Coronavirus: due vittime in Iran, la crociera e la donna “superdiffusore”. Ecco le ultime notizie

Il numero di persone contagiate in Corea del Sud è salito a 51. 15 persone sono state infettate dal virus dalla stessa donna

Cina, Russia, Sud Corea, Giappone, Iran. Nonostante il numero dei nuovi contagi sia in calo, l’epidemia di Coronavirus continua a segnare le cronache di diversi Paesi. Anche se in Cina è cominciato a diminuire il numero di nuove persone che ogni giorno contraggono la malattia. Un responsabile regionale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha sottolineato gli “enormi progressi” fatti recentemente ma ha avvertito che è «ancora troppo presto» per abbassare la guardia. «Abbiamo fatto enormi progressi in poco tempo», ha detto Richard Brennan, Direttore per le misure d’urgenza nel Mediterraneo orientale in un conferenza stampa al Cairo.

«Ora si arriva a diagnosticare il virus dappertutto» e sono stati attivati «sistemi sanitari efficaci», ha sostenuto comunque Ahmed al-Mandhari, direttore regionale per il mediterraneo orientale dell’Oms. Il Fondo monetario internazionale ha spiegato che l’epidemia di coronavirus potrebbe avere ricadute pesanti: «Una ripresa fragile può essere minacciata da eventi imprevisti». Anche perché tutto dipende dai tempi: più durerà l’epidemia, più c’è il rischio che le conseguenze si facciano pesanti. Intanto l’uomo italiano sbarcato in Cambogia da una nave americana, e ora in isolamento volontario nella sua casa di Sanremo, è risultato negativo al coronavirus.

Due vittime in Iran

Sono morti entrambi i pazienti ricoverati nella città iraniana di Qom dopo essere risultati positivi al coronavirus. Lo ha reso noto il viceministro della Sanità Qasim Jan Babaei, citato dall’agenzia Mehr, sottolineando che i due erano in età avanzata e con «deficienze immunitarie». «Ci aspettavamo – ha sottolineato – che il virus entrasse nel Paese ed è arrivato, fortunatamente in ritardo rispetto ad altri Paesi coinvolti. Naturalmente non ci sono preoccupazioni e abbiamo preso tutte le misure di controllo».

Cina, manca il sangue per le trasfusioni

Secondo alcuni media locali, come China News e Xinhua, negli ospedali di alcune città comincia a mancare il sangue. I cittadini, soprattutto dove è stata imposta la quarantena, non riescono a raggiungere i centri di raccolta e intanto il fabbisogno è aumentato per soddisfare le esigenze dei pazienti infettati dal coronavirus. Il Blood Center della provincia di Jiangxi ha chiamato a raccolta la popolazione inviando milioni di messaggi di testo a potenziali donatori. Lo Jiangxi si trova sempre nella parte orientale della Cina e confina con la provincia dello Hubei. Le donazioni sono comunque vietate a chi presenta sintomi del virus. Mentre chi è stato a contatto con persone malate, o è passato da zone ad alto rischio, deve aspettare 28 giorni.

Corea del Sud, la donna che ha contagiato 15 pazienti

La Corea del Sud è uno dei Paesi ad aver registrato più contagi: 51, numeri ovviamente lontanissimi dalla Cina dove si sono superati i 75mila pazienti infettati dal coronavirus. Il Korea Centers for Disease Control and Prevention (KCDC) ha spiegato che 15 di queste persone sono state infettate da una sola donna, molto attiva nella comunità di Daegu. La paziente sarebbe venuta in contatto con almeno altre 166 persone.

Russia, i cosacchi si dividono in ronde per controllare i cittadini cinesi

Ekaterinburg è una città in Russia con oltre un milione di abitanti, si trova negli Urali e nel quartiere Siem Kluchei vive una comunità cinese. Qui, i volontari dei corpo paramilitare Cosacchi della Federazione Russa hanno organizzato delle ronde per controllare che i cinesi non abbiano sintomi di coronavirus. Nel caso vengano avvistate persone con «tosse e raffreddore» i Cosacchi, eredi di un’antica comunità militare, «suggeriranno con vigore» di andare in ospedale per fare tutti i controlli. Il loro capo, Gennady Kovalev, ha dichiarato: «Non ci sono statistiche sul successo della nostra campagna, ma grazie alle maschere, almeno qualcuno non sarà infettato: questo è il nostro piccolo contributo alla società, nessuno ci finanzia, è tutto di tasca nostra».

Nave Diamond Princess, ancora in quarantena chi ha avuto contatti con i contagiati

La nave da crociera Diamond Princess è attraccata nel porto di Yokohama. Il ministro della Salute giapponese ha dichiarato che le persone sbarcate, negative al coronavirus, potranno tornare alla loro vita ma verranno richiamate per accertamenti sanitari. Chi invece è negativo ai test ma ha condiviso la cabina con passeggeri contagiati dovrà continuare la quarantena. Al momento sono 500 i passeggeri che sono riusciti a sbarcare, in tutto quelli a bordo della nave erano oltre 3mila. Il viceministro alla Salute italiano Pierpaolo Sileri ha spiegato che nella serata di oggi, 19 febbraio, partirà da Ciampino il volo diretto verso il Giappone per riportare a casa i 30 cittadini italiani che si trovavano sulla nave da crociera.

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