Coronavirus, ancora numeri drammatici in Lombardia: 381 morti in un giorno, i nuovi contagi sono 2.171

Nella sola città di Milano i malati sono 1550, nella provincia 3804

Il bollettino del 20 marzo

È un’altra giornata resa fosca dal bollettino del contagio da Coronavirus in Lombardia. Come ha illustrato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera i nuovi casi sono 2.171, per un totale di 22.264. Sono 381 i morti nelle ultime 24 ore, e, in tutto, nella Regione i decessi sono saliti a 2.549. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 1050, 44 in più rispetto a ieri, mentre i ricoverati senza terapia intensiva sono 7735( 348 in più di ieri). I dimessi, anche se non perfettamente guariti sono 4235.

L’andamento dei contagi per provincia mette ancora Bergamo al primo posto con 5154, 509 in più rispetto a ieri. A Brescia sono 4648, con una crescita di 401, A Cremona 2143, con un più 106. Torna maggiormente sotto controllo il quadro a Lodi con 1596 malati, 69 in più. Il dato preoccupante, anche se la crescita sembra essersi leggermente fermata è quello della provincia di Milano, 3804 malati (24 ore prima erano 3278). Nella sola città sono 1550 (ieri erano 1378).

L’assessore al Welfare ha ricordato che è passato un mese da quando si è saputo che in Lombardia c’era un primo caso positivo: «Il 20 febbraio arrivava sul mio telefono la telefonata del primo caso positivo. Dopo un mese siamo qui, è cambiata la nostra regione, il nostro modo di vivere. come sistema sanitario abbiamo reagito immediatamente».

La conferenza stampa

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Gepostet von Lombardia Notizie Online am Freitag, 20. März 2020

Sono necessarie nuove strette dunque? Ieri, il vicepresidente della Lombardia, Fabrizio Sala, sottolineava come le persone che uscivano fossero ancora “troppe”, anche considerate quelle che lavorano: «Sono il 42%, rispetto ad un giorno normale», aveva detto. Oggi, 20 marzo, Gallera ha aggiunto: «Dobbiamo mantenere il distanziamento sociale, anche chi ha soli pochi sintomi deve mettersi in isolamento. Questo virus si nutre dell’uomo».

Il parere degli esperti:

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