Quali misure dopo Pasqua? Il governo lavora al nuovo decreto: la priorità alla riapertura delle scuole, fino alle primarie e anche in zona rossa

Nelle prossime ore la cabina di regia, poi il confronto con Regioni e parlamento. Si pensa a una ripartenza graduale, contagi permettendo

L’andamento dell’epidemia di Covid ha mostrato nella settimana in corso i primi piccoli segnali di miglioramento sul fronte della diffusione del contagio, ma la situazione generale – specie su ricoveri e decessi – resta delicata. Lo dimostrano gli ultimi numeri, a partire dalle 551 vittime registrate ieri, 23 marzo, mai così tante dallo scorso gennaio. Alla luce di questi dati, e per iniziare a delineare il quadro delle misure anti-Covid dopo Pasqua, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha convocato Palazzo Chigi il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i membri del Comitato tecnico scientifico (Cts) Franco Locatelli e Silvio Brusaferro. Le misure di contenimento attualmente in vigore scadranno il prossimo 6 aprile. Il premier vuole muoversi con anticipo e, soprattutto, in modo condiviso. Nelle prossime ore è attesa la convocazione della Cabina di regia, in vista poi del confronto con i capidelegazione, con le Regioni e con il Parlamento sulle misure che confluiranno nel prossimo decreto Covid.


Priorità alla riapertura delle scuole

In attesa di capire dai dati dei prossimi giorni se e quanto il contagio permetterà di allentare le misure, la certezza è che ad avere massima priorità sarà la ripartenza delle scuole. Prima i bambini più piccoli delle scuole dell’infanzia e delle primarie, che potrebbero tornare in classe anche nelle Regioni rosse, e successivamente gli studenti più grandi. Del resto, proprio lo stesso Draghi aveva assicurato pubblicamente nei giorni scorsi che «la scuola sarà la prima a riaprire, non appena le condizioni lo permetteranno». Il ministro Patrizio Bianchi, durante un incontro con Comuni e Province, ha ribadito: «Lavoriamo giorno e notte per poter riaprire le scuole partendo dai più piccoli, che devono essere i primi a poter tornare in classe». Nella stessa direzione vanno le parole della ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, secondo cui occorre «valutare la riapertura in zona rossa almeno della scuola d’infanzia e della primaria».

La cautela del Cts

A spingere per un mantenimento della linea del rigore almeno fino a metà aprile è il Cts, contestualmente all’accelerazione della campagna di vaccinazione, con l’obiettivo (tutto in salita) di somministrare 500 mila dosi al giorno. Gli esperti fanno notare che il numero di nuovi casi giornalieri sta arrivando al plateau, ma la curva dei contagi non ha ancora subito una flessione significativa. Tra i rigoristi, anche il ministro Roberto Speranza tiene il punto sull’approccio prudenziale. Le misure di contenimento adottate sinora iniziano a dare segnali positivi, ma – è il ragionamento – la circolazione del virus è ancora su livelli troppo elevati per consentire un allentamento improvviso delle restrizioni.

Perde quota l’ipotesi di una proroga delle misure attuali

La soluzione all’orizzonte, dunque, è quella di un percorso di graduale apertura indicato anche dal ministro dell’Economia Daniele Franco. A partire, appunto, dalla scuola. In questo quadro, dunque, resta improbabile, affermano più fonti, che il nuovo decreto legge si possa limitare a prorogare in toto le misure restrittive oggi in vigore. Nel governo si starebbe anche ragionando su alcune norme uniformanti che dovrebbero essere condivise a livello nazionale nella campagna di vaccinazione.

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