Coronavirus, ultime notizie – In Italia aumentano contagi e diminuiscono decessi. Boccia: «Se l’Italia è tutta a basso rischio il 3 giugno riparte». In Lombardia ancora in bilico la riapertura dei confini

Sono 52.942 le persone attualmente positive al Covid-19 In Italia mentre i guariti hanno raggiunto quota 144.658. In Lombardia +159 nuovi positivi e 22 vittime. Il viceministro Sileri è sotto scorta per le minacce sui fondi per l’emergenza Covid-19. Arriva il primo ricorso al Tar contro la maturità in classe. Lopalco: «Fra i giovani il virus circola in maniera subdola. Gli effetti della movida? Li vedremo a metà giugno, quando si ammaleranno i genitori»

Il Recovery Plan di Conte per il post-emergenza: «Riforma fiscale e investimenti digitali»

ANSA | Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

«Questo è il momento per alzare la testa e volgere il nostro sguardo al futuro. Abbracciando questa prospettiva con coraggio e visione, trasformeremo questa crisi in opportunità». A scriverlo sul Corriere della Sera è il premier Giuseppe Conte, illustrando in una lettera i 7 punti del Recovery plan, il piano strategico per la ripresa dalla crisi scaturita dalla pandemia di Coronavirus. «L’Italia – spiega Conte – deve farsi trovare pronta» rispetto al piano di ripresa stilato dall’Europa e dagli altri Paesi. Sette i pilastri su cui fondare la ripartenza dell’Italia: 

  • Incentivi al digitale;
  • Strumenti per il consolidamento per le imprese;
  • Rilancio degli investimenti pubblici e privati, e sburocratizzazione;
  • Transazione verso un’economia sostenibile;
  • Innovazione dell’offerta formativa e della ricerca;
  • Riduzione dei tempi della giustizia;
  • Una seria riforma fiscale.

Boccia: «Se Italia è tutta a basso rischio il 3 giugno riparte». In bilico la riapertura della Lombardia

ANSA/ANGELO CARCONI | Il ministro degli Affari Regionali e Autonomie, Francesco Boccia

La Fase 2 dell’emergenza Coronavirus «è andata bene nel Lazio, è bene in Emilia Romagna e Veneto. È andata bene in Toscana, Sicilia, Basilicata, Puglia, Campania. Le aperture interregionali del 3 giugno dipenderanno dai dati in arrivo». A dirlo è il ministro per gli Affari Regionali e per le Autonomie, Francesco Boccia, intervenendo a Di Martedì su La7.

Difatti, come spiegato dal ministro Boccia: «Prima del 3 giugno è prevista una valutazione dei dati del monitoraggio che farà il ministro Roberto Speranza, che ha preso sempre decisioni che non sono mai state semplici e oggi lo sono ancora di meno. Ma se l’Italia il 3 giugno sarà tutta a basso rischio, si rimette in cammino». «L’idea – a detta del ministro – è quella di riaprire anche le frontiere, ma sempre con grande cautela. Valuteremo tra giovedì e venerdì. C’è un sistema condiviso dalle regioni, che trasmettono ogni giorni tanti dati». 

A rischio la riapertura della Lombardia del 3 giugno

ANSA/UFFICIO STAMPA REGIONE LOMBARDIA | Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia (D) e del presidente della Regione Attilio Fontana (S), durante l’incontro che si è tenuto a Palazzo Lombardia, 26 maggio 2020

In Lombardia, dove i dati sono ancora sopra la media nazionale, la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 non è andata bene come in altre regioni. E a tal proposito, proprio in vista delle riaperture del 3 giugno, la parola d’ordine è cautela. Cautela sui dati, cautela sui comportamenti, cautela sulle riaperture da e verso le altre regioni.

Una prudenza diffusa anche tra gli esperti del Comitato tecnico-scientifico che, tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio, dovranno decidere se riaprire tutte le regioni o meno. Ma gli esperti, così come riportato dal Corriere della Sera, mettono in guardia dalle riaperture tout court: «i rischi di questa folle corsa verso la normalità sono altissimi, perché se la circolazione riparte, la situazione ancora difficile di alcune regioni potrebbe estendersi anche a quelle con zero contagi».

Difatti, a seguito dell’incontro tra il ministro Boccia e il governatore Attilio Fontana, è stata diffusa una nota congiunta in cui si spiega: «In termini generali si è ritenuto opportuno attendere quantomeno il flusso dei dati fino a giovedì per effettuare valutazioni più circostanziate» circa la riapertura dei confini regionali. 

Per saperne di più:

In Italia 78 vittime e 397 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Il bollettino della Protezione civile del 26 maggio 2020

78 vittime: è questo il dato emerso dall’ultimo bollettino della Protezione Civile riguardante la situazione Coronavirus in Italia al 26 maggio. Una cifra più bassa di quella di ieri quando si erano registrati 92 morti. Il totale delle persone decedute sale così a 32.955. Il bilancio degli attualmente positivi è, ad oggi, di 52.942 persone, in calo rispetto ai 55.300 positivi di ieri e i 56.594 di due giorni fa. I guariti oggi sono 144.658, in aumento di 2.677 rispetto ai pazienti guariti nella giornata di ieri (141.981).

In Italia, ad oggi, si sono registrati 230. 555 casi complessivi. L’incremento giornaliero è di +397 casi in un giorno. I tamponi effettuati sin dall’inizio dell’emergenza sono stati 3.539.927. Il numero complessivo dei pazienti attualmente ricoverati è di 7.917 ricoverati con sintomatologia e 521 pazienti nelle terapie intensive del Paese (ieri erano 541). Infine, 44.504 persone si trovano in isolamento domiciliare e 144.658 sono guarite.

La diffusione del Covid-19 nelle regioni italiane

I pazienti attualmente positivi nelle regioni italiane

In base ai dati ufficiali della Protezione civile, il numero di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così distribuito di regione in regione:

In Lombardia 159 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. 22 decessi, ieri 34

Coronavirus Bollettino Regione Lombardia 19 aprile 2020
ANSA/Mourad Balti Touati | Un messaggio della Regione Lombardia affisso in piazza Duomo a Milano per la tutela della salute dei cittadini durante l’emergenza Covid-19

Il bollettino del 26 maggio 2020

La Regione Lombardia ha diffuso oggi, 26 maggio, i dati sulla situazione Covid-19 sul territorio. In confronto ai dati di ieri, 25 maggio, si contano 159 nuovi casi positivi (ieri erano 148) per un bilancio totale di 87.417. dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Sono 22 i decessi registrati, ieri erano stati 34 per un totale di 15.896. Nelle ultime 24 ore nella regione sono stati effettuati 9.176 nuovi tamponi raggiungendo la quota complessiva di 685.058 test. Il numero dei pazienti in terapia intensiva è di 183, numero più basso di 13 unità rispetto a ieri. I ricoverati negli ospedali della regione con sintomatologia Covid-19 sono 3.622, mentre ieri erano 3.721: –99.

La diffusione del Covid-19 nelle province lombarde

In base ai dati forniti dalla Regione Lombardia, il numero totale di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così ripartito provincia per provincia:

  • Bergamo: 12.977 (+23)
  • Brescia: 14.489 (+10)
  • Como: 3.785 (+25)
  • Cremona: 6.400 (+4)
  • Lecco: 2.724 (0)
  • Lodi: 3.412 (+6)
  • Monza e Brianza: 5.460 (0)
  • Milano: 22.764 (+38) di cui 9.638 (+14) a Milano città
  • Mantova: 3.327 (+7)
  • Pavia: 5.229 (+23)
  • Sondrio: 1.429 (+3)
  • Varese: 3.520 (+9)

L’incidente politico tra Pd e Italia Viva per la Commissione Covid in Lombardia

Ansa/ Tiziano Manzoni | Un’immagine d’archivio del consigliere di Italia Viva Patrizia Baffi con l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera

Mentre Italia Viva si astiene dal partecipare al voto su Matteo Salvini e il caso Open Arms, in Lombardia scoppia un altro caso che genera scintille tra le opposizioni. La presidentza della Commissione d’inchiesta istituita dal Consiglio regionale della Lombardia per capire cosa è successo nella regione durante l’emergenza Coronavirus è andata a Patrizia Baffi, esponente di Italia Viva. Pd e M5s hanno criticato questa scelta perchè Baffi ha avuto quasi solo i voti della maggioranza. Nulla di illegale, sia chiaro. Ma uno sgarbo alle opposizioni con più seggi che avrebbero voluto un loro rappresentante per questo ruolo delicato.

Liguria, nelle ultime 24 ore 6 decessi ma 100 pazienti positivi in meno

Ansa/Luca Zennaro | Un bagnino al lavoro in una spiaggia vicino a Genova

Secondo gli ultimi dati diffusi dalla regione Liguria, nelle ultime 24 ore il numero dei pazienti attualmente positivi sarebbe diminuito di 100 unità, arrivando a 3.618. Al momento i pazienti ricoverati in ospedale sarebbero 242, 12 in meno rispetto a ieri. Sale invece di un’unità il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, arrivando così a 19. In nuovi contagi nella regione sono invece 53, mentre i decessi sono 6. Il totale delle vittime di Covid-19 è arrivato così a 1.429.

Emilia-Romagna, il protocollo da seguire per aprire i centri estivi

Con la fine dello smart working e quello della scuola (in rete) c’è un problema all’orizzonte per i genitori: le vacanze estive. Le regioni sono al lavoro per definire gli ultimi dettagli dei protocolli necessari a permettere la loro riapertura: in Emilia-Romagna i genitori dovranno portare i figli ad orari differenziati e ci sarà un triage prima di accedere alle strutture, anche se non sarà richiesto il certificato medico. Obbligatorio il controllo della temperatura e per tutte le attività previste si dovrà indossare la mascherina.

Aifa ferma l’uso dell’idrossiclorochina fuori dagli studi clinici

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha sospeso l’uso dell’idrossiclorochina fuori dagli studi clinici.Il motivo è che ci sono state nuove evidenze cliniche che indicano un aumento di rischio per reazioni avverse, davanti a benefici scarsi o del tutto assenti. Nella nota di Aifa si legge anche che l’agenzia non ha mai autorizzato l’uso di idrossiclorochina a scopo preventivo per il Coronavirus, cosa che invece ha fatto (e ha dichiarato di fare) il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il sindaco Beppe Sala: «Se la Lombardia chiude, non lo dicano il giorno prima»

Ansa | Il sindaco Beppe Sala

Intervistato al Tg3, il sindaco di Milano Beppe Sala ha parlato della riapertura dei confini regioni prevista, anche per la Lombardia, a inizio giugno. I contagi nella regione infatti non stanno diminuendo come in altri territori e questo dato sta cominciando a mettere in discussione la possibilità della regione di riaprire insieme alle altre: «Non sarebbe un danno solo economico. In questo momento c’è voglia di uscire e chiedo al governo, oggi ho sentito anche il ministro Boccia, di non dircelo il giorno prima. La seconda cosa che chiedo al governo è in base a quali parametri si deciderà?».

Genova, Firenze, Perugia e L’Aquila. Dove sono arrivate oggi le Frecce Tricolore

Ansa/Andrea Solero |La pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolore

Continua il viaggio attraverso l’Italia della pattuglia acrobatica dell’Areonautica Militare. Dopo Milano e Torino, oggi sono arrivate a Genova, Firenze, Perugia e L’Aquila. In tutte queste città al loro passaggio hanno aperto i fumogeni, dipingendo in cielo un tricolore lungo decine di metri. Il loro viaggio durerà ancora altri tre giorni.

Veneto, dal 1 giugno le Rsa riaprono alle visite dei parenti

In Veneto ricominciano le visite per gli ospiti delle Rsa. Gli ingressi erano stati chiusi l’8 marzo per evitare nuovi contagi da Coronavirus. Ora le case di riposo potranno riaprire ai parenti, a partire dell’1 giugno. La regione fornirà le linee guida per accogliere sia i nuovi ospiti che i familiari. In tutta la regione esistono 330 Rsa che ospitano oltre 30mila persone.

Come poche settimane hanno trasformato la storia di Giulio Gallera

Ansa | L’assessore al Welfare della regione Lombardia Giulio Gallera

Il dominio internet era già pronto: giuliogallerasindaco.it. Certo, non è dato sapere quanto fosse concreto il progetto eppure all’inizio dell’emergenza Coronavirus sembrava che Giulio Gallera, l’assessore alla sanità lombardo, stesse gestendo al meglio la situazione: tra dirette Facebook quotidiane e misure d’urgenza per raddoppiare i posti in terapia intensiva. Poi qualcosa ha iniziato a scricchiolare. Le gaffe, una dopo l’altra, e i dubbi sulla gestione della sanità in Lombardia: dall’ospedale di Fiera Milano fino ai decessi delle Rsa. Cosa succederà ora all’assessore una volta finita l’emergenza?

Bonaccini apre alla candidatura a premier: «Non lo escludo, ma resto coi piedi per terra»

Ansa | Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini

Non esattamente una dichiarazione di guerra a Nicola Zingaretti, attuale segretario del Pd, ma forse un passo in avanti per cominciare a testare gli animi. Il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in un’intervista rilasciata a Marco Damilano ha aperto alla sua candidatura come premier per il Pd: «Non mi vedo come candidato premier, anzi mi chiedo ogni giorno se sono in grado di fare il presidente dell‘Emilia-Romagna. Resto con i piedi per terra, ma allo stesso modo non precludo nulla, ci si mette a disposizione se si ha passione politica per migliorare la cosa pubblica».

Il viceministro Sileri è sotto scorta. Le minacce sono arrivate sui fondi per l’emergenza Covid-19

Ansa | Il viceministro Pierpaolo Sileri

Il viceministro Pierpaolo Sileri si muove è sotto scorta da diversi giorni. È stato bersaglio di minacce di morte e tentativi di corruzione, soprattutto per i fondi dell’emergenza Coronavirus. La procurara di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per minacce gravi. «Più si sale in vetta, più tira il vento», ha commentato il viceministro ai microfoni di Rai Radio 1.

Arriva il primo ricorso al Tar contro la maturità in classe

ANSA/CLAUDIO PERI

Quella del 2020 è senza dubbio una delle Maturità più complesse e chiacchierate degli ultimi anni. Oggi, ad esempio, arriva il primo ricorso al Tar contro l’esame di Maturità in classe. L’iniziativa, che coinvolge 300 docenti e genitori riunitisi in un gruppo Facebook, chiede che l’esame di stato non si svolga in presenza. L’idea consiste nel permettere ai ragazzi di presentarsi in aula mentre gli insegnanti, che fanno parte delle commissioni, potrebbero rimanere a casa, collegandosi in videochiamata. Come stabilito dall’Inail, infatti, professori e collaboratori scolastici rientrano nella fascia di maggior rischio di contagio da Covid -19.

Fake news virali contro Italia: «Vogliono sovvertire e destabilizzare il nostro Paese»

È un allarme quello lanciato dal Copasir secondo cui la pandemia da Covid -19 «è stata al centro di una diffusa attività di disinformazione online, nella quale si sono inseriti attori statuali, attori strutturati, che intendono manipolare il dibattito politico interno, influenzare gli equilibri geopolitici internazionali, incitare al sovvertimento dell’ordine sociale e destabilizzare l’opinione pubblica in merito alla diffusione del contagio e alle misure di prevenzione e cura». A parlare è il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), Raffaele Volpi.

Nel Lazio 12 casi di contagio di cui 8 a Roma

YouTube

Sono 12 i nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore in Lazio. Il numero dei guariti è cresciuto di 29 unità per un totale di 3.430 mentre i decessi registrati sono 5 (in totale sono 693). Nello specifico, a Roma sono 8 i nuovi casi, uno dei valori più bassi mai registrato fino ad ora. Gli attuali casi positivi sono 3.538, i ricoverati 1.083, 59 in terapia intensiva. 41.798, invece, sono i test sierologici (a cui sono stati sottoposti gli operatori sanitari e le forze dell’ordine) con una percentuale di sieroprevalenza del 2,4%. Così sono stati scovati 81 casi asintomatici, positivi al tampone. Testate circa 10 mila persone al giorno.

Arriva il rimborso per gli abbonamenti di treni e trasporto pubblico locale

ANSA/Mourad Balti Touati | Una carrozza della metropolitana durante l’emergenza Covid-19 a Milano

Per due mesi gli italiani sono stati costretti a rimanere a casa, per rispettare le misure di contenimento della pandemia imposte dal governo e così non hanno potuto utilizzare gli abbonamenti, ad esempio, di treni, metro, bus e tram. Per questo motivo la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, in audizione in video conferenza alla Commissione Lavori Pubblici del Senato, a proposito dell’impatto dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese, ha annunciato di aver previsto, per i titolari di abbonamenti ferroviari e del trasporto pubblico locale «un rimborso mediante emissione di un voucher o attraverso il prolungamento della durata dell’abbonamento».

Test sierologici a pagamento e tamponi: dove si possono fare?

ANSA / MATTEO BAZZI

Sul sito della Regione Lombardia è già disponibile un elenco di laboratori, dove è possibile sottoporsi ai test sierologici a Milano. Si tratta di strutture che dovranno garantire «l’intero percorso compresa l’effettuazione del tampone nasofaringeo in tempi rapidi». Nello specifico, nella regione sono 15 i centri accreditati che già analizzano i tamponi per il servizio sanitario ai quali si dovranno aggiungere quelli delle strutture private. Per i tamponi il costo è di circa 60 euro. Intanto dall’8 maggio, a Torino, si possono effettuare test sierologici nelle cliniche private (badate bene, il test sierologico non sostituisce il tampone): il prezzo massimo è di 55 euro. Anche nel Lazio stessa procedura: il prezzo dei test sierologici, in questo caso, va dai 25 ai 44 euro.

I dati sui malati sono solo la punta dell’iceberg secondo il presidente dell’Accademia dei Lincei

YouTube | Giorgio Parisi

Secondo il presidente dell’ Accademia dei Lincei, il fisico teorico Giorgio Parisi, i dati sui malati di Covid-19 in Italia non sono altro che la punta di un iceberg. Lo ha detto nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Igiene e Sanità del Senato. «I casi riconosciuti sono 230.000 circa. Il numero vero è più alto. Le stime vanno dal mezzo milione a cinque milioni. Vediamo quindi la punta di un iceberg, ma non vediamo l’iceberg sommerso» ha dichiarato.

Viminale, 406 persone sanzionate e 11 attività chiuse

Ansa/Matteo Corner | Un carabiniere effettua controlli in zona Darsena a Milano

Secondo i dati diffusi dal Viminale sono 120.210 le persone e 36.936 le attività commerciali controllate dalle forze di polizia nell’ambito del rispetto delle misure anti contagio da Covid-19 anche nella fase 2 dell’emergenza sanitaria del Coronavirus. Sul totale delle persone controllate, sono 406 le sanzioni e 14 le denunce per falsa attestazione o dichiarazione e 2 per violazione dell’obbligo di allontanamento dall’abitazione per quarantena. I titolari di esercizi commerciali sanzionati, invece, sono stati in tutto 57; 11 le attività chiuse.

Arriva il paziente virtuale per evitare i test sugli animali

Arriva il paziente virtuale Uiss (Universal Immune System Simulator), un software nato in Italia, da un’idea dei ricercatori Francesco Pappalardo e Giulia Russo, esperti di Informatica del dipartimento di Scienze del Farmaco dell’università di Catania. Il software eviterà i test sugli animali consentendo, al tempo stesso, di accelerare sulla ricerca senza intaccare l’affidabilità dei risultati. Il gruppo di ricerca che ha messo a punto il paziente virtuale ha intenzione di presentare, entro l’autunno, un dossier all’Agenzia europea per i medicinali.

Il software è stato sperimentato per simulare da una parte la dinamica dell’infezione del virus, dall’altra per prevedere gli effetti di alcuni farmaci e vaccini (che proprio in queste settimane si stanno sperimentando in tutto il mondo). «Come ulteriore step ci stiamo impegnando a fornire evidenza alle autorità regolatorie per evitare del tutto cavie animali», hanno detto i ricercatori. Il paziente virtuale – ora utile per il Coronavirus – era già stato usato per la tubercolosi e per le malattie autoimmuni, in particolare la sclerosi multipla.

La chiamata dallo 06.5510 è per il test sierologico: non è una truffa

EPA/RUNGROJ YONGRIT

«I volontari e colleghi della Croce Rossa stanno lavorando senza sosta per questo servizio importante per le nostre comunità. Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso» ha detto il presidente della Croce Rossa, Francesco Rocca parlando dell’indagine sierologica avviata da ieri. Si effettuerà su un campione di 150mila italiani.

A Milano arriveranno 23mila tamponi al giorno

In tre settimane i laboratori di tutta la Lombardia faranno 8.300 tamponi in più al giorno «passando dall’attuale capacità giornaliera complessiva di 15.200 a 23.580», come spiegato dall’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera.

Da una parte, infatti, sono stati «siglati i primi contratti integrativi da parte di ATS Città Metropolitana di Milano con Cerba e da parte di ATS Brescia con Synlab, per una produzione incrementale destinata all’utilizzo pubblico (l’80% sull’aumento complessivo della produzione) rispettivamente di 1.600 e 5.200 tamponi al giorno», dall’altra, invece, si stanno rafforzando i laboratori con «l’installazione di estrattori e macchinari ad alta tecnologia che, a partire da oggi, porteranno ad innalzare la capacità».

Un rafforzamento che riguarderà l’ASST di Lecco, Niguarda di Milano, Lariana, Bergamo Est, Milano Ovest e l’IRCCS Policlinico «per ulteriori 1.580 tamponi al giorno». Solo così «il sistema lombardo riuscirà a migliorare questa delicata fase di contenimento del Covid-19 assicurando la realizzazione del tampone in modo tempestivo ai cittadini, in ospedale e sul territorio, in base a quanto previsto dalle normative regionali recentemente aggiornate».

Prime 7.300 chiamate per test sierologici, 60% indecisi

ANSA/FABIO FRUSTACI | Un veicolo speciale della Croce Rossa Italiana per il biocontenimento

Sono oltre 7.300 le chiamate fatte, solo ieri, dalla Croce Rossa ai cittadini italiani con l’obiettivo di invitarli a sottoporsi ai test sierologici, nell’ambito del grande piano di campionamento proposto dal governo italiano. Il 25% del campione ha detto di sì al test già al primo contatto mentre il 60% ha chiesto di essere ricontattato per vari motivi. Il 15%, infine, si è detto propenso anche se per il momento sta valutando se sottoporsi o meno al test, come riferisce la Cri.

Il 30% guariti Covid-19 avrà problemi respiratori cronici

ANSA/FILIPPO VENEZIA | Un’infermiera con un paziente Covid-19 al pronto soccorso presso l’isituto ospedaliero Fondazione Poliambulanza di Brescia

L’emergenza sanitaria del Coronavirus lascerà degli strascichi che, forse, ci porteremo dietro per sempre. Dopo l’infezione da Covid-19, infatti, i polmoni sono rischio per almeno 6 mesi e il 30% dei guariti avrà problemi respiratori cronici. La notizia arriva dal meeting della Società Italiana di Pneumologia (SIP) secondo cui i cosiddetti esiti fibrotici, cioè la cicatrice lasciata sul polmone dal virus, può comportare un danno respiratorio irreversibile. Insomma, una nuova patologia di domani e «una nuova emergenza sanitaria», come spiega lo pneumologo Luca Richeldi, membro del Cts. Per questo motivo bisognerà attrezzarsi e rinforzare le Pneumologie di tutta Italia.

In Veneto 8 nuovi casi di Covid-19

Nella Regione Veneto fino ad ora sono stati diagnosticati 19.105 casi di Covid-19, ovvero +8 nelle ultime 24 ore. I guariti, allo stato attuale, sono 14.788 mentre i decessi 1.886 (+8), sia in ospedale che su tutto il territorio (1.360 sono deceduti durante il ricovero, l’età media è di 81 anni). Gli attualmente positivi sono 2.431. Ad oggi sono stati ricoverati negli ospedali per acuti 5.526 soggetti positivi al virus di cui 3.302 dimessi direttamente a domicilio, 372 dimessi in strutture intermedie. 188 sono tuttora positivi su 492 attualmente ricoverati di cui 11 in terapia intensiva.

Dopo i Navigator arrivano i Distanziator

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Altro che Navigator, in Italia presto potrebbero arrivare i Distanziator, un esercito di 60mila persone chiamate dallo Stato a far rispettare il distanziamento sociale, per contenere la pandemia del Coronavirus. Resta da capire con quali modalità e soprattutto cosa si intende per incarico volontario. Verranno retribuiti? O assunti magari senza concorso? O il rischio, ed è questo che preoccupa, è che finiscano come gli altri lavoratori socialmente utili in un limbo di persone che attendono un reddito garantito e che sono chiamati a svolgere compiti poco chiari?

Lopalco: «Fra i giovani il virus circola in maniera subdola. Gli effetti della movida? Li vedremo a metà giugno, quando si ammaleranno i genitori»

IL TIRRENO | Il professor Pier Luigi Lopalco

«Gli effetti eventuali sull’epidemia degli assembramenti della movida in tutta Italia non li vedremo fra una settimana, ma più in là nel tempo, forse a metà giugno». A dirlo, commentando le immagini degli assembramenti davanti ai locali nel primo fine settimana dopo le riaperture della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus è Pier Luigi Lopalco, professore all’Università di Pisa e coordinatore scientifico della task force della Regione Puglia.

«Questo – spiega il professor Lopalco – perché la circolazione del virus tra i giovani non si scopre subito, ma si scopre in ritardo, perché quando circola fra i giovani il virus circola in maniera molto subdola, in maniera inapparente. Di conseguenza ci accorgeremo del contagio quando questi ragazzi trasmetteranno la malattia ai loro genitori».

Lopalco: «Sui social media serpeggiano informazioni negazioniste. Bisogna far capire ai giovani che il virus può colpire tutti quanti»

Sui social media «sta serpeggiando questa informazione un po’ complottista, un po’ negazionista del fatto che il virus, alla fine, è tutta un’invenzione – aggiunge il professor Lopalco – E soprattutto i giovani dicono: “Tanto a me che cosa può fare il virus?”».

«È vero, il virus nei soggetti giovani molto raramente dà una malattia grave, però dà infezione che può essere trasmessa. E quindi – prosegue – un ragazzo di 20 anni che vive con i suoi genitori, o che va a trovare il nonno, può essere un veicolo di contagio importante, quindi bisogna cercare, con un po’ di buonsenso e un po’ di buona comunicazione, far capire che il virus può colpire tutti quanti».

De Luca ha fatto scuola: da Sala a Raggi, i sindaci diventano sceriffi

ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI | La situazione sui Navigli di Milano, 22 maggio 2020

I sindaci italiani sono letteralmente «stremati» dalle riaperture della Fase 2 dell’emergenza Covid-19, così come dichiarato dal sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Tra movida, assembramenti, uso scorretto delle mascherine, i sindaci italiani non hanno molti strumenti a disposizione per scoraggiare comportamenti che potenzialmente potrebbero far nuovamente impennare la curva dei contagi.

E così tra multe, ordinanze, aumento di vigili urbani, moniti social e i neo-introdotti assistenti civici, i primi cittadini sia delle grandi metropoli italiane, così come quelli delle piccole città di provincia, sembrano sempre più dover applicare il modello del “governatorissimo” Vincenzo De Luca, ‘o sceriffo della Campania.

Da Nord a Sud le ordinanze si moltiplicano. A Milano il sindaco Beppe Sala ha vietato la vendita delle bevande alcoliche da asporto dopo le 19, a Roma la sindaca Virginia Raggi ha deciso di sanzionare con multe fino ai 500 euro chi abbandona i guanti usa e getta per strada. Ma la strada verso l’ordinaria amministrazione comunale sembra essere ancora lontana.

Roma, allo Spallanzani diminuiscono i pazienti in terapia intensiva. 456 dimessi dall’inizio dell’emergenza

ANSA/FABIO FRUSTACI | La sede dell’Istituto nazionale per le malattie infettive ”Spallanzani”, Roma 5 febbraio 2020

L’Ospedale Spallanzani di Roma ha diffuso l’ormai quotidiano bollettino sui pazienti affetti da Covid-19 presenti nella struttura. Ad oggi, 26 maggio, i pazienti presenti nell’Ospedale romano sono in totale 88. Di questi, 37 sono positivi al SARS-CoV-2, mentre 55 sono sottoposti a indagini. 8 pazienti necessitano di supporto respiratorio e si trovano pertanto ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’Istituto. Sin dall’inizio dell’epidemia i pazienti dimessi dalla struttura sono stati 456.

Zero vittime in Lombardia? L’Ats di Brescia corregge i dati della regione: «Da noi 2 morti domenica»

ANSA/ MARCO OTTICO | Medici e infermieri al lavoro nell’Ospedale di Brescia, 8 Aprile 2020

Aveva invitato alla «prudenza» l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, commentando il dato di 0 decessi registrati nella regione domenica 24 maggio. Un dato abbastanza anomalo per la regione più colpita d’Italia dalla pandemia di Coronavirus. Una prudenza adottata anche dal governatore lombardo Attilio Fontana: «Zero decessi è un dato che andrà preso con le pinze. Sicuramente è molto positivo come dato, però non illudiamoci che sia finita». I “zero decessi”, però, sono stati confermati ieri, a margine della quotidiana conferenza stampa della Regione sull’andamento dell’epidemia.

Il dato, però, continua a destare sospetti, anche in luce del report dell’Ats di Brescia di ieri, lunedì 25 maggio, che smentisce i dati del bollettino regionale. Nel bollettino dell’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia vengono infatti segnalati 12 decessi in più rispetto a sabato 23, 9 dei quali segnalati come “in ritardo” e quindi da attribuirsi alla settimana precedente. Inoltre, come evidenziato dal Giornale di Brescia, «l’Ats di Brescia segnala 2 decessi domenica, uno in ospedale, uno in Rsa». La domanda vien da sé: «Com’è possibile che la Regione non abbia questo dato?».

A destar dubbi non è solo il dato dei decessi, ma anche quello dei nuovi contagi che tra bollettino della Regione Lombardia e Ats «non è mai coinciso». Ieri, come evidenzia ancora il quotidiano bresciano, «nella sola Ats di Brescia i nuovi casi sono stati +50», ma nel bollettino regionale della Lombardia ne son stati comunicati solo +3.

Il presidente dei virologi italiani: «Il Coronavirus si sta indebolendo, è meno aggressivo, abbiamo le prove»

EPA/RUNGROJ YONGRIT | Immagine esemplificativa, esami in laboratorio

Una variante del Coronavirus «sta perdendo forza, è meno aggressivo», a tal punto da «risultare appena percettibile nei tamponi». A dirlo è il professor Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), anticipando uno studio condotto dai ricercatori della Asst Spedali Civili di Brescia. «Con l’avvio della stagione tardo-primaverile/estiva questi virus tendono a scomparire per motivi che ancora oggi non conosciamo di preciso – ha spiegato il professor Caruso – come pure non sappiamo perché partono a novembre-dicembre».

Pubblicato il codice sorgente dell’app Immuni

È stato pubblicato il codice sorgente delle app Immuni per iOS e Android. A comunicarlo, con una nota, il ministero dell’Innovazione. «È disponibile il codice sorgente delle versioni Ios e Android dell’app Immuni, il sistema di notifica delle esposizioni al virus Covid-19 che aumenterà precisione e tempestività nel ricorso a misure di prevenzione e cura», si legge sul sito del dicastero.

Il codice sorgente è il profilo dell’app espresso nel linguaggio informatico di programmazione. La sua diffusione, con il link sul sito del ministero, è un ulteriore passo in avanti nella realizzazione dello strumento. Non solo: sul sito del ministero dell’Innovazione guidato da Paola Pisano guidato da sono stati anche pubblicati una ventina di screenshot con cui viene finalmente svelato l’aspetto dell’app e le funzioni dall’avvio all’avviso di «rilevato contatto con una persona positiva al Covid 19».

Il nuovo modulo di autodichiarazione per gli spostamenti fuori regione

Così come preannunciato nella conferenza stampa del premier Conte del 16 maggio, cambiano le regole e soprattutto cambia – ancora una volta – il modulo di autocertificazione per gli spostamenti tra diverse regioni. Per spostarsi all’interno delle regioni non sarà più necessario il modulo di autocertificazione. Per gli spostamenti tra regioni diverse, sino al 3 giugno, sarà necessario compilare il nuovo modello di autocertificazione. Gli spostamenti tra una regione e l’altra saranno consentiti solo o per comprovate esigenze lavorative, o per motivi di salute, o per situazioni di necessità o ragioni di assoluta urgenza.

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