Coronavirus, ultime notizie – In Italia oltre 88mila positivi. In Lombardia i nuovi contagi sono oltre i 1.500, da domani obbligo di mascherine in tutta la Regione

In Lombardia migliora il dato delle terapie intensive: – 55 rispetto a ieri. I guariti sono in totale 27.134. Von der Leyen scrive ancora all’Italia: «Serve un piano Marshall per l’Europa». In Emilia-Romagna prorogate tutte le misure restrittive sino al 13 aprile. Gli ospedali in Piemonte sono saturi: la Lombardia offre posti letto

In evidenza:

Lombardia: «Da Borrelli dichiarazioni incoscienti»

Ansa | Angelo Borrelli

«In Lombardia chiediamo il rispetto della distanza sociale e di proteggere naso e bocca. Dato che stiamo ancora aspettando le mascherine, che Borrelli ci ha promesso, noi lombardi lo faremo come potremo, perché ci rispettiamo. Tutti insieme lottiamo per uscire da questo incubo». A dirlo è l’assessore al Bilancio della regione, Davide Caparini, commentando le dichiarazioni del capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli.

«Così come accade a New York, Los Angeles o a Dallas – prosegue Caparini – il governatore Fontana ha chiesto di rispettare una regola elementare: proteggere naso e bocca». «Nel frattempo – continua Caparini – la nostra Protezione civile sta distribuendo milioni di mascherine ai più fragili e alle farmacie. Il commissario, invece, oltre a fare dichiarazioni incoscienti che sta facendo?».

Liguria, Toti: «Da giovedì mascherine gratis a tutta la regione»

ANSA/LUCA ZENNARO | Il governatore della Liguria Giovanni Toti

Inizierà giovedì in tutta la Liguria la distribuzione gratuita delle mascherine chirurgiche acquistate dalla Regione per i cittadini. A comunicarlo è il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in una diretta video via Facebook: «La distribuzione alla popolazione ligure avverrà attraverso i farmacisti, le edicole, i tabaccai e i 234 sindaci della Regione per chi non può uscire di casa. Ciascuno – ha concluso – potrà avere la sua bustina di mascherine».

L’Italia aveva donato a Pechino dispositivi di protezione individuale: la Cina glieli ha fatti riacquistare

Ansa | Il premier Giuseppe Conte con il presidente cinese Xi Jinping

Sulla gestione dell’epidemia Coronavirus in Cina continuano a esserci luci e ombre. Prima i ritardi nel comunicare la gravità della situazione all’Oms, poi la dubbia attendibilità dei dati reali. Ora ad essere messa in discussione è anche la solidarietà di Pechino. A gennaio l’Italia aveva donato tonnellate di dispositivi di protezione individuali alla Cina. Con l’aggravarsi della crisi epidemica in Italia, Pechino ha restituito il favore: restituendo i dispositivi all’Italia, ma facendo pagare il governo per averli indietro. È questa la denuncia lanciata da The Spectator attraverso un consigliere dell’amministrazione Trump.

Negli Usa via allo studio degli anticorpi dei guariti per sviluppare un nuovo farmaco

Ansa

Dagli Stati Uniti arriva la notizia che la multinazionale farmaceutica Amgen insieme ad Adaptive Biotechnologies, azienda specializzata in immunoterapia, sta lavorando a terapie mirate, puntando sui pazienti che sono guariti dal virus. E individuando, nel plasma di chi ha superato la malattia, i “super” anticorpi in grado di difendere l’organismo dal virus, rendendoli disponibili come farmaci su misura anti-Covid-19.

Ci sarà un radicale cambio di rotta o torneremo alla vita di sempre?

«L’unico beneficio a lungo termine è averci mostrato un mondo che può essere diverso, ma finisce qui. Se da una parte la soluzione ai problemi ambientali non può essere metterci tutti in quarantena, dall’altra c’è il pericolo di un “effetto rimbalzo”, di un allentamento delle salvaguardie ambientali. Risponde così a Open Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente all’Università Statale di Milano, su come cambierà l’attenzione all’ambiente dopo la fine dell’epidemia. Sulle misure che avrebbe senso mantenere pensando all’ambiente, Vacchiano sottolinea l’importanza del telelavoro: «Ha del potenziale, è stato dimostrato. Al netto dei primi giorni, poi, stiamo mostrando che quando serve sappiamo agire come comunità – anche in modo solidale, viste le numerose iniziative nate anche dal basso. È un segnale molto incoraggiante».

Nelle case famiglia i bambini non possono vedere i genitori né giocare come prima

Non solo case di riposo. Tra le strutture sanitarie in gravi difficoltà per l’emergenza Coronavirus ci sono anche le case famiglia. Bambini, adolescenti e neonati di pochi giorni che spesso non possono ricevere le giuste cure e attenzioni. A dirlo a Open è Serena Vinci, educatrice sociale di Roma, che si occupa di minori da 0 a 6 anni: «Parliamo di bambini abbandonati, lasciati in ospedale alla nascita o allontanati dalla famiglia per motivi di tossicodipendenza, maltrattamenti gravi o storie di carcere». Con le nuove misure di distanziamento la situazione è sempre più critica: «Noi, ad esempio – dice Vinci – non possiamo rispettare il metro di distanza. Come facciamo a farlo se dobbiamo accudire un bimbo appena nato?».

In Australia la ricerca sul farmaco Ivermectin, ma non è ancora la risposta contro il virus

Un nuovo farmaco della speranza contro il Coronavirus? No, Non ancora. Continuano a circolare bufale sull’esistenza di soluzioni miracolose per superare la pandemia globale. Si tratta del Ivermectin che, secondo quanto viene riportato dai media, ucciderebbe il virus in 48 ore. Il problema, che si presenta ancora una volta, riguarda lo stato delle cose: al momento non si conosco i risultati del suo utilizzo sui pazienti Covid-19.

Renzi alla Cnn: «Dopo la peste ci sarà il Rinascimento»

Ansa | Matteo Renzi

In un’intervista al network americano Matteo Renzi si è detto ottimista sulla ripresa dell’Italia dall’emergenza Coronavirus. «Cina e Corea del Sud hanno reagito bene e hanno avuto un numero contenuto di decessi», ha detto il leader di Italia Viva, «da noi e in Spagna le cose stanno andando molto peggio. Ma temo per voi, per gli Usa. State rischiando di diventare la prima nazione al mondo per mortalità da Covid-19». Renzi ha sottolineato che «ci sarà tempo per discutere del passato, e delle scelte del passato, e del futuro, ma ora è tempo di agire, di unirsi per fermare l’epidemia. Dopo la peste ci sarà il Rinascimento».

Piemonte: 342 pazienti negativizzati

Ansa | Il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio

Sono 342 i pazienti guariti e 546 in via di guarigione nella regione Piemonte. A comunicarlo è l’Unità di Crisi della regione nel bollettino quotidiano sui dati dell’epidemia da Coronavirus. Salgono invece a 1.144 i decessi totali, con un incremento di 56 rispetto a ieri. I contagi totali dall’inizio dell’epidemia sono 11.839, con 447 ricoveri attuali in terapia intensiva. I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 38.638, di cui 22.806 risultati negativi.

Numeri in chiaro. Il fisico Ricci-Tersenghi: «Usciremo dalla crisi quando diminuirà il numero dei ricoveri»

I dati diffusi dalla Protezione civile il 4 aprile dicono che in Italia sono stati riscontrati 124.632 casi di positività al Coronavirus dall’inizio dell’epidemia. : 20.996 guariti, 88.274 ancora infetti e 15.362 morti. «I dati più significativi sono quelli relativi ai decessi e alle ospedalizzazioni», spiega a Open il fisico Federico Ricci-Tersenghi. «Per quanto riguarda i morti – dice il professore della Sapienza – possiamo dire che il picco, considerando gli incrementi giornalieri, è stato raggiunto».

L’ospedale Sacco contro le Fake News: «Mattia è il paziente 1»

«Il primo paziente lombardo, il paziente 1, risultato positivo al Coronavirus è Mattia, il giovane di Codogno. Prima del 20 febbraio non ci sono state altre diagnosi di pazienti risultati positivi in Lombardia». A dichiararlo è Giuseppe De Filippis, direttore dell’Asst Fatebenefratelli Sacco che smentisce quanto riportato il 4 aprile, da Il Fatto Quotidiano, secondo il quale sarebbe un altro il paziente 1, e non Mattia.

«La notizia riportata dal quotidiano, ripresa poi da numerose testate on line – dichiara il direttore – prende spunto da un articolo scientifico pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, e riguarda uno studio sulla filogenesi del Coronavirus in Italia, mal interpretato dal giornalista, che confonde la conferma della positività fatta dall’ospedale Sacco, il cui laboratorio era in quel momento uno dei tre autorizzati, sul territorio regionale, per il Covid-19, con il ricovero di un ulteriore paziente, oltre a Mattia, in un ospedale di Milano».

Il presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei medici: «Dopo 2 mesi combattiamo ancora a mani nude»

Ansa

«Non ci bastano le parole: non abbiamo più lacrime per piangere i nostri morti, che salgono oggi almeno ad 80, mentre continuiamo a ricevere segnalazioni». Sono parole dure quelle usate da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici. «Ora basta: vogliamo segni concreti da parte del Parlamento e del Governo». Mentre sale il numero dei medici deceduti nella lotta contro il Covid-19 Anelli lancia l’ennesima denuncia sulla mancanza di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari: «Anche le buone intenzioni si infrangono contro ostacoli burocratici: è stato bocciato, dalla Ragioneria Generale dello Stato – sottolinea – un emendamento al ‘Cura Italia’ che prevedeva la fornitura di dispositivi individuali di protezione in via prioritaria ai medici dipendenti e convenzionati, agli operatori sanitari e sociosanitari, ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai farmacisti».

«Dopo più di due mesi – sottolinea Anelli – sono ancora molti i medici a mani nude contro il virus». «Sono passati più di due mesi dalla data di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, il 31 gennaio. Eppure, ancora oggi molti medici, in particolare i medici di medicina generale, sono del tutto privi dei più basilari dispositivi di protezione individuale. Siamo stanchi di promesse».

Lazio: 212 deceduti, 439 persone guarite

Ansa | Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti

Aumenta a 3.106 il bilancio degli attuali positivi al Coronavirus nella regione Lazio. Di questi sono 1.677 i pazienti in isolamento domiciliare, 1236 quelli ricoverati in terapia non intensiva. In condizioni più gravi si trovano invece 193 persone. Sale il numero dei deceduti che raggiunge quota 212, ma anche quelle delle persone guarite: 439 dall’inizio dell’emergenza.

Tamponi e test: ecco il protocollo per gli atleti

Ansa

Tra i settori fermati dal lockdown c’è anche quello dello sport. Con il rinvio delle olimpiadi di Tokyo le attività sportive sono rimaste colpite profondamente dall’emergenza sanitari. La federazione medico sportiva italiana ha però indicato le linee guida per la ripresa delle attività sportive e agonistiche. Le raccomandazioni prevedono tamponi di controllo per la positività e test per individuare eventuali immunità. Il vadamecum sarà fondamentale per la riammissione degli atleti agli allenamenti e i successivi controlli di routine e nelle quali si distinguono gli sportivi in tre gruppi – positivi, immuni e non immuni – e si stabilisce la cadenza dei controlli necessari.

Salvini: «Chiese aperte a Pasqua»

Ansa | Matteo Salvini

Sì alle messe nella domenica di Pasqua. La richiesta arriva dal leader della Lega Matteo Salvini. In una intervista a Sky Tg24 l’ex ministro ha detto di sostenere «la richieste di coloro che dicono di poter entrare in chiesa, seppur ordinatamente, con le distanze di sicurezza, per la Messa di Pasqua, magari un po’ alla volta, in quattro o cinque. C’è un appello promosso da Tempi ai vescovi italiani:, rispettando le distanze, in numero limitato, la santa di Pasqua per milioni di italiani può essere un momento di speranza».

Patuanelli: «Golden Power esteso a PMI»

Ansa | Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli

«Lo scudo del Golden Power si potrà estendere anche alle Pmi e si potrà attivare ad operazioni interne all’Ue. Sarà allargato al settore alimentare, finanziario e assicurativo o sanitario». Il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, è intervenuto su Facebook spiegando come «In questa fase così delicata abbiamo il dovere di proteggere le nostre aziende dai possibili pericoli. Uno di questi è senz’altro la possibilità, in una fase di debolezza, di scalate ostili ai nostri gioielli industriali nazionali. Per questo abbiamo preparato un rafforzamento della normativa sul Golden Power, in modo da proteggere un patrimonio che non deve essere e non sarà mai svenduto. Siano esse grandi aziende, siano piccole e medie imprese».

In questa fase così delicata abbiamo il dovere di proteggere le nostre aziende dai possibili pericoli. Uno di questi è…

Gepostet von Stefano Patuanelli am Samstag, 4. April 2020

Sito Inps in tilt: il data breach non è stato un pesce d’aprile

Lo scorso 1° aprile sul sito dell’INPS è stato lanciato il servizio online per la richiesta dell’indennità COVID-19 di 600 euro. Il giorno stesso, dopo un’escalation di disservizi e malfunzionamenti, il sito è stato reso inaccessibile a causa di un databreach che ha esposto i dati degli utenti. Immediatamente sui social si è scatenato il panico. Ad oggi non è chiara la causa del data breach: se sia stato causato da un attacco hacker o da un errore di configurazione del portale. Tuttavia, una volta effettuati i dovuti accertamenti spetterà al Garante il compito di individuare gli interventi necessari, che in caso di violazione del GDPR, potranno comportare anche sanzioni molto salate.

Css: «Con misure evitate 30mila morti in più»

Ansa | Il presidente del Css Franco Locatelli

Intervenuto alla consueta conferenza stampa giornaliera dalla Protezione civile, il presidente del Css, Franco Locatelli ha sottolineato come le misure restrittive per contenere l’epidemia da Coronavirus e il lockdown abbiano evitato più di 30mila morti.

Toscana: 5.054 casi attualmente positivi, 308 decessi

ENRICO ROSSI
Ansa/Il presidente della regione Toscana Enrico Rossi

Dati in calo anche in Toscana. Nella regione sono 173 i nuovi casi positivi al Coronavirus secondo quanto emerge dall’ultimo bollettino quotidiano. Diminuisce di 20 unità il numero dei ricoveri rispetto a ieri, mentre nelle terapie intensive si registra una riduzione di due unità. Ai 223 pazienti clinicamente guariti si registra oggi un incremento di altri 7. Sono invece tre in più le guarigioni virali che salgono a quota 87. I contagi totali dall’inizio dell’emergenza sono 5.672. I casi attualmente positivi sono invece 5.054, con 308 decessi complessivi. I ricoveri sono saliti a 1.415, di cui 286 in terapia intensiva. Sono invece 15.237 le persone in isolamento domiciliare.

In Emilia Romagna più di 2mila guarigioni

Stefano Bonaccini
ANSA/GIORGIO BENVENUTI | Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini

Il bollettino del 4 aprile diramato dalla Regione amministrata da Stefano Bonaccini riporta che sono saliti a 16.540 i casi positivi di Coronavirus in Emilia-Romagna con un incremento di 608 rispetto a ieri. I tamponi effettuati sono 67.075, con un aumento di 3.393, i decessi sono quasi 2mila, 75 in più nelle ultime 24 ore. Complessivamente sono 7.166 le persone in isolamento a casa con sintomi lievi o asintomatiche. Sono 358 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, con una decrescita di sei rispetto a ieri. Salgono le guarigioni che arrivano a quota 2.040. Di queste 1.352 sono clinicamente guarite, ovvero divenuto asintomatiche. Altre 688 sono invece risultate negativizzate, ovvero negative a due test consecutivi.

Sorveglianza Integrata COVID-19 in Italia

Sorveglianza Integrata COVID-19 in Italia (Aggiornamento 4 aprile 2020)
Iss | Sorveglianza Integrata COVID-19 in Italia (Aggiornamento 4 aprile 2020)

Il bollettino della Protezione civile del 4 aprile: in Italia 15.362 vittime, 681 nell’ultimo giorno

La Protezione Civile ha pubblicato i dati sull’epidemia di Coronavirus in Italia. Il numero totale di persone risultate positive è 88.274. Di queste 3.994 sono ricoverate in terapia intensiva, 55.270 sono in isolamento domiciliare e 29.010 sono ricoverati in ospedale. Il numero delle vittime è arrivato a 15.362, 681 nelle ultime 24 ore. Il numero dei pazienti guariti è in totale 20.996.

La situazione nelle regioni italiane

I pazienti positivi nelle regioni italiane

In base ai dati ufficiali della Protezione Civile, il numero di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così distribuito di regione in regione:

La conferenza stampa

Locatelli: «Nessuna indicazione alla Lombardia sull’uso di mascherine. Importante il distanziamento sociale»

Ansa | Franco Locatelli

Da domani l’uso di mascherine sarà obbligatorio in tutta la regione Lombardia. Ma, ci tiene a precisare Franco Locatelli, «dal Consiglio superiore di sanità non abbiamo dato questa indicazione». Durante la consueta conferenza stampa dalla Protezione civile sui dati dell’emergenza Coronavirus, il presidente del Css ha sottolineato che «​c’è grande dibattito sull’uso delle mascherine, anche nella comunità scientifica. C’è una quota di asintomatici che può infettare, ma la misura fondamentale è il rispetto del distanziamento sociale. Poi tutte le riflessioni sono oggetto di valutazione del Comitato tecnico scientifico. Ma le indicazioni chiare su che tipi di mascherine impiegare per i sanitari e per i soggetti infettati le abbiamo largamente ripetute. In questo momento non abbiamo dato questa indicazione». 

Il presidente del Css ha inoltre parlato della gestione dell’emergenza al centro e nel sud Italia:«C’è stata la capacità del sistema sanitario di contenere una crescita importante del numero di soggetti infetti. Non era scontato ottenere questo risultato». «Ci avete sentito parlare di R con 0 che è indice di contagiosità – aggiunge poi Locatelli – Il valore R con 1 è stato raggiunto ma vogliamo andare oltre e ridurre ancora e portarlo sotto 1 per avere l’evidenza che la diffusione epidemica nel Paese si è quanto meno arrestata come incremento giornaliero».

Borrelli: «Mascherine obbligatorie? Io non la uso»

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI | Il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli

Durante la consueta conferenza stampa sulla situazione Coronavirus in Italia, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha commentato la decisione della giunta Lombarda di imporre l’utilizzo delle mascherine a chiunque esca di casa (varranno, in realtà, anche foulard e sciarpe). «Mascherine obbligatorie in Lombardia? Io non la uso perché rispetto le distanze», ha detto. «È importante indossarla se non si rispettano».

Borrelli ha anche parlato del dato riguardante le terapie intensive: «Oggi per la prima volta abbiamo un dato molto importante- ha detto – il numero pazienti in terapia intensiva diminuisce di 74 ed è un notizia importante perché consente ai nostri ospedali di respirare. È il primo valore negativo da quando abbiamo avviato la gestione dell’emergenza».

Borrelli ha riservato parole in memoria del poliziotto Giorgio Guastamacchia, deceduto a Roma oggi, 4 aprile, a causa del Coronavirus: «Giorgio Guastamacchia era con noi i primi giorni dell’emergenza, alla sua famiglia va il mio cordoglio e quello di tutto il personale del Dipartimento».

Lombardia: 1.598 nuovi positivi e 345 morti in più rispetto a ieri. Da domani mascherine obbligatorie in tutta la Regione

ANSA / MATTEO BAZZI | L’assessore al Welfare della regione Lombardia Giulio Gallera

Il bollettino del 4 aprile

L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera ha il bollettino quotidiano sulla situazione Coronavirus in Lombardia. I nuovi positivi sono 1.598 (ieri, 3 aprile, erano 1.455), per un totale di 49.118 casi totali registrati. I guariti sono in tutto 27.134, i decessi nelle ultime 24 ore sono stati invece 345 (ieri erano 351). In totale, le vittime sono ora 8.656 (ieri erano 8.311). I pazienti in terapia intensiva sono 1.326, rispetto ai 1.381 di ieri: -55. I ricoveri sono invece +200 rispetto a ieri, per un totale di 12.002.

I pazienti positivi suddivisi per provincia

In base ai dati forniti dalla Regione Lombardia, il numero totale di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così ripartito provincia per provincia:

  • Bergamo 9.588 (+273)
  • Brescia 9.180 (+166)
  • Como 1.319 (+63)
  • Cremona 4.154 (+57)
  • Lecco 1.628 (+34)
  • Lodi 2.338 (+24)
  • Monza e Brianza 2.935 (+16)
  • Milano 10.819 (+428)
  • Mantova 1.981 (+97)
  • Pavia 2.499 (+168)
  • Sondrio 563 (+26)
  • Varese 1.148 (+38)

La diretta da Palazzo Lombardia

Gallera: «Basta con le fake news sul paziente 1»

Durante la diretta Facebook, Gallera ha poi smentito la notizia circolata negli ultimi giorni, secondo cui il paziente 1 non sarebbe Mattia, il 38 di Casalpusterlengo, ma un’altra persona ricoverata al Sacco di Milano. Secondo Gallera, l’incomprensione è derivata dalla cattiva interpretazione di un articolo dell’Iss e di altri coautore, nel quale si ricostruiva la filogenesi del virus in Italia. A confermare la falsità della notizia è intervenuto anche il direttore del Sacco, Giuseppe De Filippis: «Il paziente 1 è quello che conosciamo – ha detto -Mattia è il primo caso diagnosticato di un italiano in Italia».

Obbligo di mascherine in tutta la Lombardia

La Regione Lombardia ha comunicato in una nota che da domenica 5 aprile sarà obbligatorio indossare la mascherina quando si uscirà di casa. L’ordinanza è a firma del presidente Attilio Fontana. «L’ordinanza del presidente della Regione – si legge nella nota – introduce l’obbligo, per chi esce dalla propria abitazione, di proteggere se stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe». «Gli esercizi commerciali al dettaglio già autorizzati (di alimentari e di prima necessità)- continua il testo – hanno l’obbligo di fornire i propri clienti di guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani».

Il documento conferma anche «la chiusura degli alberghi (con le eccezioni già in vigore), degli studi professionali, dei mercati e tutte le attività non essenziali». Sarà possibile comperare articoli di cartoleria all’interno dei negozi che vendono alimentari o beni di prima necessità, e che sono quindi già aperti. Via libera anche alla vendita di fiori e piante, ma solo con la consegna a domicilio.

«Salviamo l’Europa combattendo le fake news»: il messaggio a Open della compagna di Megalizzi

«In uno scenario di disinformazione sulla pandemia da Coronavirus, l’Unione Europea è un facile bersaglio». A parlare a Open è Luana Moresco, compagna di Antonio Megalizzi, il giornalista rimasto vittima dell’attentato terroristico a Strasburgo del dicembre 2018, e presidente della Fondazione a lui dedicata. In un video messaggio ha spiegato come la lotta alle fake news è il modo migliore per mantenere viva l’idea che Antonio aveva dell’Europa – solidale e democratica. «Smontare le bufale è un lavoro, ed è un lavoro molto difficile, ma era una delle cose che Antonio amava di più affrontare: noi lo facciamo con la stessa identica cura che ci avrebbe messo lui».

Sharon Stone ai volontari della Croce Rossa italiana: «Sono con voi e voglio dirvi quanto vi ammiro»

EPA/CLEMENS BILAN | Sharon Stone

Con indosso una tuta della Croce Rossa Italiana, l’attrice americana Sharon Stone ha registrato un videomessaggio di incoraggiamento ai volontari impegnati in questi giorni nella lotta al Coronavirus. «Grazie ai volontari della Croce Rossa», ha detto. «Vi vedo entrare nelle case delle persone, portare fuori in ambulanza le persone contagiate, parargli attraverso i tubi. Vedo il cuore che ci mettere, vedo che rischiate la vostra vita e voglio dirvi quanto vi ammiro, quanto significhi per me quello che fate».

Il video è stato condiviso su Twitter da Francesco Rocca, presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa. «Lavorate con così tanta dignità e cura», ha detto ancora Stone. «Sono con voi. Andate avanti, angeli».

Sileri: «Abituiamoci a convivere con il virus fino al vaccino»

Ansa | Pierpaolo Sileri

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ha dichiarato che «bisognerà convivere con il Coronavirus e con il distanziamento sociale» fino a che non verrà messo a punto il vaccino. Sileri ha parlato all’appuntamento del sabato su Facebook e YouTube dell’Associazione Luca Coscioni, dove ha affermato che «dovremo abituarci all’uso delle mascherine».

«Ne serviranno milioni», ha detto, specificando che molte sono in arrivo. In merito alla data di inizio della ripresa, Sileri ha detto che potrebbe essere «dopo Pasqua, ma solo se calano i contagi». Finché non sarà disponibile un vaccino, ha aggiunto, «è ipotizzabile il verificarsi di nuovi focolai, anche se saranno più controllabili».

Un boss ai domiciliari perché a rischio contagio: «Maschio, anziano e immunodepresso»

La Corte d’Appello di Catanzaro ha disposto i domiciliari per Vincenzino Iannazzo, capo del clan mafioso omonimo e condannato in appello a 14 anni e mezzo di carcere. Secondo i magistrati, il boss è un soggetto a rischio contagio da Coronavirus «per caratteristiche di genere e di età» unite a «deficit immunitario da terapia cronica antirigetto per trapianto» e altre patologie. La Corte d’Appello ha stabilito che le sue condizioni di detenzioni non sono compatibili con il suo stato di salute, e finché non verrà trovata una terapia anti-Covid-19, Iannazzo potrà lasciare il carcere di Spoleto e tornare nel suo domicilio, a Lamezia Terme.

La decisione ha creato polemiche nella pubblica accusa e tra i banchi della commissione Antimafia. «Colpisce e desta umano, profondo sconcerto l’ordinanza con cui la seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha scarcerato, ponendolo ai domiciliari, Vincenzino Iannazzo, ritenuto capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, attiva nel territorio di Lamezia Terme», affermano in una nota Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, e il parlamentare del M5s Giuseppe d’Ippolito.

«Con la scusa del rischio contagio, un pericoloso boss calabrese come Vincenzino Iannazzo va ai domiciliari perché gli hanno riscontrato un deficit immunitario», hanno comunicato i leghisti presenti nella Commissione (Gianluca Cantalamessa, Andrea Dara, Michelina Lunesu, Enrico Montani, Luca Rodolfo Paolini, Pasquale Pepe, Erik Pretto, Gianni Tonelli e Francesco Urraro). «Il tutto mentre la maggioranza insiste per realizzare un indulto mascherato, come premio dopo decine di rivolte nelle carceri italiane. Col pretesto del virus, stiamo assistendo a una serie di drammatiche sconfitte dello Stato».

Filippo, il bimbo immunodepresso che non ha una mascherina contro il Covid-19

Filippo è un bambino di meno di un anno, affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica, una patologia genetica che attacca il sistema immunitario. A gennaio è stato sottoposto a un trapianto di midollo, ma ora i genitori non sono riusciti a reperire le mascherine per proteggerlo dal Coronavirus. «I presidi Asl che avrei dovuto ricevere settimane fa non sono mai arrivati», scrivono i genitori sulla pagina Facebook a lui dedicata. Nonostante il trapianto, infatti, le sue difese sono ancora troppo deboli. Ad affiancarli ora c’è Admo Lombardia, l’Associazione donatori di midollo osseo, che sta cercando di recuperare presidi sanitari da distribuire alle famiglie in contatto con loro.

È deceduto un poliziotto della scorta del premier Conte

ANSA/ FABIO FRUSTACI | Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

È morto a Roma oggi, 4 aprile, il sostituto commissario della Polizia di Stato Giorgio Guastamacchia. Il poliziotto, un uomo di 52 anni, faceva parte della scorta del premier Giuseppe Conte. Aveva contratto il virus alcune settimane fa ed era stato subito ricoverato e intubato. Ricoverato al Policlinico di Tor Vergata, Guastamacchia non aveva avuto contatti diretti con il presidente nelle settimane precedenti alla contrazione del virus. Lo stesso Conte aveva dichiarato di non aver viaggiato nella sua stessa automobile.

Nella giornata di oggi è venuto a mancare Giorgio Guastamacchia, sostituto commissario addetto al mio servizio di…

Gepostet von Giuseppe Conte am Samstag, 4. April 2020

Arcuri: «Al via la produzione di mascherine in 3 carceri»

Ansa | Domenico Arcuri

Il supercommissario per la gestione dell’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri ha dichiarato in conferenza stampa che in 3 carceri italiane è partita la produzione di mascherine anti Covid-19. «Nell’arco di 15 giorni – ha detto- otto impianti automatizzati installati nelle strutture di Milano Bollate, Salerno e Rebibbia, consentiranno di produrre 400mila mascherine al giorno». Secondo Arcuri, che ritiene che «anche i detenuti possono dare un contributo a questa guerra» la produzione potrà progressivamente essere aumentata. «Il ciclo produttivo comprenderà anche la ricezione e la preparazione del ‘tessuto non tessuto’, nonché lo stoccaggio e la sanificazione delle mascherine», ha aggiunto.

Salvini: «Il Mes è come un furto»

ANSA/GIUSEPPE LAMI | Il leader della Lega Matteo Salvini

Il segretario della Lega Matteo Salvini in un’intervista a SkyTg24 ha speso parole dure contro l’ipotesi di un Mes ai tempi del Coronavirus. «Se Conte lo fa compie un atto ostile agli italiani», ha detto ai microfoni di Maria Latella. «Il Mes è come un furto. Se avviene a mano armata, con un coltellino o con un bastone non importa, rimane un furto. Mes fa rima con tassa patrimoniale, sacrificio, aumento dell’età pensionabile», ha aggiunto. «Noi alla Banca d’Italia abbiamo la terza riserva aurea del mondo», ha detto ancora Salvini. «Non vorrei che qualcuno abbia messo l’occhio su quello».

Morti altri due medici, il totale sale a 80

ANSA | Medici al lavoro in un ospedale italiano

Altri due medici sono deceduti a causa dell’epidemia da Coronavirus. La Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) ha comunicato che si tratta di Paolo Peroni (medico chirurgo specialista in Oftalmologia) e di Giandomenico Iannucci (medico di famiglia). Oggi, 4 aprile, era già arrivata la notizia della morte di un medico di famiglia, Giovanni Battista Tommasino, di 61 anni. Il totale dei decessi sale così a 80.

Arrivati gli aiuti dall’Ucraina e dall’Egitto

ANSA / CIRO FUSCO | Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Attorno alle 13 di oggi, 4 aprile, due voli provenienti dall’Egitto e uno dall’Ucraina sono atterrati a Pratica di Mare con a bordo medici e aiuti sanitari contro il Coronavirus. Ad accoglierli il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «La solidarietà di molti Paesi esteri ci sta permettendo di dare supporto a medici, infermieri e operatori sanitari in trincea nei nostri ospedali», ha detto Di Maio. Dall’Ucraina sono arrivati medici e infermieri, «principalmente anestesisti e specializzati in terapia intensiva».

«Oggi è una giornata di solidarietà importante», ha detto Di Maio poco prima dell’arrivo del carico di materiali sanitari dall’Egitto. «Senza questi aiuti non ce l’avremmo mai fatta. Noi avremmo bisogno di quasi tre milioni di mascherine al giorno, e da soli non riusciamo ad averne nemmeno la metà».

De Luca: «Definito un piano per la Campania da 604 milioni»

ANSA / CIRO FUSCO | Il governatore della Campania Vincenzo De Luca

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ha definito il Piano Socio Economico della Regione contro la crisi da Coronavirus. Il piano prevede lo stanziamento di oltre 604 milioni, ed è stato stilato con il contributo delle istituzioni locali, dei gruppi politici e delle organizzazioni sociali. Al progetto hanno collaborato anche le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le istituzioni bancarie, il volontariato e le organizzazioni religiose.

Tra le misure principali ci sono contributi alle famiglie persone disabili a carico, le pensioni al minimo portate a 1.000 euro per due mesi, un incentivo di 2.000 euro alle imprese commerciali, artigiane e industriali, un bonus ai professionisti e ai lavoratori autonomi e uno alle aziende agricole e delle pesca. Infine, la Regione ha previsto lo stanziamento anche di 30 milioni per il settore turistico.

Zingaretti allo Spallanzani: «Pensiamo al futuro senza abbassare la guardia»

ANSA/GIUSEPPE LAMI | Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha visitato nella mattinata di oggi, 4 aprile, alcuni reparti dell’Istituto Spallanzani di Roma «per testimoniare vicinanza e sostegno agli operatori sanitari e agli scienziati in trincea che combattono contro il Coronavirus». «Le iniziative di contenimento stanno funzionando – ha dichiarato il segretario del Partito Democratico – ma questo deve portarci a un assoluto rigore. Non abbassiamo la guardia in alcun modo. Ai cittadini lancio l’appello: continuate a resistere, bisogna seguire questa strategia».

Zingaretti ha anche definito «molto positiva» la scelta del premier Giuseppe Conte e dei presidenti delle Regioni di cominicare a pensare alla riapertura delle attività. «Non perché questo avverrà domani – ha detto – ma per non ritrovarci impreparati. Dobbiamo coordinarci per pensare al futuro». «Ma – ha specificato Zingaretti – non ci saranno né futuro né ripresa se non si abbatte il virus».

Zaia: «No alla Sanità gestita da Roma. Pronti a un nuovo referendum»

ANSA/ALESSANDRO DI MEO | Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha chiesto al governo di rimettere in discussione le deleghe sulla sanità durante la pandemia da Coronavirus, elogiando il «modello sanitario veneto». Facendo riferimento alle parole del vicesegratario del Pd Andrea Orlando e del capo politico del M5s Vito Crimi, che hanno ipotizzato un ritorno alla gestione centralizzata della Sanità, Zaia ha detto: «Pensare che ci sia qualcuno che vuole togliere la sanità al Veneto per darla a Roma è da insolenti. Noi siamo pronti a chiedere ai cittadini con un referendum se preferiscono essere curati da Roma o dal Veneto».

Sulla ripartenza delle imprese, Zaia ha sottolineato che la decisione non spetta solo alla Regione ma che dipende anche «dalla validazione scientifica». «In generale confermo che stiamo redigendo un piano di riapertura – ha aggiunto – ma lo facciamo come contributo al piano nazionale che dovrà affrontare il tema».

Arcuri: «Per ora nulla è cambiato: non è ancora il momento della normalità»

ANSA/ALESSANDRO DI MEO | Il commissario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri

«Atteniamoci rigorosamente alle regole, per ora nulla è cambiato: non è ancora il momento della normalità». Non lasciano spazio a equivoci le parole pronunciate in conferenza stampa dal commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri. Il commissario ha invitato tutti ad «attenersi rigorosamente alle regole», al fine di «evitare che i sacrifici fatti sino a ora vengano vanificati».

Arcuri: «Abbiamo inviato alle regioni 51,8 milioni di dispositivi di protezione individuale»

Arcuri ha subito chiarito la questione mascherine inviate dalla Protezione Civile alle regioni italiane: «I dispositivi di protezione inviati alle regioni sono, a ieri sera, 51,8 milioni, lunedì scorso erano 40,6 milioni. Abbiamo raggiunto in pochi giorni un traguardo importante, le mascherine arrivano in quantità sufficienti e in un tempo assai ragionevole».

Quanto alle mascherine Ffp2 da destinare al personale medico-sanitario, Arcuri ha annunciato che nei prossimi 2 giorni verranno distribuite ulteriori mascherine all’Ordine dei Medici. Oggi abbiamo in distribuzione 620mila mascherine per i medici che ringrazio ancora per la pazienza e il sacrifico che fanno, più di ognuno di noi. La distribuzione di concluderà tra questa sera e lunedì mattina», precisa Arcuri. Quanto a tamponi e test, Domenico Arcuri ha annunciato che la Protezione Civile «ha iniziato un’attività di approvvigionamento affinché le regioni possano assistere assiduamente e notevolmente la popolazione».

Arcuri: «Sforzo gigantesco per aumentare i posti letto di terapia intensiva»

Il discorso si è poi spostato sulla capacità degli ospedali italiani di poter sostenere il numero di ricoveri per pazienti affetti da Covid-19. «I posti letto in terapia intensiva erano 5.179 all’inizio, sono diventati 9.284, cioè il 79% in più – ha chiarito Arcuri – Quelli nei reparti infettiva e pneumologia che erano 6.198 ora sono 34.320, oltre 4 volte di più. Stiamo facendo uno sforzo gigantesco».

Il progetto di produzione delle mascherine nelle carceri di Bollate, Salerno e Rebibbia

Il commissario Arcuri ha poi annunciato un progetto in fase di avvio in 3 istituti penitenziari italiani: «Parte un progetto, per il quale ringrazio anche il ministro Bonafede, che vedrà 8 impianti automatizzati che nell’arco di 15 giorni consentiranno di produrre 400mila mascherine al giorno, che potranno progressivamente aumentare, presso gli istituti di prevenzione di Milano Bollate, Salerno e Rebibbia».

L’allarme di Confindustria Bergamo: «Senza aiuti, metà delle imprese chiudono»

ANSA/MAGNI | Stefano Scaglia, Presidente di Confindustria Bergamo

A causa della crisi economico-finanziaria, ma altresì produttiva, dovuta alla pandemia di Covid-19, secondo un sondaggio effettuato dal nuovo Osservatorio mensile di Confindustria Bergamo «il 52% delle aziende del territorio della Bergamasca ritiene di non poter più continuare la propria attività se non riceverà immediatamente un supporto dal Governo, o più in generale dalle istituzioni». Tra le ulteriori voci indicate nel report risulta che tra gli imprenditori bergamaschi il 32% pensa di riuscire a resistere in queste condizioni per almeno un anno, ma il 4% è convinto che già allo stato attuale non sarà più in grado di riaprire la propria attività. Infine, dal sondaggio si rileva come l’84% delle imprese abbia già fatto richiesta o intenda richiedere entro i prossimi 6 mesi la cassa integrazione per i propri dipendenti.

Veneto, 10.824 contagi totali. Calano ancora i ricoveri

ANSA | Il governatore del Veneto Luca Zaia

I pazienti colpiti da Covid-19 in Veneto sono complessivamente 10.824, sin dall’inizio dell’epidemia. Rispetto ai dati diffusi nella serata di ieri, si contano 243 contagiati in più. I decessi totali raggiungono quota 607 per complicazioni legate al Coronavirus (SARS-CoV-2), considerando sia le morti ospedaliere, sia le morti in aree extra ospedaliere. I casi attualmente attivi sono 9.306. I pazienti ricoverati in ospedale sono complessivamente 1.918. 

Tra questi, 1.594 sono ospedalizzati in area non critica, mentre 324 si trovano in terapia intensiva. Il totale dei pazienti dimessi sin dall’inizio dell’epidemia è di 1.121 persone, numero che include i 911 negativizzati. Infine, 20.058 persone si trovano in isolamento domiciliare. I pazienti positivi sono così ripartiti nelle diverse province venete:

  • Verona: 2.547
  • Padova: 2.546
  • Treviso: 1.687
  • Vicenza: 1.608
  • Venezia: 1.362
  • Belluno: 522
  • Rovigo: 184
  • Comune di Vo’: 86
  • Domiciliati fuori dal Veneto: 205
  • In attesa di assegnazione: 77

Roma, allo Spallanzani 198 pazienti positivi e 196 dimissioni

ANSA/ GIUSEPPE LAMI | L’ingresso del’ospedale Spallanzani a Roma

L’Ospedale Spallanzani di Roma ha diffuso l’ormai quotidiano bollettino sui pazienti affetti da Covid-19 presenti nella propria struttura. I pazienti positivi sono in totale 198 (+3 rispetto a ieri): di questi, 21 persone necessitano di supporto per la respirazione (-1 rispetto a ieri). 196 (+6) sono invece i pazienti dimessi o rimandati a casa o in altre strutture territoriali, al fine di proseguire il periodo di quarantena. L’ospedale, nel bollettino ufficiale, sottolinea come prosegua «il trend di aumento del numero delle dimissioni, in parallelo a un minor numero di ricoverati Covid-19 positivi».

Fano, infermiera positiva passeggia con la famiglia: denunciata

ANSA / PAOLO SALMOIRAGO | Immagine esemplificativa, bambina a passeggio con la madre, Milano, 1 aprile 2020

Un’infermiera di Fano, nelle Marche, risultata positiva ai test del SARS-CoV-2 e pertanto sottoposta all’obbligo di quarantena presso il proprio domicilio, è stata intercettata e bloccata dalla polizia municipale mentre passeggiava con il marito e i suoi due figli, tutti senza mascherine, né guanti, secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino. I vigili, durante il controllo, hanno riscontrato che il suo nome era presente nel database delle persone positive con l’obbligo di quarantena domiciliare e pertanto la donna è stata denunciata. 

Speranza: «Unica arma distanziamento sociale, al momento non c’è il vaccino»

ANSA/ANGELO CARCONI | Il ministro della Salute Roberto Speranza

«La prima mattonella per ricostruire l’edificio dell’Italia è vincere la battaglia sanitaria in corso, altrimenti non ci potrà essere una ripartenza di natura economica sul terreno dello sviluppo». A dirlo ai microfoni di Rainews24 è il ministro della Salute, Roberto Speranza. «Tutte le energie dello Stato e delle Regioni, di ogni singolo cittadino, devono essere rivolte a vincere questa battaglia sanitaria».

Il ministro della Salute ha poi aggiunto: «La strada del distanziamento sociale è la vera arma. La ricerca sta facendo il possibile, al momento la verità è che non è disponibile un vaccino o una cura. Faccio il mio appello ai miei concittadini: dobbiamo continuare su questa strada». «Siamo in piena emergenza – ha aggiunto – oggi è il momento di lavorare insieme». «Atteggiamenti sbagliati o immaginare una battaglia già vinta rischiano di vanificare gli sforzi finora compiuti, la battaglia è in corso ed è durissima. Oggi la situazione è seria  aggiunge il ministro – Chi non rispetta norme mette a rischio propria vita e quella altrui», ha chiosato Speranza. 

Sala: «Troppe persone in giro: aumenteremo controlli a Milano»

FACEBOOK | GIUSEPPE SALA | Il sindaco di Milano Giuseppe Sala

Più controlli per le strade di Milano. A prometterli è stato il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, dopo un confronto con la Polizia locale e al prefetto di Milano, Renato Saccone, per far fronte e far rispettare le misure messe in atto dal Governo e dalla Regione per contenere il contagio da Coronavirus. «In molti mi state scrivendo che c’è troppa gente in giro, e obiettivamente c’è più gente in giro. E quello che ho fatto stamattina è stato convocare il capo della Polizia locale alle 9 e gli ho chiesto di fare più controlli, la stessa richiesta ho fatto al prefetto».

«Però mettiamoci d’accordo – ha proseguito Sala – non è che il gioco è diventato guardie e ladri, anche perché le guardie non sono sufficienti per controllare i comportamenti di 1,4 milioni di persone. Ognuno deve fare più che mai il proprio dovere». «Il mio dovere è di stare qui a lavorare, dal giorno 23 febbraio quando il prefetto ha convocato il tavolo di crisi non mi sono riposato un giorno, non me ne lamento perché è il mio dovere, ma in questo momento se il vostro dovere è di stare in casa dovete farlo», ha chiosato il sindaco meneghino.

Raggi: «Tamponi anche ai senza fissa dimora, rischio focolai»

ANSA | La sindaca di Roma Virginia Raggi

«La Regione Lazio faccia subito i tamponi ai tanti senza fissa dimora che trovano rifugio nell’area della stazione Tiburtina per evitare il rischio di focolai di infezione da Coronavirus. Bisogna tutelare i cittadini». A scriverlo in una lettera è la prima cittadina di Roma, Virginia Raggi. La lettera è indirizzata al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e al capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. 

Virginia Raggi sollecita che vengano effettuati tali tamponi per comprendere «se queste persone sono positive al Covid-19» al fine di «organizzare eventualmente il successivo isolamento, così come prevede il protocollo della Regione Lazio che ha convenzionato alcune strutture per l’emergenza Coronavirus». Questi controlli, inoltre, scrive la prima cittadina al governatore, «eviterebbero possibili deplorevoli fenomeni di razzismo». La sindaca di Roma ha sottolineato come «gli operatori di Roma Capitale dotati dei dispositivi di sicurezza, già da settimane offrono assistenza a queste persone, dando loro pasti e beni di sostentamento». E proprio al fine di «tutelare gli operatori e i cittadini di Roma serve un intervento della Regione Lazio per scongiurare eventuali contagi».

Gentiloni: «Servono bond comuni il Mes senza condizioni è utile, ma non sufficiente»

ANSA | L’ex premier italiano e attuale commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni

L’ex premier italiano e attuale commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, non ha dubbi. Per far fronte alla crisi economico-finanziaria europea dovuta alla pandemia di Covid-19, per sostenere il tessuto produttivo e la ripresa economica, servono bond comuni «emessi per uno specifico scopo e come misura “one-off” destinata a rispondere esclusivamente a queste circostanze eccezionali».

«Penso che la Germania e gli altri Paesi del Nord lo potranno accettare», ha aggiunto Gentiloni nell’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, ricordando lo strappo tra i diversi Paesi europei durante l’ultimo vertice del 26 marzo. E sul nodo del Mes, il commissario Ue all’Economia ritiene che «se privo di condizioni può essere uno strumento utile, ma è solo uno dei molti strumenti che possono messi in atto». 

A Pasqua venerazione straordinaria della Sacra Sindone

ANSA/TINO ROMANO | Il luogo dove è custodita la sacra Sindone vuoto senza fedeli e turisti, Torino, 27 febbraio 2020

Il Vaticano, in collaborazione con l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, sta lavorando a un’iniziativa per Pasqua, per pregare durante l’emergenza del Coronavirus: la venerazione straordinaria della Sacra Sindone, conservata nel Duomo di Torino, che verrà trasmessa in diretta tv e sul Web. Secondo le prime informazioni trapelate dagli ambienti ecclesiastici di Torino, l’iniziativa avrà luogo nei giorni del Triduo Pasquale, ossia da giovedì 9 aprile a domenica 12 aprile. 

Gli ospedali in Piemonte sono saturi: la Lombardia offre posti letto

ALESSANDRO DI MARCO | Lo scorcio di un reparto Covid-19 dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino

In Piemonte si sta assistendo a un’impennata dei casi di Coronavirus. Secondo l’ultimo bollettino diramato dall’Unità di crisi del Piemonte, ieri sera alle 19.00, il numero di pazienti positivi registrati nella regione era pari a 11.082 persone, con 1.088 morti complessivi. Ciò si traduce in una saturazione progressiva degli ospedali piemontesi. Ed è così che la Lombardia si è offerta per ospitare alcuni pazienti piemontesi bisognosi di cure.

«Fin dall’inizio dell’emergenza il territorio piemontese ha dato il supporto e la solidarietà, necessari più che mai in un momento come questo, accogliendo nei propri ospedali pazienti che arrivano dalla Lombardia», dice il governatore del Piemonte, Alberto Cirio. «Oggi – prosegue – grazie all’ospedale della Fiera di Milano, la Lombardia ha manifestato il desiderio di ricambiare l’aiuto ricevuto dal Piemonte mettendo a disposizione del nostro territorio alcuni posti presso la nuova struttura». Malgrado gli sforzi fatti i Piemonte, «raddoppiando – a detta del governatore Cirio – i posti di terapia intensiva disponibili sul territorio portandoli da 287 a quasi 600 e triplicando quelli di sub intensiva da 90 a 270», alcune persone hanno bisogno di essere trasportate in altre strutture all’esterno della regione. «Desidero ringraziare il presidente Fontana per questo gesto che testimonia l’amicizia fra le nostre regioni. E naturalmente ci auguriamo di non aver bisogno di ricorrere a questo aiuto in futuro», chiosa il presidente Cirio. 

Ordinanza Speranza – Bonaccini: in Emilia-Romagna prorogate tutte le misure restrittive sino al 13 aprile

ANSA/GIORGIO BENVENUTI | Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini

Sono state prorogate fino al prossimo 13 aprile tutte le misure restrittive vigenti in Emilia-Romagna, in linea con quelle del governo nazionale. La nuova ordinanza, firmata nella serata di ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che al termine dell’incontro si è detto «Soddisfatto per aver visto accolte tre questioni importanti, a riprova della reciproca volontà di collaborare tra Governo e Regioni per affrontare nel modo più unitario ed efficace una sfida difficile che investe tutto il Paese e che non ammette né polemiche né sterili discussioni sulle reciproche prerogative. Ciascuno faccia bene il proprio mestiere, questo si aspettano i cittadini». 

Scendendo nel dettaglio vengono confermate le disposizioni che consentono solo l’attività di consegna a domicilio di cibo e pasti preparati, col fermo di quella da asporto, compresi i take-away, viene mantenuta l’apertura delle edicole e dei tabaccai, così come quelle di elettricisti, idraulici, gommisti e meccanici. Sospese invece le attività di ricezione di turisti negli hotel della regione a fini turistici, mentre possono proseguire le attività collegate alla gestione dell’emergenza (ad esempio, pernottamento di medici e infermieri) con attività di ristorazione consentita solo per gli ospiti che vi soggiornano. Invariate le disposizioni per i supermercati, piccoli negozi di alimentari, di prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa e di articoli di cartoleria. Ad eccezione delle farmacie e delle para farmacie, viene disposta la chiusura nei negozi e dei supermercati.

Il monito dell’Oms: «Sempre più giovani si ammalano o muoiono a causa del Coronavirus»

EPA/HOW HWEE YOUNG | Giovani con mascherine protettive durante la pandemia di Coronavirus a Singapore, 3 aprile

«Stiamo vedendo un maggior numero di persone più giovani gravemente malate». A dirlo, in un’intervista al quotidiano inglese Independent, è Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico del programma per le emergenze dell’Oms. «Nel complesso – prosegue la responsabile dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – le persone affette gravemente da questa malattia sono ricoverate nei reparti di terapia intensiva e sono per lo più persone anziane e con malattie pregresse. Tuttavia – osserva Van Kerkhove – in alcuni Paesi stiamo vedendo individui sulla trentina, la quarantina e la cinquantina che vengono ricoverati in terapia intensiva e muoiono».

Von der Leyen scrive ancora all’Italia: «Serve un piano Marshall per l’Europa»

ANSA/AP Photo/Francisco Seco | La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen

«Per far fronte a questa crisi non possiamo adoperare mezze misure. E così sarà per gli anni a venire, quando dovremo cercare di far uscire la nostra economia dalla crisi». Sono parole di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, in una nuova lettera pubblicata su Avvenire. «Avremo bisogno di investimenti massicci – prosegue von der Leyen – sotto forma di un Piano Marshall per l’Europa». «Questo sforzo immane, questa nuova Europa, richiederà una cosa più di ogni altra: i cittadini europei devono desiderare un futuro comune in cui siamo solidali gli uni con gli altri».

Di certo la presidente della Commissione Ue ammette che «in un primo momento l’Europa è stata presa un po’ in contropiede da un nemico sconosciuto e da una crisi senza precedenti per portata e repentinità. Di questo passo falso paghiamo le conseguenze ancora oggi». Tuttavia, «l’Europa adesso si è rialzata ed è unita, e questo grazie all’ondata di solidarietà che attraversa tutta l’Unione: i cittadini europei devono desiderare un futuro comune in cui siamo solidali gli uni con gli altri. E quello che vedo in atto oggi in Europa ci indica la via da percorrere e mi riempie di orgoglio». «Ognuno di questi atti di solidarietà fa l’Europa un po’ più grande. E non ho dubbi che tra non molto l’Europa si rialzerà. Unita», chiosa infine von der Leyen. 

Troppe persone non rispettano i divieti di spostamento: 15mila multe in 2 giorni

VIMINALE | I controlli della polizia nelle città italiane

Sono ancora troppi gli italiani che circolano per le strade del Paese per ragioni non legate alle questioni di necessità durante la pandemia di Coronavirus. Tra persone sanzionate per aver violato i divieti sugli spostamenti, passando per false autocertificazioni e violazione della quarantena il numero di persone denunciate aumenta di giorno in giorno, anche a seguito dell’aumento e dei controlli più capillari svolti dalle forze dell’Ordine.

«Dall’11 marzo al 2 aprile 2020 sono state infatti controllate complessivamente 4.375.624 persone e 1.946.991 esercizi commerciali», secondo le rilevazioni del Viminale. Nei soli primi 2 giorni di questo mese, son state sanzionate quasi 15mila persone: 7.080 il 1 aprile, 7.659 il 2 aprile. Numeri alti, che sono in parte legati all’aumento dei controlli, ma che mettono altresì in luce i comportamenti pericolosi di alcune fasce della popolazione, con il rischio di vanificare gli sforzi e le rinunce di chi rispetta i divieti. 

L’ex senatrice Monica Bettoni torna in corsia per far fronte al Covid-19

ANSA | L’ex senatrice e medico, Monica Bettoni

Monica Bettoni, ex senatrice dei Ds, ex sottosegretaria alla Sanità, nonché ex direttrice generale dell’Istituto Superiore di Sanità, ha deciso di tornare in corsia tra i camici bianchi volontari per dare manforte ai medici che negli ospedali italiani stanno fronteggiando la pandemia di Coronavirus. L’ex senatrice, classe 1950 e ormai in pensione, ha risposto comunque all’appello per la ricerca di medici volontari per il Nord Italia e opererà presso le strutture ospedaliere di Parma

Brusaferro (Iss): «Il distanziamento sociale e igiene sono la prima arma contro il virus. In arrivo le mascherine»

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

«Non è vero che sulle mascherine stiamo perdendo tempo». A dirlo è il dottor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, in un’intervista al Corriere della Sera. «Abbiamo appena dato il via libera alla commercializzazione di un modello proposto da un’azienda del Nord Italia – spiega – così faremo non appena avremo la certezza che siano prodotti con i requisiti indispensabili». Il presidente dell’Iss, tuttavia, ci tiene a ribadire a chiare lettere che «la mascherina non costituisce la prima “arma” di protezione». È infatti «il distanziamento sociale e l’igiene delle mani a difendere maggiormente le persone» dal Coronavirus. «Anche indossandola – chiosa Brusaferro – dobbiamo prestare molta attenzione a rispettare le distanze e a usarla dopo aver lavato le mani». 

L’infermiere che si prepara sulle note di Vasco Rossi per assistere i pazienti Covid-19

Mirko Lagotto è un infermiere che lavora presso l’ospedale di Rivoli, in Piemonte. Ha voluto dedicare un video a tutti i suoi colleghi infermieri che stanno lavorando con ritmi inimmaginabili nei reparti Covid-19 (e non solo) in tutta Italia. Nel video, Mirko ha immortalato tutto il processo di minuziosa preparazione che deve svolgere qualsiasi infermiere prima di entrare in corsia per proteggersi dal contagio. Il tutto sulle note di “Un senso” di Vasco Rossi.

Napoli, chiuso sito che vendeva mascherine contraffatte e falsi test per il Coronavirus

ANSA | Polizia requisisce falsi kit per i test Covid-19

La Polizia Postale, a seguito di diverse segnalazioni e denunce, ha denunciato un uomo campano che aveva messo in piedi un negozio online (“Testcovid19.it”) in cui veniva pubblicizzata la vendita di kit per i test del Coronavirus e mascherine contraffatte. Il sito è stato chiuso e l’uomo denunciato alle autorità competenti. «Il test per la diagnosi del Covid-19 – sottolinea in una nota ufficiale la polizia – deve necessariamente essere eseguito da operatori specializzati che fanno capo al Dipartimento di prevenzione della Asl competente per territorio. In caso di positività al nuovo Coronavirus, la diagnosi deve essere confermata dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità. Non esistono kit commerciali per la diagnosi dell’infezione».

I consigli dell’Oms per le persone con disabilità

EPA/SALVADOR SAS | Un soldato spagnolo aiuta un’anziana disabile nel fare la spesa, Vigo, Spagna, 20 marzo 2020

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diramato un vademecum per tutte le persone disabili da applicare durante la pandemia di Coronavirus. Le persone con disabilità – spiega l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) – potrebbero essere maggiormente soggette nel contrarre il virus a causa delle barriere architettoniche per poter utilizzare gli strumenti igienici basilari (come lavarsi le mani), hanno bisogno di toccare cose (si pensi alle ruote delle sedie a rotelle), hanno difficoltà a mantenere il distanziamento sociale e, infine, potrebbero avere difficoltà ad accedere alle informazioni di salute pubblica e relative al Coronavirus.

Inoltre, le persone con disabilità, a seconda del loro stato di salute pregresso, potrebbero incorrere non solo nel rischio di contrarre il virus, ma anche di veder precipitare velocemente la propria condizione di salute. Questo in particolare vale per i soggetti con problemi respiratori, immunitari, problemi cardiaci o diabete.

Cosa fare per ridurre il rischio di essere contagiati? L’Oms consiglia di evitare posti affollati, di pulire e disinfettare con massima attenzione gli oggetti maggiormente utilizzati, lavorare da casa, fare scorta di prodotti essenziali, come cibo, prodotti per la pulizia, medicinali e dispositivi medici. Infine, l’Oms consiglia alle persone con disabilità “di stilare un piano per garantire la continuazione delle cure e del supporto di cui hanno bisogno, anche considerando la possibilità di aumentare il numero di caregivers su cui fare affidamento”

Il dopo Coronavirus: «Migranti ieri sovraesposti, oggi invisibili. Temo che razzismo e stereotipi covino sottotraccia»

E poi? Sono in tanti a chiedersi cosa succederà quando la curva dei contagi da Coronavirus (SARS-CoV-2) inizierà a scendere e a stabilizzarsi verso il basso. Se però durante l’epidemia l’emergenza sanitaria ha portato tanti atti di eroismo quotidiano, ha altresì generato i suoi “mostri”, come gli atti discriminatori e violenti nei confronti della comunità cinese in Italia. Igiaba Scego, scrittrice e studiosa italiana dei comportamenti sociali nei confronti delle minoranze nel nostro Paese, teme che una volta finita l’emergenza sanitaria, quella economica potrebbe portar con sé nuove rivalità, riacutizzando vecchi scontri, in particolare nei confronti degli stranieri e delle fasce più deboli, con atti di razzismo e discriminazione.

Via libera del ministero della Salute ai test rapidi per la Covid-19. “Bocciati”, al momento, i test sierologici

ANSA/CESARE ABBATE | Personale dell’Asl Napoli 2 Nord effettua il tampone ad automobilisti seduti nelle loro auto seguendo l’esempio di quanto già avviene in Germania, Toscana ed Emilia-Romagna, 2 Aprile 2020

Con una circolare ufficiale, il ministero della Salute ha dato il via libera ai test molecolari veloci, ossia ai tamponi rapidi. Nelle aree particolarmente colpite dal Coronavirus (SARS-CoV-2), saranno istituiti laboratori mobili esterni agli ospedali e ai tamponi prelevati attraverso il finestrino dell’automobile del paziente. Nella circolare vengono altresì specificate le categorie da sottoporre al test. Priorità massima dunque a pazienti ospedalizzati, operatori sanitari, soggetti fragili e persone nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali, ndr). Al contempo, il comitato tecnico-scientifico e il ministero della Salute, “bocciano”, per il momento, i test sierologici. «I test rapidi basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG specifici per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 non possono allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica – si legge nelle motivazioni del comitato tecnico- scientifico – sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di RNA virale dai tamponi nasofaringei secondo i protocolli indicati dall’Oms».

Il testo completo della circolare del Ministero della Salute

Ministero Salute: Potenziato il numero telefonico 1500

Il ministero della Salute ha reso noto di aver potenziato, grazie a 250 volontari di Fondazione La Roche, il numero di pubblica utilità 1500, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, attivato a fine gennaio per rispondere alle domande della popolazione sulla pandemia di Coronavirus. Il numero fornisce informazioni di natura tecnico-sanitaria, fornisce chiarimenti sui decreti del Governo, dà consigli a titolo generico sulle precauzioni igieniche e norme di comportamento per il contenimento del contagio di SARS-CoV-2. Oltre a ciò, lo stesso numero accompagna e dà indicazioni più specifiche a tutti i cittadini che richiedono assistenza sanitaria e sociosanitaria.

Sino alla fine di marzo oltre 1,2 milioni di persone hanno chiamato il numero telefonico 1500 per ricevere informazioni: se inizialmente i cittadini telefonavano per ricevere informazioni di natura tecnico-sanitaria, sulle misure di protezione individuale, sull’approvvigionamento dei mascherine e guanti, nel mese di marzo le richieste si sono maggiormente indirizzate verso quesiti sui sintomi e richieste di tipo sociosanitario, dove sono aumentate le richieste di supporto psicologico (qui la lista completa dei numeri e indirizzi email da contattare per ricevere assistenza psicologica a distanza, regione per regione).

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