Coronavirus, ultime notizie – In Italia stabile il numero di contagi, calano i decessi. Riaperture dal 3 giugno, oggi i dati sul rischio delle regioni: Lombardia, Piemonte e Umbria osservati speciali

Sono 47.986 le persone attualmente positive al Covid-19 In Italia mentre i guariti hanno superato quota 150mila. La Regione Lombardia querela Gimbe e il presidente Cartabellotta, che risponde: «Ce l’aspettavamo, abbiamo segnalato anomalie importanti sui dati». Continua lo scontro tra governatori sulle riaperture dei confini regionali previste per il 3 giugno. Visco (Bankitalia): «Crisi senza precedenti». Brusaferro (Iss) avverte: «I dati fanno prevedere una seconda ondata del Coronavirus in autunno»

Per saperne di più:

«I dati fanno prevedere una seconda ondata del Coronavirus». Brusaferro avverte: alto rischio dopo l’estate

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

«Per gli scenari che possiamo immaginare, in autunno, una patologia come il Coronavirus (SARS-CoV-2), che è trasmessa per via droplet (mediante goccioline, ndr) e dal contatto, si presenta come una patologia che si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio». A dirlo è il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, in audizione in Commissione Bilancio alla Camera. 

«Tanto più ci si avvicina alla stagione dove questo tipo di infezioni si verificano – ha specificato il professor Brusaferro – tanto più si può andare incontro a una maggiore probabilità di diffusione e l’ipotesi di una seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico scientifico è un dato obiettivo che conosciamo». «In autunno, in particolare da ottobre in poi, è la stagione in cui tradizionalmente si diffondono le infezioni respiratorie» a causa del fatto che le persone trascorrendo «meno ore di sole e attività all’aperto e restando in ambienti confinati comportano che la circolazione del virus aumenti».

Roma, allo Spallanzani 88 ricoverati

ANSA | Il direttore scientifico dello Spallanzani prof. Giuseppe Ippolito ospite della tramissione ‘’½ h in più‘’ condotta da Lucia Annunziata

Sono 88 (+5 rispetto a ieri) i pazienti ricoverati all’Istituto Malattie Infettive di Roma Spallanzani, secondo quanto riporta il consueto bollettino dell’ospedale: 31 di loro sono positivi a Covid-19 e 57 (+5 rispetto a 24 ore fa) sottoposti a indagini. Stabile il numero di pazienti che necessitano di supporto respiratorio, ossia ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale: 8. In totale, sin dall’inizio dell’emergenza, sono 459 persone che sono state dimesse e trasferite a domicilio o in altre strutture territoriali.

Visco (Bankitalia): «Crisi senza precedenti. Pil a -13%, e non è l’ipotesi più estrema»

ANSA | Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco

«Stiamo attraversando la più grande crisi sanitaria ed economica della storia recente e che mette a dura prova l’organizzazione e la tenuta dell’economia e della società. I tempi e l’intensità della ripresa che seguirà la fase di emergenza Coronavirus dipendono da fattori difficili da prevedere». A dirlo è il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Nel 2020 si ipotizza una crollo del Pil compreso tra il 9% e il 13% e «la ripresa nel 2021 sarà molto lenta». A detta del governatore di Bankitalia urgono «riforme strutturali, che ottimizzino produttività e vita lavorativa».

«Per riportare la dinamica del Pil intorno all’1,5% – spiega infatti Visco – servirà un aumento medio della produttività del lavoro di poco meno di un punto percentuale all’anno», e i risultati di tali azioni «non potranno che vedersi col tempo, ma un progetto compiuto rende più chiara la prospettiva, influisce sulle aspettative, accresce la fiducia». Al netto di questo scenario, Visco esorta alla lotta contro l’evasione fiscale e contro l’economia sommersa, ripensando alle «strutture della tassazione, affinché tengano conto del rinnovamento di sistema di protezione sociale, ponendosi l’obiettivo di ricomporre il carico fiscale a beneficio dei fattori produttivi». 

Istat, Pil del primo trimestre del 2020 a -5,3%: «Peggior dato dal 1995»

ISTAT | I trimestre 2008 – I trimestre 2020, dati concatenati, destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario (anno di riferimento 2015), valori in miliardi di euro

-5,3%. È questo il dato fornito dall’Istat relativo al crollo del Pil registratosi nel primo trimestre del 2020 rispetto al trimestre precedente in Italia. Rispetto allo stesso periodo del 2019 il calo è stato del 5,4%. Un dato in netta flessione rispetto alle stime preliminari che davano il prodotto interno lordo italiano al -4,8 nel su confronto annua e del 4,7% su base congiunturale. «La stima completa dei conti economici trimestrali – spiega l’Istat – conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre con flessioni del 5,3% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali mai registrate dal primo trimestre del 1995», ossia la data di avvio delle rilevazioni delle serie storiche. 

Letta: «Bisognerà intervenire abbassando le tasse sul lavoro»

ANSA / MATTEO BAZZI | L’ex premier Enrico Letta

«La disoccupazione sarà il colpo durissimo di questa lockdown post-Coronavirus. Ci son Paesi abituati a ripartire più facilmente. Noi abbiamo un mercato del lavoro molto più rigido e sarà più difficile ripartire». A dirlo, intervenendo ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital, è l’ex premier Enrico Letta. L’ex premier propone una possibile soluzione, ossia l’abbassamento delle tasse sul lavoro, «abbassando quella distanza tra quanto il lavoratore prende e quanto il datore di lavoro versa».

«Questo gap – spiega Letta – è un grande problema nazionale. Intervenire sarebbe una sorta di win-win da cui potremo ripartire». Inoltre, commentando il piano di Recovery Fund da 750 miliardi proposto dalla Commissione Ue, Letta aggiunge: «Il Recovery Fund è una vera e propria rivoluzione, per dimensioni e modalità», e «condizionerà la politica europea nei prossimi anni, ai livelli del “whatever it takes” di Draghi». Ma Letta avverte: «Non rifacciamo l’errore di dieci anni fa quando le risorse furono concentrate per posti di lavoro che già c’erano. Così rischiamo di perdere i giovani e il nostro futuro».

Giornata Mondiale senza tabacco, durante il lockdown diminuiscono i fumatori di sigarette, ma aumentano quelli di e-cig

ANSA/CLAUDIO ONORATI | Immagine di repertorio, una donna accende e fuma una sigaretta

«Sono diminuiti dell’1,4% i fumatori di sigarette tradizionali, ma sono aumentati i consumatori di tabacco riscaldato e sigaretta elettronica, alto il numero anche di chi li ha provati per la prima volta proprio durante questo periodo. Tra i fumatori di sigarette tradizionali chi non è riuscito a mettere ha invece aumentato il numero di sigarette fumate». A riferirlo è l’Istituto Superiore di Sanità in un comunicato, nella giornata mondiale senza tabacco. La rilevazione condotta in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele, l’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri, l’Istituto per lo studio, l’ISPRO e la Doxa è stata effettuata nel mese di aprile 2020. 

Dall’indagine emerge che il numero di fumatori è diminuito durante il lockdown, passando dal 23,3% al 21,9%, ossia circa 630 mila fumatori in meno, così ripartiti: -206 mila giovani tra i 18-34 anni, -270 mila tra i 35 e 54 anni e circa -150mila tra i 55 e 74 anni. Tuttavia il 9% della popolazione ha aumentato il numero di sigarette consumate o ripreso a fumare (218mila persone). Tale incremento è stato registrato maggiormente nel sesso femminile (+15,2%) rispetto ai soggetti di sesso maschile (3,6%). Sono altresì aumentati anche gli utilizzatori delle sigarette elettroniche, che se prima del lockdown si attestavano all’8,1% della popolazione, durante la pandemia di Covid-19 sono saliti a quota 9,1% (circa 436mila persone). 

Caos vacanze, la Sardegna non aspetta: certificato medico obbligatorio per chi arriva con volo privato

ANSA/FABIO MURRU | Il governatore della Sardegna, Christian Solinas

«Non è accettabile che chi ha sottovalutato la portata della pandemia fin dall’inizio, baloccandosi in ideologici aperitivi pubblici contro la paura, assurga oggi al ruolo di censore delle cautele altrui delineando un contesto inesistente secondo cui sarebbero rivolte a discriminare i milanesi, i lombardi o chicchessia». È così che il governatore della Sardegna, Christian Solinas, difende dalle pagine del Corriere della Sera la propria idea di istituire, per l’ingresso nella regione di turisti durante la stagione estiva, degli screening per valutare se le persone siano positive o meno al Coronavirus.

Il governatore sardo continua dunque sulla linea di richiesta del cosiddetto “patentino di immunità” (richiesto anche dal governatore della Sicilia, Nello Musumeci, che lo definisce “certificato di negatività”, ndr) e al contempo ribatte alle accuse di “discriminazione” sollevate da alcuni governatori delle regioni del Nord, ma soprattutto dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ieri, 28 maggio, aveva dichiarato che si sarebbe ricordato delle regioni che avrebbero richiesto questo tipo di certificazioni, ritenendole discriminatorie. 

In un altro intervento su Quotidiano Nazionale, Solinas ha dichiarato: «La verità è che il 3 giugno è vicino e dal Governo non è ancora arrivata una proposta chiara sulle riaperture tra regioni. Ed è singolare che proprio Boccia evochi questioni di presunta incostituzionalità, dopo che per tre mesi il governo ha derogato a norme costituzionali e diritti fondamentali con atti amministrativi emergenziali». «Abbiamo il dovere di bilanciare i diritti costituzionali: la certificazione dello stato di negatività al virus va in questo senso. Se il ministro è contrario, ci dica a quale alternativa pensa», chiosa il governatore della Sardegna

Riaperture dal 3 giugno, oggi i dati sul rischio delle regioni: Lombardia, Piemonte e Umbria osservati speciali

Ansa/Andrea Fasani | Il confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna a Ponte Pò a Pieve Porto Morone, 8 marzo 2020

Ultimi botta e risposta tra Regioni e Governo sulle riaperture dei confini regionali del 3 giugno, previste dal dl Riaperture, a margine della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Ma lo scontro dei presidenti di Regione, oltre che col Governo, avviene anche tra gli stessi governatori. Quelli di Sicilia e Sardegna richiedono un “patentino di immunità” (definito anche “certificato di negatività”, o ancora “passaporto sanitario”, ndr) per i turisti.

Ma a mettersi di traverso a queste richieste non vi è solo la comunità scientifica, che sostiene che il “patentino di immunità” sia irrealizzabile, non vi sono solo sindaci e governatori del Nord che reputano la richiesta inattuabile e, a tratti, “discriminante”, ma anche le leggi dello Stato. Non a caso, l’articolo 120 della Costituzione prevede che, come ricordato dal ministro agli Affari regionali Francesco Boccia, una Regione non possa adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone.

Le ipotesi

E così, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, le ipotesi al vaglio del Governo restano due. Da un lato la riapertura per tutte le Regioni da mercoledì 3 giugno, incluse quelle caratterizzate da un rischio “medio-alto” rischio di contagiosità (l’ormai noto indice Rt, ndr) come l’Umbria, il Piemonte e soprattutto la Lombardia.

Qualora alcuni governatori dovessero ritenere troppo rischiosa questa apertura tout court, potranno fare ricorso a livello regionale a misure di contenimento temporaneo per i visitatori e turisti, come la “quarantena breve” (della durata di 4-5 giorni, ndr), ma non ai test sierologici d’ingresso. 

La seconda ipotesi, qualora i dati non dovessero essere positivi, è quella di far slittare le riaperture per tutte le regioni di altri 7 giorni. Tale ipotesi, non solo potrebbe scontentare la maggior parte dei governatori e delle governatrici regionali, ma cozzerebbe con la riapertura delle frontiere da e verso l’estero prevista proprio per il 3 giugno. 

Sileri: «Sulla riapertura delle Regioni serve un dialogo costante, ma tutto dipenderà dai dati di oggi»

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI | Il viceministro alla Sanità, Pierpaolo Sileri

«Tutto dipenderà dai dati di oggi. Sono moderatamente ottimista. Sono ancora più importanti però i dati della prossima settimana, le riaperture più importanti infatti sono state fatte 10 giorni fa e quindi i veri effetti li vedremo con i prossimi dati». A dirlo è il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenendo ai microfoni di Radio Anch’io. Quanto alla decisione odierna sulle date di riapertura dei confini regionali sulla base dei dati elaborati dall’Iss, Sileri sottolinea che non si tratta né di «pagelle», né di «voti», quanto di una «valutazione di come sta andando l’epidemia nelle Regioni.

«Il voto, semmai, riguarda la capacità di fare tamponi e quindi la capacità di tracciamento», ribadisce il viceministro. «I parametri li valutiamo noi al Ministero della Salute – prosegue – ma la decisione poi viene presa al Governo centrale. È chiaro però che bisogna parlare con le Regioni: serve un dialogo costante. Tuttavia – chiosa aspettiamo i dati».

Bonaccini contro i “passaporti sanitari”: «Ingestibili. Non garantiscono la non positività sul lungo periodo»

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI | Il Governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini

«Mi auguro che si riparta tutti insieme, perché vorrebbe dire che anche Lombardia e Piemonte non destano particolari preoccupazioni, dopodiché valuteremo. È bene non puntare il dito contro nessuna regione». A dirlo è il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, intervenendo a Mattino 5. «Io sono totalmente contrario all’idea dei passaporti sanitari», sottolinea con forza Bonaccini. Questo perché, a detta del presidente dell’Emilia-Romagna, si verrebbe a creare «una situazione ingestibile». «È ingestibile immaginare che si possa fare un “passaporto sanitario” perché non si capisce chi lo dovrebbe fare, come e quando e in che modo – sottolinea Bonaccini – posto che lo stesso tampone certifica un momento, pochi giorni, non dà la garanzia che una persona non diventi positiva dopo pochi giorni». 

Dalla prima linea alle piazze: gli angeli contro il Coronavirus e la vita da precari di specializzandi e “camici grigi”

ANSA/ANGELO CARCONI | Immagine di repertorio ed esemplificativa, specializzandi e neolaureati in protesta a Roma, 27 maggio 2020

Né angeli, né eroi. Sono i camici grigi e gli specializzandi di medicina che vivono la professione tra contratti a termine, bassi salari, turni di lavoro da 12 ore e bonus negati. Una «manodopera precaria», pressoché priva di tutele sul lavoro, chiamata dal Governo per far fronte alle carenze di personale durante l’emergenza Covid-19, coprendo prevalentemente il ruolo di assistenti territoriali e domiciliari come guardie mediche, in attesa dei bandi di specializzazione.

Lavoratori a tutti gli effetti esposti a rischi, ma privi di tutele e salari, impiegati con una «logica della manodopera precaria inefficace né per i pazienti né per il sistema in sé», spiega Nicola a Open, un giovane medico a partita iva, che però ha le idee chiare: «Ora nessuno mollerà, ma anche le nostre energie sono a tempo determinato: siamo tutta gente che appena potrà se ne andrà via». Nel frattempo oggi, 29 maggio, gli specializzandi, i neolaureati e i “camici grigi” protesteranno in 21 piazze italiane per contestare le condizioni di lavoro a cui sono stati sottoposti.

Scuola, Azzolina: «A settembre riporteremo studenti e studentesse tra i banchi»

CESARE ABBATE | La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina

«A settembre riporteremo studenti e studentesse tra i banchi. Lo faremo anche seguendo le indicazioni del documento del Comitato tecnico-scientifico del ministero della Salute che individua regole di buon senso chiare». Lo scrive in un post su Facebook la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, riassumendo i punti cardine del ritorno a scuola in sicurezza previsti dal protocollo del Cts. Nel post, la ministra Azzolina precisa che «il piano definitivo per gli aspetti didattici sarà pubblicato il prima possibile sul sito del Ministero. Così come abbiamo fatto con quello sanitario», poiché «girano, come sempre, informazioni parziali e non ufficiali che a volte possono mandare in confusione le famiglie, gli studenti e il personale scolastico».

Cosa prevede il protocollo del Comitato tecnico-scientifico per il rientro a scuola a settembre

ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO | Immagine esemplificativa, una palestra adibita a classe a Borgosesia, per accogliere 4-5 bambini, 12 maggio 2020

Il Governo e il ministero dell’Istruzione hanno ricevuto il documento del Comitato tecnico-scientifico per il rientro in sicurezza a scuola a settembre. Tra i cardini fondamentali del protocollo vi è il distanziamento fisico, le misure igienico-sanitarie e di prevenzione dal contagio di Coronavirus. Il protocollo prevede:

  • ingressi e uscite verranno scaglionate in diversi orari o l’utilizzo di tutti gli ingressi esistenti negli edifici scolastici;
  • non vi sarà all’ingresso delle scuole la misurazione della temperatura di ciascun studente. Chi dovesse avere una sintomatologia respiratoria (raffreddore o tosse, per esempio) o presenterà una temperatura superiore ai 37,5° dovrà restare a casa;
  • distanziamento di almeno un metro nelle classi, nei laboratori, nei teatri scolastici e nell’aula magna, considerando altresì lo spazio di movimento dell’alunno e del personale scolastico; per l’attività in palestra il distanziamento minimo sarà quello di due metri;
  • limitazione degli assembramenti nelle zone comuni come atri, cortili e corridoi. Per la ricreazione e per le ore di educazione fisica si consiglia di utilizzare gli spazi all’aperto (tempo e temperature permettendo, ndr);
  • i pasti verranno distribuiti in modo graduale, con scaglionamenti nel tempo, mantenendo il distanziamento sociale e in taluni casi verranno consumati in classe sotto forma di lunch box, ossia preconfezionati in monoporzioni sigillate per ogni alunno;
  • dovrà esser ridotta al minimo la presenza dei genitori nei locali scolastici;
  • i locali scolastici dovranno essere puliti quotidianamente;
  • per gli alunni sopra i 6 anni sarà obbligatorio l’uso della mascherina, che potrà essere tolta solo durante il pasto, durante l’attività fisica e durante i pasti; 
  • non è previsto l’uso dei guanti, ma in diverse zone della scuola verranno resi disponibili distributori contenenti gel igienizzante per le mani;
  • gli istituti scolastici dovranno procedere con una mappatura e riorganizzazione degli spazi interni per garantire il distanziamento interpersonale, facendo eventualmente anche ricorso ad altri spazi esterni all’edificio scolastico in sé, collaborando con gli Enti locali.

Di Battista: «Recovery Fund? Un ottimo passo in avanti. Ma serve una revisione dei trattati europei»

ANSA | L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista

Secondo l’ex deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, il piano di Recovery Fund annunciato ieri dalla Commissione Europea rappresenta «un ottimo passo in avanti». «Il progetto appena annunciato dalla Commissione Ue, guidata da Ursula von der Leyen, è buono, soprattutto perché comprende una parte di finanziamenti a fondo perduto», spiega l’ex deputato pentastellato a la Repubblica. Tuttavia, il pasionario del M5s sottolinea la necessità «di una revisione dei trattati europei». 

«Gli altri strumenti previsti sono a debito. Io sono preoccupato perché per adesso il patto di stabilità e crescita è sospeso, ma fino a quando? – osserva Di Battista – È un patto obsoleto, vecchio. È stato fatto nel 1997 sulla base dell’accordo di Maastricht, che è del 1993. Le decisioni che hanno portato a quelle regole sono state prese tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, addirittura a cavallo con la caduta del Muro di Berlino». Quant’è cambiato il mondo, nel frattempo?».

Gallera ai pm di Bergamo: «Su zona rossa si aspettava risposta dal Governo»

Ansa/Matteo Corner | L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera

Sull’istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo, centri del secondo focolaio della Lombardia dopo Codogno, la Regione “aspettava” che si muovesse il Governo. È quanto avrebbe detto l’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera in uno dei passaggi della deposizione resa ai pm di Bergamo. L’assessore sul punto avrebbe anche affermato, ribadendo in sostanza quanto già detto in alcune interviste, che la Regione non ha proceduto perché quando il 5 sono arrivate le camionette dell’esercito, era convinta procedesse il Governo.

Cartabellotta (Gimbe): «La querela della Lombardia? Ce l’aspettavamo, abbiamo segnalato anomalie importanti sui dati»

ANSA / LUIGI MISTRULLI | Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta

«La fondazione Gimbe è un ente indipendente che dall’inizio della pandemia monitora i dati regioni in tutte le Regioni e fornisce delle elaborazioni anche abbastanza sofisticate su quelli che sono i dati forniti dalla Protezione civile. Noi da tempo, in particolare dagli inizi di aprile, avevamo segnalato a mezzo stampa, ma anche a mezzo televisivo, un’anomalia abbastanza importante sul numero di  dimessi e guariti. Si faceva cioè un unico contenitore che poi, nel report quotidiano della Protezione civile, andava a finire nella colonna dei guariti». A spiegarlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, a seguito della querela da parte della Regione Lombardia, intervenendo ad Agorà.

«Perché – prosegue Cartabellotta- questo era ed è un problema importante? Perché i soggetti dimessi sono ancora positivi e noi non abbiamo nessuna informazione sul loro stato di guarigione clinica o virologica. Quindi questi dati possono andare a distorcere il quadro epidemiologico a livello nazionale e questo rappresenta un primo problema importante». «Il primo problema – spiega il presidente della fondazione Gimbe – è mettere nello stesso contenitore persone guarite e persone dimesse, che però non sono ancora guarite e che quindi devono osservare ancora il periodo di quarantena e isolamento domiciliare». «Peraltro – aggiunge Cartabellotta – aumentando in maniera artificiosa e il numero dei guariti anche il famoso indice Rt si fa al ribasso, perché ovviamente aumentando i guariti, ci sono soggetti che formalmente che escono dall’epidemia». 

In Italia 70 vittime e 593 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Il bollettino della Protezione civile del 28 maggio

70 vittime: è questo il dato emerso dall’ultimo bollettino della Protezione Civile riguardante la situazione Coronavirus in Italia al 28 maggio. Una cifra più bassa di quella di ieri quando si erano registrati 117, ma anche di due giorni fa quando i decessi erano stati 78. Il totale delle persone decedute sale così a 33.142. Il bilancio degli attualmente positivi è, ad oggi, di 47.986 persone, in calo rispetto ai 50.966 positivi di ieri e i 52.942 di due giorni fa. I guariti oggi sono 150.604, in aumento di 3.503 rispetto ai pazienti guariti nella giornata di ieri (147.101).

In Italia, ad oggi, si sono registrati 231.732 casi complessivi. L’incremento giornaliero è di +593 casi in un giorno, in linea con il giorno precedente (584). I tamponi effettuati sin dall’inizio dell’emergenza sono stati 3.683.144. Il numero complessivo dei pazienti attualmente ricoverati è di 7.379 ricoverati con sintomatologia e 489 pazienti nelle terapie intensive del Paese (ieri erano 505). Infine, sono 40.118 le persone che si trovano in isolamento domiciliare.

La diffusione del Covid-19 nelle regioni italiane

I pazienti attualmente positivi nelle regioni italiane

In base ai dati ufficiali della Protezione civile, il numero di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così distribuito di regione in regione:

In Lombardia 382 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. 20 decessi, ieri 58

Coronavirus Bollettino Regione Lombardia 19 aprile 2020
ANSA/Mourad Balti Touati | Un messaggio della Regione Lombardia affisso in centro a Milano per la tutela della salute dei cittadini durante l’emergenza Covid-19

Il bollettino del 28 maggio 2020

La Regione Lombardia ha diffuso oggi, 28 maggio, i dati sulla situazione Covid-19 nel territorio regionale. In confronto ai dati di ieri, 27 maggio, si contano 382 nuovi casi positivi (in linea con ieri quando erano 384, mentre due giorni fa erano 159) per un bilancio totale di 88.183 dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Sono 20 i decessi registrati, ieri erano stati 58 e due giorni fa 22, per un totale di 15.974.

Nelle ultime 24 ore nella regione sono stati effettuati 15.507 nuovi tamponi raggiungendo la quota complessiva di 713.068 test e 422.568 casi testati. Il numero dei pazienti in terapia intensiva è di 173, numero più basso di 2 unità rispetto a ieri. Tornano a diminuire i ricoverati negli ospedali della regione con sintomatologia Covid-19: oggi sono 3.470, -156. rispetto a ieri (3.626).

La diffusione del Covid-19 nelle province lombarde

In base ai dati forniti dalla Regione Lombardia, il numero totale di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così ripartito provincia per provincia:

  • Bergamo: 12.977 (+23)
  • Brescia: 14.489 (+10)
  • Como: 3.785 (+25)
  • Cremona: 6.400 (+4)
  • Lecco: 2.724 (=)
  • Lodi: 3.412 (+6)
  • Monza e Brianza: 5.460 (=)
  • Milano: 22.764 (+38) di cui 9.638 (+14) a Milano città
  • Mantova: 3.327 7)
  • Pavia: 5.229 (+23)
  • Sondrio: 1.429 (+3)
  • Varese: 3.520 (+9)

Spadafora: «Dal 20 giugno riparte la Serie A»

MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA | Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora

Via libera dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Dal 20 giugno torna in campo la serie A. Dopo tre mesi di stop a causa dell’emergenza Coronavirus, è arrivato il semaforo verde alla ripresa del campionato. «La serie A riparte il 20 giugno, il mio auspicio è che nella settimana precedente si possa giocare la Coppa Italia», ha dichiarato Spadafora.

«Mi sono confrontato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – ha dichiarato Spadafora – che ha espresso compiacimento per la soluzione unitaria trovata insieme al mondo del calcio. Come abbiamo detto dal primo momento, oggi l’Italia sta ripartendo ed è giusto che riparta anche il calcio, perché ci sono tutte le condizioni di sicurezza e perché è arrivato l’ok del Cts».

«Nel caso la curva del contagio dovesse tornare a salire – ha sottolineato Spadafora – cosa che non ci auguriamo, si dovrebbe di nuovo sospendere ma la FIGC mi ha assicurato di avere un piano B e un piano C ovvero i play-off e i play-out o la cristallizzazione dei campionati» ha concluso il ministro.

Gravina (Figc): «La ripartenza del calcio rappresenta un messaggio di speranza per tutto il Paese»

Al termine dell’incontro con il ministro dello Sport il presidente federale Gabriele Gravina ha commentato la ripartenza dei campionati di calcio: «La ripartenza del calcio rappresenta un messaggio di speranza per tutto il Paese. Sono felice e soddisfatto, è un successo che condivido con il ministro per lo Sport Spadafora e con tutte le componenti federali. Il nostro è un progetto di grande responsabilità perché investe tutto il mondo professionistico di Serie A, B, C e, auspicabilmente, anche la Serie A femminile».

Trapianto di polmoni a un 18enne malato di Coronavirus

ANSA/GIUSEPPE LAMI | Operatori sanitari al lavoro in un reparto Covid-19

Un’operazione molto complessa, un trapianto di entrambi i polmoni al Policlinico di Milano su un ragazzo di 18 anni. I polmoni erano ormai “bruciati” dopo il contagio da Coronavirus: non aveva patologie pregresse. La malattia lo aveva portato prima in Terapia intensiva, nel padiglione nato con la raccolta fondi di Chiara Ferragni e Fedez, poi in Rianimazione. Dopo l’operazione, il giovane è stato curato con plasma iperimmune.

In Campania 4.767 positivi

Regione Campania | Il bollettino Covid-19 del 28 maggio 2020

Sono 10 i nuovi casi positivi al Coronavirus individuati oggi in Campania, portando il totale nella regione a 4.767 dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta nel bollettino quotidiano l’Unità di crisi della Regione Campania. Nel dettaglio, oggi nell’ospedale Cotugno di Napoli sono stati esaminati 528 tamponi, di cui nessuno risultato positivo.

Fontana: «Dati positivi, penso che dal 3 giugno la regione possa riaprire»

Ansa/Matteo Corner | Attilio Fontana

Sarà domani, 29 maggio, il giorno decisivo per decidere se e come aprire il traffico intra regionale il prossimo 3 giugno. Tra le Regioni che più rischiano di continuare a tenere chiusi i loro confini c’è la Lombardia, ma il governatore Attilio Fontana ha voluto rassicurare i cittadini: «Abbiamo esaminato i dati relativi alla Regione Lombardia che abbiamo inviato all’Istituto superiore di Sanità. Abbiamo potuto evidenziare come gli stessi siano tutti estremamente positivi e soprattutto tutti in miglioramento rispetto alle precedenti settimane».

In una diretta Facebook il presidente della Regione ha ribadito come: «La situazione sta migliorando. Credo che, in previsione del provvedimento governativo che stabilirà la riapertura delle singole Regioni e la possibilità di circolazione, la Lombardia rientrerà nelle regioni che avranno libertà di movimento».

In Sicilia nessun decesso nell’ultima giornata e 2.021 guariti

ANSA / IGOR PETYX | Il presidente della Sicilia Nello Musumeci

Sono 1.415 le persone attualmente positive in Sicilia. I tamponi eseguiti sono 142.516, con un incremento di 2.221 rispetto a ieri. I contagi totali sono 3.438 dall’inizio dell’epidemia, più 3 nelle ultime 24 ore. Il numero dei ricoveri è di 80, di cui 8 in terapia intensiva. I guariti sono 2.021, mentre i decessi sono 272. Numero invariato da ieri.

Nelle Marche 997 decessi e 4.376 guariti

ANSA / Daniele Carotti | Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli

La Regione Marche, nel suo ultimo bollettino, ha comunicato che il numero dei casi totali sull’emergenza Coronavirus è di 63.611. Il bilancio dei positivi è di 6.719. I tamponi effettuati hanno raggiunto quota 100.110, di cui 1.575 fatti nell’ultima giornata. Il bilancio delle vittime è di 997, mentre quello dei guariti è di 4.376. I ricoverati sono 92, di cui 13 in terapia intensiva.

Calcio, Milan: «Perplessità su ripartenza Coppa Italia»

ANSA/CAPPELLERI | Lo stadio di San Siro

«Comprendiamo il valore di poter offrire a tutti gli appassionati partite di qualità dopo mesi di lockdown, ma, sotto il profilo sportivo, troviamo discutibile assegnare un trofeo importante come la Coppa Italia con due partite in tre giorni e con le squadre in campo dopo oltre tre mesi di fermo».

Sono queste le considerazioni espresse dal presidente del Milan, Paolo Scaroni, all’Ansa in merito alla ripresa della stagione e alle date comunicate oggi dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. In particolare il Milan è atteso a Torino per la semifinale di ritorno della Coppa Italia contro la Juventus dopo l’1-1 dell’andata.

Letta: «Recovery Fund va approvato al più presto»

ANSA/MATTEO BAZZI | Enrico Letta

«La UE ha questa volta agito molto più rapidamente rispetto alla crisi 2008-12», dice l’ex premier Enrico Letta in un’intervista al Tg3. «Ma la violenza di questa crisi sull’economia – aggiunge – è tale che bisogna agire ancor più rapidamente e approvare e applicare il Recovery Fund il più presto possibile».

De Luca: «Ripartire ma per non richiudere più»

ANSA / CIRO FUSCO | Il governatore della Campania Vincenzo De Luca

Durante la conferenza organizzata da Scuola Giuridica Salernitana, il presidente della Campania Vincenzo De Luca è tornato a parlare dei prossimi passi dell’emergenza: «L’impegno della Regione nella gestione della fase due, dopo aver gestito, crediamo nel migliore modo possibile, la fase precedente». Perché si possa riaprire tutto, «per non richiudere più, cosa che sarebbe davvero insostenibile», rimarca De Luca, «occorre senso di responsabilità e la maggiore garanzia possibile sul piano sanitario. Da qui, il nostro slogan “Campania sicura”».

Numeri in chiaro, Pregliasco: «Ripartenza omogenea tra le Regioni? Scelta politica»

pregliasco
OPEN | Fabrizio Pregliasco

L’ultimo bollettino della Protezione civile ha fatto registrare un lieve aumento a livello nazione nel numero dei contagi da Covid19. Un dato che arrivo a ridosso del 29 maggio, giorno in cui il governo valuterà i numeri raccolti dalle Regioni sulle rispettive situazioni epidemiologiche. «Spero in una ripartenza omogenea, tutti insieme dal 3 giugno, magari con interventi e correttivi su alcune zone. Ma anche in questo caso parliamo di una scelta politica oltre che di un’esigenza sanitaria», dice a Open Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano.

Pregliasco è tornato anche a parlare della patente d’immunità: «Non ci dà alcuna certezza, nessuna garanzia sulla condizione di salute della persona, io non ci credo», dice. «Se una persona con sintomi, ad esempio la febbre, si imbottisce di paracetamolo e va a lavoro o addirittura partecipa alla movida, questo sì che diventa un rischio per tutti noi», conclude.

Inchiesta Procura di Bergamo: convocato il presidente di Confindustria Lombardia Bonometti

ANSA/FLAVIO LO SCALZO | Il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti

Nell’ambito dell’inchiesta su Alzano Lombardo e la mancata creazione di una zona rossa, la Procura di Bergamo ha convocato, come persona informata sui fatti, il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti. Sul tema Bonometti disse in un’intervista: «Nelle riunioni che abbiamo avuto tra fine febbraio e i primi giorni di marzo, la Regione è sempre stata d’accordo con noi nel non ritenere utile, ma anzi dannosa, una eventuale zona rossa sul modello Codogno per chiudere i comuni di Alzano e Nembro».

In Emilia-Romagna lieve risalita dei contagi

EPA/GIORGIO BENVENUTI | Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini

Torna a salire il numero di contagi da Coronavirus in Emilia-Romagna, a fronte però di un incremento anche nel numero dei tamponi effettuati. Nella Regione si sono registrati 74 nuovi casi e 11 decessi. Da ieri sono stati effettuati 9.128 tamponi. I ricoverati in terapia intensiva sono 77, uno in meno rispetto a ieri. Intanto, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha chiesto di evitare «il dibattito fatto di accuse e controaccuse fra le diverse regioni, quello che succederà lo si deciderà di concerto con il governo. Mi auguro che si riduca il tasso di polemica e che si possa ripartire tutti insieme».

Nel Lazio 64 persone in terapia intensiva

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Il presidente del Lazio Nicola Zingaretti

La regione Lazio registra 3.405 casi attualmente positivi al Covid19. Di questi 2.306 si trovano in isolamento domiciliare. Altri 1.035 sono ricoverati in terapia non intensiva, mentre 64 sono in terapia intensiva. Le persone decedute sono 708 e 3.580 quelle guarite. Dall’inizio dell’epidemia sono stati riscontrati 7.693 casi.

In Toscana 242.687 tamponi effettuati

Ansa | Il presidente della Toscana Enrico Rossi

Nella Regione Toscana sono 10.086 le persone risultate positive al Covid19 dall’inizio dell’emergenza, 4 in più rispetto a ieri. I guariti hanno invece raggiunto quota 7.677. Mentre i tamponi effettuati sono ora 242.687, 4.202 in più rispetto a ieri. I malati sono ad oggi 1.380. Nella Regione si registrano 2 nuovi decessi, per un bilancio totale di 1.029.

App Immuni installata senza il vostro consenso: la nuova tesi dei complottisti

L’App Immuni è già installata da Google nei vostri smartphone senza il vostro consenso? Il 24 maggio 2020 un canale Youtube chiamato Giulia 696 pubblica un video dal titolo «Ultim ‘Ora 24/05/2020 il Governo traccia già i cellulari con Android Morris San Greg diffondete». Secondo gli autori del video l’App sarebbe già stata installata sui vostri telefoni. Tuttavia, il video risulta puramente allarmistico. No, non è vero che vi sia stata installata a vostra insaputa e non c’è stata alcuna imposizione «dittatoriale» o un «turbocontrollo» della popolazione.

Crisanti: «App Immuni potrebbe essere uno spreco di soldi»

YouTube| Il virologo Andrea Crisanti

«Non siamo usciti dall’epidemia. Anche se i numeri sono incoraggianti. È nostro dovere aggredire il virus testando e isolando le persone. Sono perplesso sull’App Immuni: se la scarica il 60% della popolazione, avrà capacità di mostrare solo il 9% dei casi. Insomma una montagna di soldi buttati». A dirlo è il virologo dell’ospedale di Padova Andrea Crisanti a Rai Radio 2.« Il tampone non va fatto a tutta la popolazione italiana, sarebbe un errore operativo – ha aggiunto lo scienziato -. I tamponi vanno fatti intorno ai casi positivi. Va usato come strumento di controllo».

Perugia, movida: 150 giovani si sottopongono al tampone

ANSA/ DANILO NARDONI | Una piazza di Perugia

Dopo gli assembramenti di venerdì scorso nella città di Perugia, 150 giovani hanno deciso di sottoporsi volontariamente al tampone. Per venerdì – ha reso noto il Comune – si sono già prenotati altri 140 ragazzi e ragazze che si sottoporranno ai tamponi in modalità pit-stop. «L’età media dei giovani che si sono prenotati – ha spiegato l’assessore comunale Luca Merli – oscilla tra 20 e 23 anni, con l’aggiunta di qualche minorenne accompagnato dai genitori. Già da venersì, con il codice pin rilasciato dai sanitari, tutti i ragazzi e le ragazze potranno conoscere l’esito dei tamponi sul sito della Usl Umbria 1».

Il Friuli-Venezia Giulia non vuole più sperimentare l’app Immuni

ANSA/ALESSANDRO DI MEO | Il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga

Il Friuli Venezia Giulia ritira la sua disponibilità alla sperimentazione dell’app Immuni voluta dal governo per il contenimento della pandemia da Covid-19. Il governatore, il legista Massimiliano Fedriga, ha scritto una lettera da inviare alla Conferenza delle Regioni per spiegare le sue ragioni: Immuni, dice, «prevederà non la ricostruzione della catena di contatti dei soggetti risultati positivi, come peraltro richiesto dalla Regione al fine di integrare in modo omogeneo il lavoro oggi svolto manualmente, bensì l’invio di un sms ai cittadini entrati a contatto con un contagiato», spiega Fedriga nel testo.

Regione Lombardia querela Gimbe e Cartabellotta

Ansa/Matteo Corner | Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana

«Essere querelati per aver detto la verità, è un grande stimolo per andare avanti». Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, accoglie con queste parole su Twitter la notizia della querela, presentata da Regione Lombardia, contro lui e la fondazione. «Un atto inevitabile, il nostro, dopo quanto affermato dal presidente della Fondazione», dicono dalla Regione.

«Parlando dei dati sanitari del Coronavirus in Lombardia, ha dichiarato, fra l’altro, che ‘si combinano anche dei magheggi sui numeri’». Si tratta di «accuse intollerabili e prive di ogni fondamento per le quali il presidente di Gimbe dovrà risponderne personalmente». I dati della Lombardia «come previsto dal protocollo condiviso da tutte le Regioni, – si legge nella nota – vengono trasmessi quotidianamente e con la massima trasparenza all’Istituto Superiore Sanità».

Passa la fiducia al Senato sul dl Scuola

ANSA / FABIO FRUSTACI | La ministra della Scuola Lucia Azzolina

Il Senato ha confermato, poco prima delle 18, la fiducia con 148 voti a favore e 77 contrari, sul decreto legge scuola, che ora passa alla Camera, che ne inizierà l’esame in Aula dal 3 giugno. Il testo del Dl Scuola «è stato migliorato in Senato grazie al lavoro della maggioranza, che ha guardato all’interesse e alla qualità del sistema di Istruzione, mettendo al centro le studentesse e gli studenti. Ora il decreto passa alla Camera dei deputati dove dovrà essere convertito definitivamente in legge entro il 7 giugno», commenta la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

«Come Ministero siamo intanto al lavoro per consentire gli Esami di Stato del secondo ciclo in presenza e in sicurezza. Da oggi è attivo l’help desk per fornire ogni supporto alle istituzioni scolastiche. Lavoriamo già anche all’avvio del prossimo anno scolastico, sia sotto il profilo amministrativo, con la digitalizzazione delle graduatorie per le supplenze e anche delle immissioni in ruolo, sia sotto il profilo organizzativo. In tal senso, come ho detto oggi al Senato, durante il Question Time, forniremo a breve alle scuole le regole per poter avviare l’anno in piena sicurezza dal punto di vista sanitario e con indicazioni anche sotto il profilo didattico. Vogliamo riportare a scuola i nostri studenti e farlo al meglio».

5 nuovi contagi e un decesso in Puglia

ANSA/CLAUDIO PERI | Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Sono 5 i nuovi contagi da Coronavirus nella Regione Puglia secondo i dati diffusi dal presidente Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro. Il totale è di 1.395 casi attualmente positivi. Nessun nuovo caso nelle province di Bari e Bat, 1 caso nelle province di Foggia, Brindisi e Taranto e 2 in quella di Lecce. Una vittima nelle ultime 24 ore è stata registrata in provincia di Brindisi. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 111.946 test. Sono 2.590 i pazienti guariti.

Fase 2, parla Colao: 100 proposte per 20 obiettivi dalla task force

EPA/WILL OLIVER | Vittorio Colao

100 proposte e 20 obiettivi: ad anticiparli oggi è Vittorio Colao, ex manager Vodafone a capo della ormai celeberrima task force che affianca il governo nel lavoro di “ricostruzione” e rilancio del paese in questa fase 2 dell’emergenza Covid-19. Le parole cruciali del lavoro della task force, dice il manager, sono digitalizzazione e tecnologia, sburocratizzazione e innovazione. Sblocco degli investimenti, anche privati, trasformazione energetica e ambiente.

Fase 2, 114.856 persone controllate dal Viminale

Ansa/Matteo Corner | Una Pattuglia dei Carabinieri effettua controlli in Darsena a Milano

Anche nella fase 2 vanno avanti i controlli delle forze dell’ordine su tutto il territorio nazionale: sono 114.856 le persone ieri, 27 maggio, secondo i dati diffuso dal Viminale. Tra loro sono state sanzionate 355 persone, e 9 sono state denunciate per falsa attestazione o dichiarazione e una per aver violato il divieto di allontanamento dalla propria abitazione perché positiva al Covid-19. 35.233 sono state le attività o gli esercizi commerciali controllati, 41 gli imprenditori sanzionati e 3 le attività per cui è stata disposta la chiusura.

Test sierologici in ospedale Foggia, positivo 1,9%

ANSA / MATTEO BAZZI

Quasi 4mila test sierologici (3.747) sono stati eseguiti sugli operatori considerati più a rischio degli ospedali Riuniti di Foggia: tra loro solo l’1,9%, ovvero 61 unità, è risultato positivo a una delle due tipologie di immunoglobuline. Le persone che sono risultate positive al test sono quindi state sottoposte al doppio tampone, per escludere eventuale contagiosità. I test andranno avanti fino al 6 giugno e l’indagine sarà ripetuta a sessanta giorni dal primo prelievo effettuato.

Sardegna, telecamere per la stagione turistica

Ansa | Sardegna

In Sardegna è allo studio un piano d’azione per scongiurare l’affollamento delle spiagge in vista della stagione turistica. L’idea è del sindaco della Città Metropolitana di Cagliari Paolo Truzzu: un sistema di videosorveglianza negli arenili della costa sud dell’isola. L’idea è quella di far conoscere ai cittadini lo stato di affollamento delle spiagge affinché possano decidere dove andare prima di mettersi in viaggio. Un po’ come le webcam da sempre sugli spot per surfisti.

Strage di Piazza della Loggia, Mattarella invia un messaggio alla città di Brescia

ANSA | Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Nel 46esimo anniversario della Strage di Piazza della Loggia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato le vittime della strage inviando un messaggio alla città di Brescia, tra le più colpite dalla pandemia di Covid-19. Era il 28 maggio del 1974, quando persero la vita 8 persone e altre 102 rimasero ferite nell’attentato di matrice neofascista. «La ricorrenza viene celebrata quest’anno dalla città di Brescia, incamminata sulla strada della ripresa civile, economica, sociale dopo che l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus ha assunto tra la sua gente le dimensioni di una immane tragedia», dice il Capo dello Stato.

Fondazione Gimbe: «Lombardia, Liguria e Piemonte non possono riaprire»

ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI | Milano

Lo anticipava Giovanni Sebastiani del Cnr, ora lo dice nero su bianco la Fondazione Gimbe il think tank indipendente che si occupa di ricerca in ambito sanitario presieduto da Nino Cartabellotta: Lombardia, Liguria e Piemonte non sono pronte alla riapertura in vista del 3 giugno. «Le analisi post lockdown della Fondazione -dimostrano che in queste tre Regioni si rilevano la percentuale più elevata di tamponi diagnostici positivi e il maggior incremento di nuovo casi, a fronte di una limitata attitudine all’esecuzione di tamponi diagnostici».

Domani il Ministro della Salute, Roberto Speranza valuterà il monitoraggio dei dati del contagio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, i cui risultati saranno decisivi per formalizzare la decisione sulla ripresa della mobilità interregionale, fissata dal Governo a partire dal 3 giugno. Le uniche regioni che stanno facendo un’attività di testing massiccio – dice ancora Cartabellotta, sono Valle d’Aosta e provincia di Trento.

Tre sono, per la fondazione, gli scenari che l’esecutivo si troverà sulla base delle valutazioni del Comitato tecnico scientifico: «Il primo, più rischioso, di riaprire la mobilità su tutto il territorio nazionale, accettando l’eventuale decisione delle Regioni del sud di attivare la quarantena per chi arriva da aree a maggior contagio», spiega il presidente della Fondazione. Il secondo «un ragionevole compromesso, di mantenere le limitazioni solo nelle 3 Regioni più a rischio, con l’opzione di consentire la mobilità tra di esse; il terzo, più prudente, di prolungare il blocco totale della mobilità interregionale, fatte salve le debite eccezioni attualmente in vigore».

E quindi l’appello di Cartabellotta sulla necessità di arrivare «a una decisione sotto il segno dell’unità nazionale», lasciando da parte «ogni forma di egoismo regionalistico perché la riapertura della mobilità deve avvenire con un livello di rischio accettabile e in piena sintonia tra le Regioni».

Inps: ecco i dati di congedi, bonus baby sitter e REM

ANSA/LUCIANO DEL CASTILLO/DC

Sono 44.266 le domande totali di Indennità per Covid-19 per i lavoratori domestici presentate da cittadini (29.659) e patronati (14.607). Lo fa sapere l’Inps. «La percentuale di trasmissione delle domande da parte dei Patronati è in costante aumento, grazie alla graduale estensione della cooperazione applicativa che consente la trasmissione massiva delle domande», si legge nella nota stampa.

Sono più di 100mila invece (100.258) le domande presentate per il Reddito di Emergenza, il cosiddetto REM: 63.140 dai cittadini e 37.118 dai patronati.

Pubblicati anche i dati sul bonus baby sitting: al 25 maggio sono pervenute all’Inps 191.595 domande: 155.357 dal settore privato e 36.238 dal settore pubblico. Secondo quanto riporta l’Inps 154.751 sono già scritte sul libretto di famiglia (in corso di fruizione) e 113.404 famiglie ne hanno già beneficiato ed esaurito la fruizione nei giorni scorsi. 269.328 sono invece i congedi straordinari che sono stati erogati fino a questo momento.

Test sierologici, l’appello del ministero ai 150mila

ANSA / MATTEO BAZZI | Test sierologici

L’indagine di Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana – test sierologici a 150mila persone in tutto il territorio nazionale, é partita lunedì scorso. Il ministero specifica oggi in un tweet che il test verrà eseguito su un campione di 150mila persone residenti in 2mila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età. Il campione é già stato selezionato dall’istituto di Statistica e non ci si può quindi proporre.

«Le 150mila persone selezionate da Istat sono rappresentative della popolazione italiana», dice il ministero. «Non è possibile candidarsi volontariamente, ma se si fa parte del campione è importante partecipare. Così conosciamo meglio il virus». In caso di diagnosi positiva, «l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità».

In Veneto i nuovi casi positivi sono 8, nessun decesso

Secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla regione Veneto, sono otto i nuovi casi di pazienti positivi al Coronavirus. I casi totali dall’inizio dell’epidemia in questo modo sono arrivati a 19.125. Nessun decesso è avvenuto dalla serata di ieri, in questo modo il dato complessivo dei morti resta fermo a 1.898. Le persone che risultato attualmente positive sono 2.025, i negativizzati 15.202, i pazienti in isolamento domiciliare 2.142. In terapia intensiva invece ci sono 34 pazienti, 426 sono i ricoverati in area non critica.

Immuni, verso il test in sei regioni

app immuni

Dalle indicazioni dei giorni scorsi, l’app Immuni avrebbe dovuto essere testata in tre regioni: Liguria, Abruzzo e Puglia. Secondo le indiscrezioni riportate dall’agenzia di stampa Ansa il campione delle regioni dovrebbe essere allargato a sei. Quello che deve essere ancora chiarito è se, in ogni caso, l’app per il tracciamento del contagio da Coronavirus sarà comunque scaricabile da tutti.

Milano, trapiantati entrambi i polmoni a un ragazzo di 18 anni dopo infezione da Covid

18 anni e nessuna patologia pregressa. Eppure il Coronavirus ha compromesso talmente tanto i suoi polmoni da impedirgli di respirare. Il 18 maggio i medici del Policlinico di Milano hanno eseguito un doppio trapianto di polmoni su un ragazzo che nei primi di marzo era stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale S. Raffaele di Milano. Era positivo al Covid-19. È la prima volta che questo intervento è stato fatto in Europa.

Le Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe): «Dopo il 18 maggio, -70% nel fatturato di bar e ristoranti»

Ansa/Matteo Corner | Bar di Milano aperto dopo il lockdown

Secondo il Centro Studi della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), il fatturato per bar e ristoranti sarebbe in netto calo nella prima settimana della Fase 2. I dati parlano di quasi il 70% in meno. Tanti i dubbi anche sulla gestione dei posti distanziati per rispettare le norme per il contenimento del contagio. Il dato positivo però è sul comportamento dei clienti: «Unica nota lieta è il comportamento virtuoso dei clienti che non hanno fatto particolare fatica a rispettare le regole anti Covid-19».

Il virologo Massimo Andreoni: «Il caldo aiuta perché secca il droplet»

Ansa/Filippo Venezia | Infermiere degli Ospedali Civili di Brescia

Ospite ad Agorà su Rai 3, il virologo Massimo Andreoni ha spiegato che l’arrivo del caldo sembra stia aiutando a indebolire il virus: «I raggi ultravioletti uccidono in parte il virus. Ma, più ancora che dal sole, l’effetto è determinato dal caldo, che fa seccare prima le goccioline che emettiamo quando parliamo: cadono prima e tendono a infettare meno. Quindi è un fatto molto meccanico, fisico».

Il ministro Boccia: «In Lombardia c’è stata un’ecatombe»

Ansa/Angelo Carconi | Il ministro degli Affari Regionali e Autonomie Francesco Boccia

In audizione alla Commissione Federalismo fiscale, parlando dei possibili provvedimenti a sostegno dei territori più colpiti dall’epidemia, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha spiegato che non si può paragonare quello che è successo nei territori del Nord con la situazione nel resto dell’Italia: «Le province lombarde di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e quella di Piacenza in Emilia Romagna hanno vissuto un’ecatombe, il resto del Paese un dramma. Non paragonerei quelle province al resto d’Italia».

E ancora: «È presto per fare bilanci, aspettiamo le valutazioni scientifiche ex post sulla dinamica che ha portato il virus ad essere concentrato in alcune regioni. Quanto successo nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza è stato di una virulenza non riscontrata in altre province».

«Il passaporto sanitario è contro la Costituzione»

Il ministro Boccia è intervenuto anche sulla questione del passaporto sanitario, unìide di cui si sta parlando soprattutto in riferimento alla mobilità prevista per le vacanze estive: «Passaporto sanitario? Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono»

La (nuova) risposta di Sala a Solinas: «Non sono pentito, ho chiesto solo chiarezza»

Ansa/Mourad Balti Touati | Il sindaco di Milano Beppe Sala

In un’intervista al quotidiano La Stampa il sindaco di Milano Beppe Sala ritorna sulla polemica con il governatore della Sardegna Christian Solinas, spiegando che non è per nulla pentito della sua presa di posizione: «Ho chiesto solo di fare chiarezza. E ho aggiunto, da cittadino, che se qualcuno mi obbliga a fare il test per andare a casa sua io preferisco rinunciare. A Milano abbiamo sempre accolto tutti. E il turismo in certe regioni l’hanno costruito proprio i lombardi».

Come sta andando l’indagine a campione della Croce Rossa

croce rossa
Croce Rossa Italiana | I volontari durante una sessione di telefonate

La metà non risponde, il 17% ha detto no mentre oltre il 30% ha detto sì. Lunedì 25 maggio è cominciata l’indagine epidemiologica per capire meglio la reale diffusione del virus in Italia. Istat ha selezionato un campione di 150mila persone che vivono in 2mila comuni. A ognuno di loro sarà chiesto di sottoporsi a un test sierologico. In questi giorni sono i volontari della Croce Rossa ad occuparsi delle telefonate, il loro presidente Francesco Rocca ha spiegato a Open come sta procedendo tutta l’operazione.

Il nuovo modulo di autodichiarazione per gli spostamenti fuori regione

Così come preannunciato nella conferenza stampa del premier Conte del 16 maggio, cambiano le regole e soprattutto cambia – ancora una volta – il modulo di autocertificazione per gli spostamenti tra diverse regioni. Per spostarsi all’interno delle regioni non sarà più necessario il modulo di autocertificazione. Per gli spostamenti tra regioni diverse, sino al 3 giugno, sarà necessario compilare il nuovo modello di autocertificazione. Gli spostamenti tra una regione e l’altra saranno consentiti solo o per comprovate esigenze lavorative, o per motivi di salute, o per situazioni di necessità o ragioni di assoluta urgenza.

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