Ultime notizie Alex ZanardiCrisi Usa - IranDelitto di GarlascoGlobal Sumud FlotillaNicole Minetti
ATTUALITÀAeroportiCrisi Usa - IranPetrolioRyanair

Crisi carburante, le compagnie aeree corrono ai ripari. Dai tagli dei voli alla riduzione delle destinazioni: la bozza del piano d’emergenza

06 Maggio 2026 - 12:18 Matteo Revellino
Aeroporto generico
Aeroporto generico
Le prime bozze dei piani di emergenza delle compagnie aeree rivelate al "Corriere della Sera" dall'amministratore delegato di Ryanair, Michael O'Leary
Google Preferred Site

Cancellazione dei voli di metà giornata, eliminazione delle rotte meno redditizie e taglio dei viaggi nei giorni con meno traffico, cioè martedì, mercoledì o sabato. Sono solo alcune delle misure previste dalle bozze di emergenza delle compagnie aree per fronteggiare alla crisi del carburante dovuta alla guerra tra Iran e Stati Uniti. «Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore», spiega al Corriere della Sera l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary.

C’è già una lista di rotte sacrificabili fin da subito

O’Leary non vuole spaventare i turisti e colloca l’inizio del possibile momento di emergenza del carburante ai primi giorni di giugno. «Ovviamente, stiamo facendo degli approfondimenti, sappiamo dove si potrebbe intervenire da subito nel caso fosse necessario», prosegue il manager irlandese. La situazione non riguarda solo Ryanair: anche altri manager, che hanno chiesto l’anonimato, confermano l’esistenza di una prima lista di destinazioni sacrificabili da subito. Il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas ha dichiarato che «al momento non ci sono prove di una carenza di approvvigionamento di carburante per aerei». Tuttavia, «la situazione è piuttosto critica e dobbiamo essere pronti – e lo siamo – a tutti gli scenari», ha aggiunto durante un’audizione presso la commissione Trasporti del Parlamento europeo. 

Taglio ai voli di metà giornata e alle rotte domestiche

Il piano di O’Leary prevede «il taglio dei voli di metà giornata», perchè «sono quelli che avrebbero un impatto minore sui movimenti», aggiungono altri due amministratori delegati. Le restrizioni mirano a salvaguardare i viaggi della mattina e del tardo pomeriggio o sera, decisamente più richiesti. «Un occhio va anche alla clientela business», aggiunge O’Leary. Ma non finisce qui: la bozza del piano di emergenza prevede anche il taglio ai «voli nei giorni con meno traffico, ad esempio martedì, mercoledì o sabato». Rimangono intoccabili le partenze di lunedì, venerdì e domenica. In bilico il giovedì che potrebbe diventare sacrificabile. Bersaglio dei tagli diventano anche le rotte domestiche: sono le rotte interne ai singoli Paesi, per cui «esiste un’alternatica, come i treni, meglio se ad alta velocità». Invece, come sottolineato da O’Leary e altri ceo, «verrebbero protetti i voli verso le isole», magari riducendo le frequenze, ma garantendo sempre la connettività giornaliera.

Lo scenario attuale

Qualcosa è già stato adottato. «Ora siamo nella fase del taglio delle rotte meno redditizie», spiega il direttore delle operazioni di una compagnia tradizionale. A soffrire sono soprattutto i collegamenti stagionali con tassi di riempimento insoddisfacenti, le destinazioni secondarie operate con bassa frequenza e le rotte dove la concorrenza è più forte.

leggi anche