La Lombardia diventa arancione, insieme a Calabria e Piemonte: Speranza firma l’ordinanza

di Redazione

Cambiamento anche per Sicilia e Liguria, che diventano area gialla

Alla fine arriva l’ordinanza che conferma quanto anticipato nelle ultime ore: quella del ministro della Salute Roberto Speranza, che in serata dà l’ok definitivo al passaggio da zona rossa ad arancione (quindi con restrizioni meno stringenti per combattere la diffusione dell’epidemia di Coronavirus) delle prime tre regioni che si erano viste “catalogare” come le più a rischio: Calabria, Lombardia e Piemonte diventano quindi area arancione, mentre Liguria e Sicilia diventano gialle. Nelle stesse ore, il ministero della Salute ha diffuso gli ultimi dati della Cabina di Regia: una fotografia che vede l’indice di trasmissione RT scendere sotto l’1 – soglia critica – in dieci regioni. La nuova ordinanza di Speranza sarà in vigore da domenica 29 novembre.


Lombardia zona arancione, il commento di Fontana: «È una vittoria parziale, mantenere comportamenti corretti. La strada è ancora lunga».

Fonte: Facebook/Attilio Fontana/Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Non solo: dal ministero della Salute fanno sapere con una nota che Speranza firmerà una nuova ordinanza – che sarà valida fino al prossimo 3 dicembre – con cui vengono rinnovate le misure restrittive vigenti relative alle Regioni Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche e Toscana.

Il commento di Cirio

«La zona arancione non è un traguardo, è un passaggio. Oggi ho riunito tutti gli epidemiologi e abbiamo deciso che per la seconda e terza Media in Piemonte continuerà la didattica a distanza», commenta in serata il governatore piemontese Alberto Cirio. Secondo il Dpcm in vigore, nelle zone gialle e arancioni seconda e terza media fanno lezione in presenza. Cirio annuncia anche «misure anti assembramento soprattutto per i centri commerciali». «Il sacrificio è doloroso e non deve essere sprecato», dice al Tg3 Piemonte. «Vogliamo riaprire tutto e lo stiamo facendo, ma vogliamo riaprire per sempre e non possiamo permetterci di ripetere gli errori dell’estate».

La rivolta della Val d’Aosta

«La mancata spiegazione dei criteri di analisi dei dati e l’assenza di comunicazioni tempestive preoccupano la Giunta regionale della Valle d’Aosta, che si riserva ogni azione politica nelle prossime ore, dopo l’annuncio governativo che conferma la Regione autonoma come ‘zona rossa’». Così recita una nota diffusa in serata dalla Regione Valle d’Aosta dopo la mancata riclassificazione in ‘zona arancione’.

In copertina ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Roberto Speranza, 2 settembre 2020.

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