entusiasti (vedi messaggi sotto), subito dopo la proposta di una collaborazione, l’idea di portare le ragazze del concorso sul palco con lei. Artista e staff però rifiutano, il motivo è semplice: Ditonellapiaga per il Festival ha proposto Che fastidio! non Miss Italia, quindi la presenza delle concorrenti non c’entrava nulla. La sensazione, piuttosto netta, piuttosto chiara, è quella già espressa da Dino Stewart in conferenza stampa, ovvero che la nota stampa, la minaccia legale, altro non sia che una reazione scomposta al rifiuto di Ditonellapiaga di portare sul palco dell’Ariston il marchio Miss Italia.


In conferenza stampa
«Nessun insulto, è un testo che parla di me e del rapporto con me stessa, con la perfezione», ha spiegato Ditonellapiaga, in conferenza stampa a Sanremo. L’artista si è detta sorpresa. «Io non so neanche se loro abbiano sentito il testo, perché la canzone non è uscita», ha dichiarato. «Mi dispiace che sia arrivata questa notizia, perché speravo in un po’ di autoironia. Se loro lo hanno ritenuto offensivo, evidentemente non hanno la sensibilità per poter capire che parlo di me e non parlo male del concorso». Sulla questione legale, ha poi aggiunto: «Sono cose legali, non conosco il ‘legalese’, se ne occuperanno le persone preposte». E ha precisato anche l’uso della parola “disperate”, al centro delle contestazioni. «Non ho detto che loro sono disperate. Il testo parla di me, che sto male e vivo male la mia bellezza», ha precisato. «Mi sembra assurdo parlare di un testo che non è uscito. È facile estrapolare una frase senza il contesto, e un attimo dopo sembra che io dica che Miss Italia è una disperata o una sfigata. Non ho mai detto questo». «Ho detto che l’essere in difficoltà con il proprio rapporto con la bellezza può portare a una disperazione. Anzi, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco, e quindi anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste», ha concluso.
