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Sei rimedi infondati contro il coronavirus che non dovreste condividere, figuriamoci provare

Ecco perché dovreste smettere di condividere queste presunte protezioni contro il contagio

Li avete appresi in rete, magari attraverso gli audio di WhatsApp, oppure li seguite perché così vi è sempre stato raccomandato, solitamente d’inverno, contro l’influenza stagionale: parliamo dei presunti rimedi casalinghi contro il Coronavirus, che porta a una sindrome respiratoria ben più grave di una banale influenza, posto che questi rimedi non hanno mai dimostrato di funzionare.

Ce ne sono tantissimi. Noi abbiamo raccolto i sei che maggiormente circolano in rete, oppure li abbiamo spesso sentititi raccomandare in questi giorni, mentre attendevamo il nostro turno davanti al supermercato. Analizziamoli assieme.

Mangiare aglio

Non ci sono dubbi su alcune proprietà antimicrobiche dell’aglio, tuttavia difficilmente potrà proteggervi dal virus del Covid-19. Sull’argomento si è espresso anche l’Istituto superiore di sanità nella sua Faq.

La credenza si è diffusa anche all’estero, tanto ne avrebbe provocato addirittura un aumento del prezzo. Sappiamo che un composto in particolare contenuto nell’aglio ha proprietà antibatteriche, la cosiddetta Alicina, ma oltre al fatto che SARS-CoV2 è un virus, ovviamente parliamo di una sostanza contenuta in piccole quantità nell’aglio.

Acqua calda e limone

La credenza in questo rimedio l’abbiamo ereditata dai vecchi “rimedi della nonna” contro l’influenza. Effettivamente una bevanda calda darà certamente sollievo per chi dovesse avere mal di gola, ma è solo un palliativo.

Il limone poi si collega anche ai falsi miti sulla vitamina C. Certamente una carenza ne richiederebbe una integrazione: questo composto è chiamato anche acido ascorbico, proprio perché la sua mancanza nell’organismo provoca lo scorbuto. La vitamina C è importante per diversi motivi, è utile anche nel Sistema immunitario, ma l’apporto che ne avremmo da questo genere di rimedi sarebbe irrilevante.

Anche le mega-dosi di vitamina C raccomandate da alcuni non porterebbero ad alcun beneficio, anche perché il nostro corpo espellerebbe comunque quella in eccesso.

Olii essenziali

Recentemente avevamo trattato il caso di un medico che consigliava gli olii essenziali, in quanto avrebbero proprietà antivirali. Anche questo genere di credenze era prima in voga quando si parlava di rimedi antinfluenzali.

In particolare si raccomanda di mettere olii di limone o timo nelle narici. Sono tesi derivate da medicine alternative come l’aromaterapia. Ovviamente non esistono studi che dimostrano l’efficacia concreta di queste sostanze.

Credit: Marco Verch, Flickr | Un esempio di olii essenziali.

Bere ogni 15 minuti

Bere ogni 15 minuti, o in generale bere tanto, è un consiglio che vale quanto quello di lavarsi bene le mani: è utile in generale. Perché dovrebbe servire in particolare contro il coronavirus? C’è chi è convinto che in questo modo sarebbe possibile lavare via il virus dalla bocca.

Purtroppo si tratta di una ingenuità, tanto quanto quella di trattenere il respiro. Ne avevamo già trattato in un precedente articolo. La raccomandazione è circolata anche tramite certi audio WhatsApp, ed è attribuita a non meglio identificati medici giapponesi.

Credit: Daria Shevtsova.

Disinfettanti fai da te

Non tutti i rimedi riguardano l’ingestione e l’inspirazione di determinate sostanze. Per esempio c’è stato un momento in cui in tanti hanno cercato in rete dei tutorial per imparare a prepararsi dei disinfettanti in casa.

Si tratta di una pratica che sconsigliamo per almeno due motivi: potreste abbassare la guardia, usando un rimedio che alla fine potrebbe non proteggervi più del normale sapone; non tutte le sostanze disinfettanti sono anche innocue per la nostra pelle, delle irritazioni alle mani non aiutano certo a evitare un contagio.

Se proprio non trovate più l’Amuchina, vi consigliamo un video del divulgatore scientifico Dario Bressanini, che spiega come farla in casa senza correre rischi.

Mascherine improvvisate

Un discorso analogo ai disinfettanti potremmo farlo anche per le mascherine fai da te. Molti dei tutorial che hanno spopolato, visto che ormai è difficile trovarle in commercio, non offrono affatto soluzioni efficaci.

Premesso che servirebbero maggiormente a personale sanitario e malati, se proprio volete produrle a casa, magari supponendo di essere asintomatici, c’è una associazione che permette di costruirle attraverso le stampanti 3D, rimediando dei filtri per aspirapolvere robot, comunemente in commercio.

Le mascherine infatti devono essere comode da utilizzare, chi le indossa non dovrebbe essere tentato di toccarle per sistemarsele, soprattutto devono aderire bene al volto, e andrebbero sostituite continuamente.

Il tutorial di Barbara D’Urso sulle mascherine fai da te.

Il parere degli esperti

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