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Secondo i No vax i vaccini antinfluenzali contengono ceppi di Coronavirus, e aiuterebbero il Covid-19 a diffondersi

Ecco perché i vaccini antinfluenzali sono sicuri e non possono incidere negativamente sulla pandemia in atto

Ci avete segnalato recentemente un post dal titolo «I vaccini antinfluenzali contengono due ceppi di Coronavirus, e aumentano del 30% il rischio di Covid-19», che viene condiviso in diversi Social.

Come vedremo, ricalca recenti fake news da noi già analizzate, ma ricicla anche altri cavalli di battaglia No vax, che vale la pena analizzare, perché ci permettono di spiegare ulteriormente perché i vaccini sono sicuri e come mai è così importante averne uno contro il SARS-CoV2.

Da diversi mesi assistiamo a una rinascita in Rete delle narrazioni No vax. Le vaccinazioni antinfluenzali sono il principale bersaglio, stavolta causerebbero o aggraverebbero la diffusione della pandemia di Covid-19.

Spesso queste vere e proprie tesi di complotto vengono sostenute da legali o guru delle Medicine alternative, sempre in cerca di dati che possano alimentare le paure delle persone, in special modo i genitori.

Fact checking essenziale: la Ricerca scientifica secondo i No vax

Esaminiamo adesso le affermazioni presenti nel post. Scopriremo che non hanno alcun fondamento. Quel che loro chiamano «indagare scientificamente» è in realtà cherry picking, ovvero l’arte di collezionare solo affermazioni che appagano i pregiudizi dei lettori, ignorandone la scarsa attendibilità intrinseca, e il contrasto col resto del lavoro dei ricercatori seri.

«Diversi studi scientifici pubblicati su riviste autorevoli – continuano i No vax – sostengono che il vaccino per l’influenza e il Coronavirus Sars possano indurre malattie polmonari».

Questo è falso, lo abbiamo visto analizzando la stessa letteratura suggerita dai No vax.

«Addirittura, chi ha fatto il vaccino antinfluenzale è più a rischio (del 30%) di contrarre il Covid-2019».  

Tale affermazione, rilanciata da Giulio Tarro, proviene dalla narrazione di un noto sito anti-vax americano, ed è del tutto infondata. Probabilmente si deve al fraintendimento di una correlazione spuria, com’è tipico di questo genere di complottismo.

Gli anziani sono i soggetti più esposti al rischio di sviluppare le complicazioni, sia dell’influenza stagionale che del Covid-19, il quale è invece una sindrome respiratoria. Quindi si tratta della stessa fascia di popolazione a cui vengono raccomandati i vaccini antinfluenzali. In questo modo potremmo anche correlare le cinture di sicurezza – o i freni – con gli incidenti stradali.

Esiste anche vaccino antinfluenzale denominato LAIV (Live attenuated influenza vaccine), somministrato nel Regno Unito ai bambini sotto i 5 anni: si spruzza nel naso, ed è a virus attenuato, ovvero incapace di causare la malattia. Si tratta dei soggetti che non corrono quasi nessun rischio nella pandemia attuale, allora perché non assistiamo a un boom di casi gravi di Covid-19 nei bimbi inglesi?

Vaccini & Covid-19. La nostra analisi degli studi suggeriti dai No vax.

La tecnica del falso bilanciamento

Chi fa questo genere di affermazioni vuole creare un false balance (falso bilanciamento), presentando alcuni studi o congetture come sullo stesso piano del resto della letteratura di settore e degli esperti, che non hanno riscontrato affatto dei pericoli, come avviene anche col 5G o col Cambiamento climatico.

«Molti vaccini antinfluenzali sono composti da ceppi di Coronavirus cosiddetti “vivi” e perché non informano di quattro aspetti importanti comprovati dalla letteratura scientifica esistente?»

I quattro aspetti che vengono elencati (li esamineremo a breve), non sono comprovati dalla letteratura scientifica, se con questa si intende ciò ch’è accertato dalla quasi totalità degli esperti. Fanno eccezione solo articoli di scarsa qualità, a volte pubblicati su riviste predatorie

Un esempio di falso bilanciamento: la polemica su Twitter tra il virologo Roberto Burioni e il politico Maurizio Gasparri.

Ceppi di Coronavirus nei vaccini antinfluenzali?

Cominciamo con la tesi dei virus «vivi» e «attenuati» nei vaccini. Posto che un virus non può essere considerato un essere vivente, almeno fino a quando non trova un ospite dove può moltiplicarsi; va subito chiarito che nei vaccini antinfluenzali non sono presenti Coronavirus attivi, ovvero capaci di infettare, bensì i loro antigeni o frammenti di essi, tanto che si parla di «vaccino split».

Ma questi sono solo alcuni esempi delle lacune che i complottisti mostrano di avere, riguardo a una materia che andrebbe approfondita consultando virologi, epidemiologi e infettivologi, non degli avvocati specializzati in cause civili contro fantomatici «danni da vaccini».

«1. quando si fa il vaccino antinfluenzale, per esempio con ceppo di Coronavirus come spesso avviene, e poi si prende una malattia simile da contagio, il sistema immunitario non la prende sul serio, ma la vede come una sorta di richiamo del vaccino;

risponde quindi debolmente, come ha fatto con la vaccinazione, e ciò tende a sviluppare infezione cronica a questa malattia, che può riacutizzarsi nel tempo e può sviluppare delle patologie atipiche, che poi i medici non sono in grado di riconoscere perché non hanno gli stessi sintomi della malattia originale, e questo meccanismo può portare allo sviluppo di malattie autoimmuni, guarda caso in enorme crescita, insieme al crescere di vaccinazioni».

Quando entra nel corpo un virus, il Sistema immunitario genera delle immunoglobuline (Ig): le IgM e le IgG:

  • Le IgM agiscono subito riconoscendo gli antigeni virali, ma sono di breve durata. Quando si trovano nel siero di un paziente significa che è positivo;
  • Le IgG sono più tardive ma possono permanere, per alcuni patogeni per sempre, per altri durano solo un certo periodo. Quando si trovano da sole nel siero significa che il paziente è immune.

I vaccini stimolano allo stesso modo le nostre difese, facendo loro credere che sia in atto una infezione, in alcuni casi basta una sola vaccinazione, in altri occorrono dei richiami, infine – come per il caso degli antinfluenzali – occorre tornare a produrre IgG ogni anno, perché l’immunità permane solo stagionalmente. Tutte queste cose le abbiamo approfondite parlando del vaccino-cerotto PittCoVacc.

Certamente i virus possono mutare, ma a noi interessano gli errori nella trascrizione del codice genetico relativi alla glicoproteina Spike, ovvero quella che permette l’ingresso nelle cellule per moltiplicarsi, legandosi ai recettori ACE2 degli alveoli polmonari. Tutto il resto è fuffa.

Science | Il modello 3D della glicoproteina CoV spike (S).

Il vaccino contro la poliomielite, che provoca la poliomielite

Esaminiamo adesso l’unica fonte scientifica esibita dai No vax: riguarda la presunta conferma da parte dell’Oms di un focolaio di poliomielite provocato dal vaccino, ripreso secondo gli autori, anche dalla trasmissione televisiva Report.

«2. è già successo in passato che malattie epidemiche sono partite dai virus contenuti nel vaccino e non dal “virus selvaggio”. Un esempio che ci viene subito in mente è quello in cui anche l’OMS confermò che il focolaio di poliomielite fu causato dal virus contenuto nel vaccino – già 17 i bambini paralizzati».

«Inoltre – continuano i complottisti – ci ricorda una vecchia puntata di Report sui vaccini, che “TUTTI i casi di poliomielite degli ultimi 38 anni sono stati causati dal vaccino stesso”, ecco le parole in diretta. Questo lo dicevano in tempi non sospetti, quando il marito di Beatrice Lorenzin non era un dirigente RAI».

La prima fonte è un blog, dove nel giugno 2017 si parla del caso dei 17 bambini siriani «rimasti paralizzati a causa del virus della poliomielite vaccino-derivato, su un totale di 65 che soffrono di flaccidità muscolare acuta». Si cita quindi il portavoce dell’Oms Tarik Jasarevic, il quale avrebbe confermato questa narrazione.

Si tratta però di un caso dovuto al vaccino orale (Opv), mentre in Europa è stato usato quello Salk. In entrambi i casi parliamo di vaccini che hanno debellato la poliomielite nel Mondo. Fino al 2017 erano stati somministrati, dall’inizio del Nuovo millennio, oltre 10 miliardi di dosi Opv, immunizzando 3 miliardi di bambini, debellando quasi del tutto la poliomielite.

In Siria l’epidemia vaccino-derivata si spiega – come riportato dall’Oms – con condizioni di scarsa igiene e scarsa immunizzazione, dovute al conflitto in cui il Paese era dilaniato. In queste condizioni eccezionali è possibile che si generi una malattia derivata, classificata come cVDPV (circulating Vaccine-Derived PolioVirus).

Proprio un lungo periodo di scarsa copertura vaccinale nei bambini, dovuta alla guerra, ha permesso le condizioni ideali al virus attenuato di mutare, incontrando soggetti deboli dove attecchire. Ma evidentemente non è necessario scatenare un conflitto: basterebbe una propaganda efficace contro i vaccini, volta a provocare un notevole abbassamento dell’immunità di gregge, per provocare una epidemia di cVDPV.

Il servizio Rai del format Report citato dai No vax.

Il problema del potenziamento dipendente dall’anticorpo

Lo «Antibody-dependent enhancement» (ADE), ovvero il potenziamento anticorpo-dipendente, è un fenomeno che può manifestarsi qualora degli anticorpi «non neutralizzanti» (forse reduci da una precedente infezione), non solo risultano inadeguati ad affrontare il nuovo virus, ma ne faciliterebbero persino l’infettività.

«3. il “potenziamento dipendente dall’anticorpo” è stato dimostrato che avviene anche con SARS e Coronavirus – spiegano i No vax – ovvero ci sono delle persone che per caratteristiche proprie non producono sufficienti anticorpi quando vengono vaccinate, per esempio per il COVID-19».

Esistono certamente casi in cui un organismo non è predisposto per produrre gli anticorpi anche se vaccinato, come per gli immunodepressi. È per questo ch’è importante l’immunità di gregge (meglio definita “di comunità”).

I piani di vaccinazione prevedono per il loro funzionamento che non succeda quel ch’è accaduto in Siria, non tanto per casi «vaccino-derivati», perché abbiamo già spiegato che tanto gli antinfluenzali quanto quello per il SARS-CoV2, non contengono Coronavirus attenuati.

Quel ch’è importante in tutti i casi è raggiungere un tetto adeguato di persone immunizzate, le quali proteggeranno le altre non vaccinate, o che per qualche ragione non possono essere immunizzate. È facile creare il panico presentando solo un pezzo di informazione, senza approfondire tutto il resto.

Per maggiori informazioni sui piani vaccinali e l’importanza di una copertura adeguata di cittadini immuni, rimandiamo alla consultazione del blog dell’Associazione di medici e genitori IoVaccino. Se invece volete approfondire con facilità come si affrontano le epidemie e cosa comporta davvero il Covid-19, suggeriamo la lettura del saggio di Roberto Burioni e Pier Luigi Lopalco, “Virus – La grande sfida” (Rizzoli, 2020).

È possibile studiare come la mancanza di una immunità di gregge possa esporci al rischio di incorrere in epidemie altrimenti evitabili con le vaccinazioni.

Conclusione: i vaccini antinfluenzali non possono causare il Covid-19

A questo punto è piuttosto semplice analizzare l’ultima affermazione rilevante dei No vax, alla luce dei nostri articoli precedenti sul tema, e di quanto approfondito in questa analisi.

«4. si sa anche che gli anziani vaccinati contro l’influenza sono esposti maggiormente a complicazioni fatali della malattia. Se lo sono dimenticati?».

Non è la vaccinazione a rendere esposti alla malattia. Si tratta di un sillogismo distorto: proprio perché gli anziani sono i soggetti più a rischio, si suppone che siano stati vaccinati contro l’influenza, quindi è molto probabile che possano essere esposti anche ad altri rischi, per i quali non sono stati ancora immunizzati.

Chiudiamo con la nostra metafora automobilistica. Quando avviene un incidente, se questo è «stradale», è molto probabile che il conducente fosse munito di un freno e di apposita cintura di sicurezza; questo però non significa che hanno provocato l’incidente, sono invece elementi previsti per ridurre il rischio. Sarebbe davvero un problema se nascessero movimenti «No cintura» o «No freno».

Open.online is working with the CoronaVirusFacts/DatosCoronaVirus Alliance, a coalition of more than 100 fact-checkers who are fighting misinformation related to the COVID-19 pandemic. Learn more about the alliance here (in English).

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