Il Brasile di Carlo Ancelotti debutta al Mondiale. Per Neymar sarà l’ultimo ballo, ma non è l’unico: gli addii eccellenti

Carlo Ancelotti forse se lo sarebbe aspettato più morbido il proprio debutto a un Mondiale. A mezzanotte ore italiane, le 18 locali, il Brasile un po’ azzurro esordirà negli Stati Uniti contro il Marocco, formalmente vincitore della Coppa d’Africa e autentica rivelazione della scorsa edizione, arrivando addirittura in semifinale. Decisamente la partita più interessante della fase a gironi. Cresce la curiosità di vedere come la Seleçao, tradizionalmente colma di talento offensivo e spensieratezza, si sposerà con l’anima più pratica del calcio all’italiana di Ancelotti. Ma intanto il commissario tecnico è già entrato nel cuore dei tifosi brasiliani. Gli è bastato pronunciare un nome nell’elenco dei 26 convocati ed è già partita la festa: «Neymar Jr». L’ex stella di Barcellona e Psg, oggi al Santos, non ci sarà contro il Marocco, fermato da un problema a un polpaccio, ma si unirà ai compagni per la prossima sfida, quella contro Haiti.
L’ultima chiamata per Neymar
È il migliore marcatore della storia del Brasile, con 79 gol. Meglio anche di un certo Pelé. Ma nella storia di Neymar con la nazionale brasiliana manca un lieto fine, magari a forma di coppa. Nella ricca bacheca della stella brasiliana non trova posto un trofeo importate vinto con il Brasile, cioè Coppa del Mondo o Copa America. Nei Mondiali in casa, quelli ospitati dal Brasile 2014, aveva adirittura rimediato un grave infortunio alla schiena. Negli Stati Uniti Neymar non sarà la stella, a dispetto del numero 10 che porterà sulla schiena. Ancelotti lo utilizzerà come arma in più, magari dalla panchina, per creare disordine nelle difese già stanche. Sarà questo il ruolo per il suo quarto Mondiale, dopo Brasile 2014, Russia 2018 e Qatar 2022. L’incognita è la sua tenuta fisica: recupererà per la seconda partita del girone contro Haiti, ma l’attaccante ha avuto diversi problemi negli ultimi anni. Non a caso l’ultima partita di Neymar con la Nazionale risale addirittura al 2023.
L’ultimo atto dell’eterna rivalità tra Messi e Cristiano Ronaldo
Ma Neymar non è l’unico a giocare per l’ultima volta il Mondiale. Come lui, quello del 2026 è l’ultimo anche per i due super big: Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, che in totale hanno tredici palloni d’oro, 1624 gol con i club e 260 con le rispettive nazionali. Basterebbero questi per spiegare perché i due hanno caratterizzato un’epoca per questo sport. Il Mondiale sarà l’ennesimo teatro della loro rivalità, probabilmente l’ultima competizione in cui si troveranno nello stesso tabellone. Per entrambi quello americano sarà la quinta Coppa del Mondo: mai nessuno nella storia del calcio ha partecipato a così tante edizioni. Messi ha già coronato il suo sogno, sollevando il trofeo quattro anni fa in Qatar. Cristiano Ronaldo vorrebbe regalare al Portogallo il primo successo nella sua storia. Se ci riuscisse, sarebbe il campione del mondo più anziano della storia, superando Dino Zoff: capitano azzurro a 40 anni e 134 giorni l’11 luglio del 1982. Il portoghese avrebbe un anno in più, 41 anni e 164 giorni. Un ulteriore record che CR7 vorrebbe aggiungere a quelli già conquistati. Il destino ha voluto che debutteranno lo stesso giorno, il 17 giugno: l’Argentina di Messi contro l’Algeria alle 3:00 (le 20:00 locali), il Portogallo contro il Congo alle 19:00 (le 12 locali).
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L’ultimo Mondiale per due campioni del mondo
Un’intera generazione all’ultimo valzer ai Mondiali. Alcuni sono anche dei veri e propri simboli delle proprie nazionali. Lo è sicuramente Manuel Neuer. Il portiere del Bayern Monaco ha completamente rivoluzionato il modo di stare in porta, influenzando lo stile di moltissimi estremi difensori arrivati dopo di lui. Si era ritirato dalla nazionale tedesca al termine di Euro 2024 ma alla soglia dei 40 anni è tornato per giocarsi l’ultimo Mondiale, quello che è già riuscito ad alzare in Brasile nel 2014. La Germania rimane tutt’ora l’unica nazionale europea ad aver trionfato in territorio americano. Neuer debutterà ai Mondiali contro la favola Curaçao, il 14 giugno alle 19 italiane (le 12 locali). Un altro campione del mondo all’ultima Coppa del Mondo è Ngolo Kanté. Dopo il suo trasferimento prima in Arabia Saudita, all’Al Ittihad, poi al Fenerbache, erano in molti a credere che il centrocampista avrebbe perso il giro della Nazionale. Invece, il commissario tecnico Didier Deschamps non ha voluto rinunciare al suo pilastro. Così Kanté è previsto in campo da titolare nel debutto della Francia contro il Senegal, in programma il 16 giugno alle 21 italiane (le 15 locali).
Gli ex Serie A all’ultimo Mondiale
C’è una Premier League prima e una Premier League dopo Kevin De Bruyne. Il belga ha scritto pagine di storia del calcio inglese con il Manchester City di Pep Guardiola. Ora arriva all’ultimo Mondiale dopo una stagione così così al Napoli, viziata da un grave infortunio. Insieme a lui anche il napoletano Romelu Lukaku: entrambi sono all’ultima chiamata con un Belgio però in calo rispetto a qualche edizione fa. Il debutto di De Bruyne e compagni sarà contro l’Egitto di un altro probabilmente all’ultimo Mondiale: Mohamed Salah. Ha appena lasciato il Liverpool, con cui ha stabilito record su record nel campionato inglese. De Bruyne contro Salah: appuntamento il 15 giugno alle 21 (le 12 locali). E poi c’è Luka Modric, il primo a interrompere il dominio decennale al Pallone d’Oro di Messi e Ronaldo, vincendolo nel 2018, dopo essere arrivato secondo con la sua Croazia al Mondiale russo. L’ex 10 del Real Madrid, oggi al Milan, a 41 anni guiderà una nuova generazione croata per il suo quarto Mondiale. Se la sua nazionale si fosse qualificata per Sudafrica 2010, sarebbe stato anche lui al quinto mondiale. La Croazia debutterà contro l’Inghilterra diHarry Kane, anche lui forse all’ultimo Mondiale. La partita si giocherà il 17 giugno alle 22 italiane, 15 ora locale.

