Covid-19, ultime notizie – A Cuba c’è un’altra provincia che comincia a preoccupare. In Italia Sileri torna sulla riapertura degli stadi: «Facciamola con regole rigide»

La Francia, dove stanno per entrare in vigore le nuove misure restrittive, ha registrato altri 15.700 casi nelle ultime 24 ore. I medici dell’Oms nel frattempo si sono rivolti all’Europa per chiedere maggiore tempestività e decisione per stabilizzare l’emergenza

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Superati i 32,2 milioni di casi di Coronavirus nel mondo, mentre le vittime sono arrivate a quota 983 mila. Secondo i dati della piattaforma gestita dalla Johns Hopkins University, il Paese più colpito sono ancora gli Stati Uniti, con 6,9 milioni di casi e oltre 202 mila decessi. Segue al secondo posto l’India è con 5,8 milioni di positività individuate, e terza per numero di vittime, più di 92 mila. Situazione invertita per il Brasile, terza per quanto riguarda i contagi totali, 4,6 milioni, ma secondo per vittime, quasi 140mila.

CUBA

EPA/Ernesto Mastrascusa | L’Avana, Cuba

Oltre a L’Avana, un’altra provincia è finita sotto l’attenzione del governo

Quando l’Italia stava affrontando il periodo più duro dell’epidemia di Coronavirus, sono stati molti i medici cubani che sono venuti nel nostro Paese per aiutare gli ospedali in difficoltà e capire come affrontare il virus se fosse arrivato a Cuba.

Ora nell’isola non è solo la provincia della capitale, L’Avana, a preoccupare, ma anche quella di Ciego de Avila, una zona più centrale. In tutta l’isola il totale dei nuovi contagi nell’isola è arrivato a 40, di cui 23 a L’Avana e 17 a Ciego di Avila. In tutto dall’inizio della pandemia i casi registrati sono stati 5.350, con 118 morti.

Dei casi totali, solo a L’Avana negli ultimi 15 giorni ne sono stati registrati 393, 242 a Ciago de Avila. Per adesso la pandemia non ha colpito qui come in altri Paesi. L’aumento dei casi di contagio, ormai vicino al record di agosto comincia però a impensierire il governo. Da fine luglio il virus è arrivato in 10 province.

ITALIA

ANSA / CIRO FUSCO | Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri

Sileri non molla: «Pensiamo a riaprire gli stadi»

Il dibattito sugli stadi è aperto, con buona parte (se non tutta) la comunità scientifica che sconsiglia di lasciarsi andare a nuove aperture quando la curva dei contagi sta salendo invece di calere. Eppure il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri oggi è tornato a ribadire la sua linea: «Si può pensare di riaprire gli stadi con un minimo di persone ma con regole veramente rigide, con estrema severità e tolleranza zero».

Anche se, specifica, tutto deve essere vincolato a un’osservanza stretta delle regole: «È qualcosa a cui si sta sicuramente lavorando ma direi prematuro con i numeri che vediamo oggi. La scuola è stata riaperta ed è stata la vera sfida perché intorno alla scuola ruotano non solo milioni di studenti e insegnanti ma le famiglie. Quindi osserviamo ciò che sta accadendo e proseguiamo su questa squadra con il rispetto delle regole».

Il governatore del Friuli-Venezia Giulia: «Pronti a intervenire»

ANSA/FILIPPO VENEZIA | Il presidente Presidente del Friuli-Venezia Massimiliano Fedriga

L’Italia non è fuori dal pericolo ma il peggio sembra essere passato nonostante il costante aumento dei casi, soprattutto negli ultimi giorni. «In questo momento mi sembra che non servano nuove ordinanze» ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine della firma del protocollo con Snam a Trieste parlando delle misure introdotte in alcune regioni italiane per contenere la pandemia. Una su tutte l’obbligo delle mascherine all’aperto in Campania.

«Ovviamente, è una situazione che si può modificare in brevissimo tempo e quindi dobbiamo essere pronti a intervenire in un senso o nell’altro, rispetto a un’evoluzione della pandemia che nessuno è in grado di prevedere con certezza» ha concluso, ricordando, ad esempio, che è obbligatorio l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi e all’aperto se non si riesce a rispettare il distanziamento sociale.

In totale 400 scuole hanno registrato casi tra alunni e docenti

ANSA/FABIO FRUSTACI | La scuola media in via dell’Olmata dell’istituto comprensivo ”Daniele Manin”, Roma 6 agosto 2020

A distanza di una prima settimana dalla ripresa della scuola in presenza il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli aveva detto di essere tutto sommato soddisfatto per i risultati raggiunti, citando come principale problema la mancanza di personale. Da allora è passata circa un’altra settimana e il bilancio complessivo è più drastico.

Nel Paese sono attualmente 400 le scuole già colpite da almeno un caso di Coronavirus e ben 75 sono state chiuse. Come scrive Il Sole 24 Ore, il maggior numero di casi sono avvenuti in Lombardia. Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna, seguita dalla Toscana e dal Lazio.

In circa 3 casi su 4 le misure sono scattate dopo che uno studente fosse risultato positivo (la percentuale per i docenti è pari al 13%). Analizzando i dati per città, a Roma le scuole coinvolte sono 19, a Bologna 14, a Milano sono 13.

A Trieste alunno positivo in una scuola media

ANSA/JESSICA PASQUALON

A Trieste un alunno della scuola media “Divisione Julia” è risultato positivo al Coronavirus. I compagni di classe, ovvero 17 studenti e 8 docenti, sono stati messi in quarantena. A renderlo noto è il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, in un tweet. Ospite di Ring, programma sull’emittente locale Telequattro, ha fatto sapere che è stato avviato il contact tracing su tutti i contatti.

Intanto oggi pomeriggio al via i tamponi sui 30 bambini dell’asilo privato di Cosenza dove una maestra è risultata positiva al Coronavirus. Le famiglie sono state convocate nella sede dell’Unità speciale di continuità assistenziale di Serra Spiga dove verranno eseguiti i tamponi sui bimbi e suoi loro familiari. Intanto alcuni genitori hanno fatto sapere di voler intraprendere azioni legali contro la direzione della scuola materna privata per «una mancata attenzione» da parte della responsabile dell’asilo e «un’evidente superficialità» nella gestione del caso.

Boccia: «Non possiamo permetterci un altro lockdown»

ANSA/FABIO FRUSTACI | Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia

«La vita vale più del business». Ha esordito così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in visita a Catania per la presentazione del progetto Ri-Pescato di Intesa Santapaolo e Banco Alimentare. Il riferimento è naturalmente all’importanza delle regole anti-Covid e al rigore a cui tutti sono chiamati.

«Non possiamo permetterci un altro lockdown» ha continuato Boccia, anticipando ogni possibile intervento «laddove ce ne sarà bisogno», ma auspicandosi che «i comportamenti rigorosi» condizionino positivamente l’andamento dei nuovi contagi. «Gli italiani hanno capito che la vita vale più del business» ha anche aggiunto «e che quest’ultimo si può fare in sicurezza» .

La riapertura degli stadi non convince gli scienziati

ANSA / ELISABETTA BARACCHI | La partita valida per la prima giornata del campionato di Serie A Parma – Napoli si è svolta allo stadio Ennio Tardini davanti a circa 1.000 spettatori, Parma 20 settembre 2020

Il governo è chiamato a decidere sulla riapertura degli impianti sportivi: le società di calcio lo chiedono a gran voce, al momento il Dpcm di agosto, in scadenza, consente l’ingresso negli stadi a un massimo di 1.000 persone. L’ipotesi ventilata negli ultimi giorni è di portare il limite massimo di spettatori fino al 25% della capienza dell’impianto. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, si è già detto contrario a questo rilassamento delle restrizioni: «La priorità è la scuola, non credo gli stadi abbiano la stessa priorità».

Anche gli esperti del Comitato tecnico scientifico sono scettici a riguardo: «Un conto è fare il tracciamento dei contatti stretti di una persona positiva se a un evento hanno assistito in 1.000. Altro conto è cercare tra decine di migliaia», dicono. Il rischio è che la macchina allestita per il contact tracing potrebbe collassare se messa sotto ulteriore sforzo. Ad ogni modo, la decisione sarà presa in seno al Cts il prossimo lunedì: sarà valutato il protocollo trasmesso a Palazzo Chigi dalla Conferenza delle Regioni.

FRANCIA

EPA/IAN LANGSDON | Una donna cammina con la mascherina al Louvre

Altri 15mila casi in 24 ore

Sono meno rispetto a ieri, ma comunque moltissimi: in Francia i nuovi casi positivi registrati nelle ultime 24 ore sono 15.797, portando così il totale a 536.289. Da ieri il numero di morti a causa del Covid riporta un aumento di 150 casi (da 31.511 a 31.661) anche se, chiaramente, non tuti sono avvenuti nelle ultime 23 ore. Non sorprende quindi che l’agenzia di sanità pubblica francese abbia avvertito venerdì che l’epidemia è «ancora in una fase ascendente».

Nel frattempo stanno per entrare in vigore le misure restrittive annunciate mercoledì sera dal ministro della Salute, Olivier Véran. Variano da territorio a territorio, in base alla classificazione in “zona di allerta avanzata” o “zona di massima allerta”.

A Marsiglia – che detiene il “record” per il tasso d’incidenza della malattia più alto di tutte le città in Francia- , da domenica sera tutti i bar e ristoranti verrano chiusi. Anche a Parigi, inclusa la periferia interna, saranno imposte, da sabato, nuove misure restrittive per fermare la diffusione del virus.

«No multe a chi riapre», la rivolta di Marsiglia

EPA/GUILLAUME HORCAJUELO | Marsiglia, Francia

Caos in Francia dove è in corso la rivolta di Marsiglia contro la stretta sulle regole sanitarie, volute fortemente dal governo, come la chiusura di bar e ristoranti. La vicesindaca di Marsiglia, Samia Ghali, ha detto alla tv BFM che la «polizia municipale non farà le multe ai ristoranti e ai bar aperti». Si va allo scontro.

«Loro – ha detto – hanno altri compiti. Preferirei che la polizia si trovasse dove c’è bisogno, dove ci sono violenze, furti, traffico di droga, non a fare multe a commercianti che cercano di guadagnarsi la vita e far funzionare l’economia del paese». In tutto, in Francia, sono 536 mila i contagi con oltre 31 mila vittime, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University.

A Marsiglia i commercianti protestano in piazza

Covid-19 in Francia
AFP/PATRICK HERTZOG | Sanificazione dei mezzi pubblici a Strasburgo, Francia

Continuano a valere le regole restrittive del governo di Francia per riuscire ad arginare l’ondata di contagi da coronavirus. Ma la chiusura di di bar e ristoranti ha suscitato le proteste di centinaia di commercianti che scesi oggi in piazza a Marsiglia hanno protestato contro le misure. Davanti al Tribunale del commercio le invettive sono state soprattutto contro il ministro della Salute Olivier Véran, che proprio oggi pomeriggio sarà in visita nella città per incontrare i medici di uno degli ospedali attualmente più in difficoltà per sovraccarico di pazienti.

Ieri i contagi hanno raggiunto un picco record con 16.000 nuovi casi nelle ultime 24 ore. Appena due giorni fa invece il ministro aveva annunciato la chiusura totale di bar e ristoranti per 15 giorni provocando la rivolta di molti. Tra i protestanti anche la sindaca ecologista di Marsiglia, Michèle Rubirola che a definito le nuove regole come un vero e proprio «affronto alla città». Alle accuse dei commercianti preoccupati si sono uniti esponenti sia di destra che di sinistra tramite un appello di 50 firme, mentre Renaud Muselier , presidente della regione Provenza-Alpi-Costa azzurra, ha annunciato la presentazione di un ricorso contro il decreto del governo.

OMS

ANSA | Organizzazione mondiale della sanità

L’Oms mette in guardia l’Europa

Secondo Michael Ryan, il capo dell’unità di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)i decessi per Covid potrebbero superare quota 2 milioni di persone prima che il vaccino anti-Covid diventi disponibile su larga scala. Attualmente i decessi a causa del virus sono 984.906, quindi meno della metà.

«Siamo pronti a fare ciò che è necessario per evitare quella cifra? Il momento di agire è adesso», ha aggiunto Ryan che rivolto un altro monito nello specifico all’Europa, dove l’aumento nei casi ma anche dei ricoveri è preoccupante. «L’Europa ha molto lavoro da fare per stabilizzare la situazione e portare i contagi sotto controllo».

Anche Dr. Maria Ven Kerkhove dell’Oms ha aggiunto un’ulteriore nota di cautela, dichiarando che «siamo alla fine di settembre e non abbiamo ancora incominciato la stagione influenzale». Unica nota positiva è il fatto che i ricoveri più tempestivi in ospedale e l’uso del desametasone stavano aiutando a salvare vite.

REGNO UNITO

AFP/OLI SCARFF | Londra, Regno Unito

Nuovo picco, 6.874 casi in 24 ore

Nel Regno Unito si registra un nuovo picco di casi di Coronavirus da maggio, stando ai dati giornalieri diffusi dal governo. In tutto sono 6.874 i contagi nelle ultime 24 ore contro i 6.634 di ieri. Si ferma a 40, invece, il numero giornaliero dei morti, escludendo la Scozia che, invece, non ha fornito statistiche.

La somma di persone ricoverate in ospedale e in terapia intensiva resta decisamente più bassa rispetto a quella dell’Italia, rispettivamente a quota 1.616 (contro 2.737) e 228 (contro 244). Intanto sale di un altro decimale, tra 1,2 e 1,5 contro 1,1 e 1,4 della settimana scorsa, il tasso nazionale d’infezione da Covid-19, come rende noto il governo britannico. La soglia di rischio dell’indice Rt è calcolata dalle autorità sanitarie da quota 1 in su.

AFRICA

EPA/AKINTUNDE AKINLEYE

In Africa diminuzione dei casi

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’Africa ha scampato l’aumento esponenziale di casi di Coronavirus forse grazie alla bassa densità della sua popolazione, al clima caldo e umido e alla giovane età dei suoi abitanti (i più vulnerabili restano sempre gli anziani).

«La trasmissione del Coronavirus in Africa è stata contrassegnata da un numero relativamente inferiore di infezioni, diminuite negli scorsi due mesi», ha spiegato l’Oms in una dichiarazione. L’agenzia dell’Onu per la salute ha rilevato che alcuni dei Paesi africani più colpiti dal Covid, come Algeria, Camerun, Etiopia, Ghana, Costa d’Avorio, Kenya, Madagascar, Nigeria, Senegal e Sudafrica hanno registrato un costante calo delle infezioni negli ultimi due mesi.

ISRAELE

EPA/ABIR SULTAN | Tel Aviv, Israele, 25 settembre

Oltre 7.500 casi in 24 ore

Dopo aver registrato oltre 7.500 nuovi contagi da ieri, in Israele è partito un nuovo lockdown. Durerà fine delle festività ebraiche, l’11 ottobre. Il primo lockdown, introdotto durante la fase invernale più acuta dell’epidemia, a inizio 2020, era finito a maggio quando il governo aveva deciso di allentare le restrizioni. Da allora, i casi sono tornati ad aumentare, in modo più aggressivo nelle ultime settimane.

Come riferiscono i media israeliani a partire da oggi chiuderanno tutte le attività non considerate “essenziali”. Anche le sinagoghe resteranno chiuse ad eccezione dello Yom Kippur, che inizia domenica. Altrimenti, saranno consentiti solo preghiere all’aperto con un massimo di 20 persone presenti.

Anche le manifestazioni di carattere politico potranno avere luogo soltanto in maniera limitata, con solo 20 persone alla volta, il che potrebbe porre fine alle grandi manifestazioni contro Netanyahu, attualmente sotto processo con l’accusa di corruzione e frode. Da settimane i manifestanti si radunano ogni settimana davanti alla residenza del primo ministro a Gerusalemme per chiedergli di dimettersi.

OLANDA

EPA/KOEN VAN WEEL | Amsterdam, settembre 2020

Altre 2.777 casi nelle ultime 24 ore

Nuovo record in negativo in Olanda che registra 2.777 nuovi casi di Coronavirus nelle ultime 24 ore. L’ultimo record negativo risale a ieri, giovedì 24 settembre, quando i nuovi casi positivi erano stati 2.544. Ma si tratta soltanto del più recente dato in quella che è stata descritta come la seconda ondata di Coronavirus nel paese di circa 17 milioni di cittadini.

Nei giorni scorsi il primo ministro olandese Mark Rutte aveva invitato la popolazione a ritrovare «un senso di urgenza» nel rispetto delle regole di distanziamento fisico per arginare la diffusione del virus. Nel frattempo, scuole e bar sono rimasti aperti nel Paese e l’obbligo di indossare la mascherina è stato applicato soltanto al trasporto pubblico.

In conferenza stampa oggi il premier olandese però ha annunciato nuove restrizioni che entreranno in vigore in 8 regioni del Paese, a partire dalle 18 di domenica. Tra queste troviamo anche nuove limitazioni all’orario di apertura dei locali e nel numero massimo dei raduni, che saranno limitati a 50 persone.

UNIONE EUROPEA

EPA | Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel

Il presidente del Consiglio europeo negativo al Covid, quarantena finita. Borse in calo

Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, non è più in quarantena. A farlo sapere è la portavoce Barend Leyts su Twitter. «Continua a preparare il vertice straordinario Ue dell’1 e 2 ottobre» ha scritto. Oggi Michel si è sottoposto al test per il Covid-19 ed è risultato negativo, confermando l’esito dell’esame di lunedì. Michel, proprio negli scorsi giorni, aveva deciso di rimandare il summit, previsto per il 24 e 25 settembre, poiché una delle sue guardie del corpo era risultata positiva.

Intanto le borse europee si appesantiscono anche a causa del rialzo del numero dei contagi. Le peggiori risultano essere Parigi e Francoforte, entrambe –2%, precedute da Milano (-1,9%), Madrid (-1,32%) e Londra (-0,8%). Tra i titoli più colpiti ci sono quelli dei produttori di semiconduttori Dialog (-4,23%), Stm (-3,51%) e Infineon (-3,35%).

GIAPPONE

Tokyo - Giappone
EPA | Tokyo, Giappone

Tra gennaio ed agosto chiuse 35 mila attività commerciali

Settimana nera per i lavoratori in Giappone, oltre 60 mila contratti sono stati terminati a causa della grande crisi economica provocata dalla pandemia da Covid-19. L’allarme arriva dal ministero del Lavoro con dati che al 23 settembre registrano una perdita di 60.440 impieghi. Una situazione preoccupante per i lavoratori a cui al momento non viene data prospettiva futura di certo più rassicurante. La tendenza secondo i dati sarebbe in fase di accelerazione soprattutto con l’ombra di una seconda ondata di contagi.

La settimana nera di metà settembre ha rilevato quasi 5.000 impiegati senza più lavoro, un numero mai finora raggiunto da febbraio. Oltre ai dati del ministero anche quelli di una ricerca indipendente della Tokyo Shoko Research. Si parla di chiusura record di 35.000 attività commerciali tra gennaio ed agosto, con un 24% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ristorazione, settore manifatturiero, alberghi e commercio al dettaglio i principali settori colpiti, in cui la riduzione del personale si è rivelata l’unica strada per riuscire ad andare avanti. Attualmente il Paese registra 80.600 infezioni con più di 1.500 decessi in tutto.

INDIA

EPA/JAIPAL SINGH | Jammu, India

Segnalati altri 86.052 nuovi casi

Se la diffusione del virus proseguirà a questo ritmo, l’India potrebbe diventare presto il Paese più colpito al mondo dal Sars-CoV-2. Nel secondo Stato più popoloso dell’Asia, da fine agosto, si registrano giornalmente più di 80 mila nuovi casi. I dati del ministero della Salute di venerdì, 25 settembre, indicano 86.052 nuovi casi di positività.

Nelle ultime 24 ore, hanno perso la vita 1.141, portando il totale dei decessi alla cifra di 92.290. Il tasso di mortalità è pari all’1,6% e, segnalano gli esperti, è relativamente basso. Le persone attualmente infette, al momento, sono 970.116. Gli Stati indiani con il numero più alto di contagi sono il Maharashtra, l’Andhra Pradesh e il Tamil Nadu.

STATI UNITI

EPA/Peter Foley | Central Park, New York, USA

Il Coronavirus continuerebbe a mutare

Con l’aumento dei casi negli Stati Uniti, alcuni esperti ritengono che il Sars-CoV-2 muti più del previsto. E sarebbe questa propensione al cambiamento a rendere il virus più contagioso. A dirlo, uno studio americano che ha analizzato 5 mila sequenze genetiche del nuovo Coronavirus. Le mutazioni, secondo i risultati della ricerca, non avrebbero modificato gli effetti del virus sull’uomo o aumentato la letalità nei pazienti colpiti.

David Morens, virologo del National Institute of Allergy and Infectuous Diseases, ha commentato lo studio sottolineando che, proprio a causa delle continue mutazioni del virus, i vaccini che andranno sul mercato dovrebbero essere modificati di anno in anno, proprio come avviene con gli antinfluenzali. Intanto la situazione in America continua a peggiorare: nelle ultime due settimane, venti Paesi degli Stati Uniti hanno registrato un incremento superiore al 5% dei casi Covid.

Foto in copertina di repertorio: EPA/YESHIEL PANCHIA

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