Sanremo, l’ovazione per Sal Da Vinci, il messaggio contro il bullismo di Sarullo e lo show di Alicia Keys: cos’è successo nella terza serata – Foto e video

Si è conclusa anche la terza serata del Festival di Sanremo 2026. Carlo Conti e Laura Pausini, mano nella mano, sono stati accolti dall’entusiasmo del pubblico in sala. Dopo un vivace scambio di battute, i due hanno aperto ufficialmente la serata introducendo l’attesissima finale delle Nuove Proposte, condotta da Gianluca Gazzoli. Ad aggiudicarsi la vittoria è stato Nicolò Filippucci con il brano Laguna. La sua sfidante, Angelica Bove con la canzone Mattone, ha invece conquistato il premio della Critica.
La gara dei 15 Big
Conclusa la sfida delle Nuove Proposte, ha preso il via la gara dei Big: al Teatro Ariston si sono alternati i 15 artisti che non sono saliti sul palco nella serata di mercoledì 25 febbraio. Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale, Sal Da Vinci: sono le prime cinque posizioni, senza ordine di piazzamento, della puntata di giovedì 26 febbraio. Alla conduzione della puntata, accanto a Conti e Pausini, anche Irina Shayk e Ubaldo Pantani. Tra i super-ospiti attesi Eros Ramazzotti e Alicia Keys, Virginia Raffaele e Fabio De Luigi.
Alicia Keys a Sanremo, duetto con Eros non parte per problemi tecnici
Alicia Keys, superospite della terza serata di Sanremo, è entrata all’Ariston tra gli applausi. «È vero che hai nel sangue un po’ di Italia?» le ha chiesto Carlo Conti. «Certo lo sapete tutti e se non lo sapete è un problema». «I suoi nonni erano siciliani», ha detto il direttore artistico. L’artista ha cantato per la prima volta dal vivo e in esclusiva mondiale L’Aurora con Ramazzotti ma problemi tecnici hanno fermato l’esibizione. La cantante ha detto riferendosi ad Eros: «Non può sentire» e Conti ha lanciato la pubblicità per dare modo ai tecnici di sistemare tutto. Poi, il duetto sulle note de L’Aurora, e l’esibizione da solista al pianoforte con il brano di Empire State of Mind, ma cambia le parole New York con Sanremo.
February 26, 2026
A Sanremo messaggio contro il bullismo. Paolo: «Stop alla violenza sui giovani»
Carlo Conti ha raccontato la storia di Paolo Sarullo, il ragazzo di Albenga aggredito all’uscita da una discoteca da un gruppo di coetanei che volevano sottrargli il monopattino. Dopo un pugno, Paolo cade a terra e batte la testa. In ospedale gli salvano la vita ma l’esito è terribile: è condannato a rimanere su una sedia a rotelle. Durante il percorso di riabilitazione – ha spiegato Conti – sente la forza dei medici e l’amore della famiglia e fa progressi inattesi.
Dopo l’appello da lui fatto a Storie italiane per partecipare a Sanremo, vista l’impossibilità di averlo all’Ariston, le telecamere del Festival sono andate nel centro di riabilitazione che lo ospita. In collegamento, Paolo è appaso sul maxischermo del Festival e ha lanciato un sentito appello: «Stop alla violenza giovanile». Ha, inoltre, accennato Balorda nostalgia, la canzone vincitrice di Sanremo 2025, del suo cantante preferito, Olly. Alla domanda di Conti «hai perdonato i tuoi aggressori?», il ragazzo ha risposto «sì». «Non deve più accadere a nessuno» ha sottolineato, prima di concludere «Non si molla un cazzo», rispondendo all’incitazione di Conti a non arrendersi.
L’energia dei The Kolors
Fuori dall’Ariston si balla con i The Kolors a ritmo di ItaloDisco, Un ragazzo incontra una ragazza e Tu con chi fai l’amore. E sul palco a sorpresa a dare man forte Fru dei The Jackal.
Ubaldo Pantani e il suo Lapo Elkann
In quota comicità c’è invece Ubaldo Pantani: in completo tricolore come Lapo Elkann, “confonde” Sanremo con Che Tempo che Fa di Fazio, dove è ospite fisso. «Sono Carlo Conti» gli dice il padrone di casa. «Con gli occhiali da vista non ti avevo riconosciuto, faccio sempre confusione tra voi conduttori Rai». «Ma siamo su Rai1, non al Nove…». E lui ribatte: «Rai9 fa parte del grande bouquet di Sky, un’eccellenza italiana». A fine serata propone un brillante blob di allenatori, da Massimiliano Allegri a Luciano Spalletti, dal ct della Nazionale Rino Gattuso all’ex portierone Gigi Buffon, e di giornalisti, da Bruno Vespa a Massimo Giletti a Mario Giordano.

Heal the World, Pausini e il Piccolo Coro per «un mondo senza guerre»
Il pianoforte, i piccoli cantori del Coro dell’Antoniano e del Coro di Caivano e le note di Heal the World: Laura Pausini emoziona Sanremo con un’intensa performance sul celebre brano di Michael Jackson. Il senso è raccolto nella scritta sullo sfondo dell’Ariston, Make Music Not War, e nelle parole dell’artista: «Vogliamo tutti un mondo senza guerre e le vogliamo per loro». Tutti vestiti di bianco, i bambini scendono in platea accolti dagli applausi del pubblico. E per provare che non solo “tutti cantano Sanremo”, come recita il claim del festival, ma anche “tutti cantano lo Zecchino d’oro”, scatta il karaoke sui grandi successi, dalle Tagliatelle di Nonna Pina a 44 Gatti.

A Mogol il premio alla carriera, standing ovation all’Ariston
«Ecco la storia della musica italiana», dice Carlo Conti introducendo sul palco dell’Ariston, Giulio Rapetti Mogol, festeggiato con il premio alla carriera a pochi mesi dai 90 anni che compie il prossimo 17 agosto. Tutto l’Ariston è in piedi per lui. «Un’accoglienza così mi ha commosso», dice Mogol ricordando di aver «depositato 1776 canzoni alla Siae e venduto 523 milioni di dischi nel mondo, anche se non ci crede nessuno». Sullo sfondo scorrono le immagini delle mille hit entrate nella memoria collettiva, da Un’avventura a La spada nel cuore, da La prima cosa bella a L’emozione non ha voce.
Conti gli consegna un premio per la sua prima canzone depositata il 2 febbraio 1960, Precipito!, la targhetta dedicata alla Cucina italiana patrimonio dell’umanità Unesco e infine il premio alla carriera «con un gigantesco, enorme grazie», dice il direttore artistico. In chiusura, chiede all’autore quale sia la sua canzone preferita, ed è Dormi amore, scritta con Gianni Bella e interpretata da Adriano Celentano nel 2007: «L’ho dedicata a mia moglie, che ha molti anni meno di me, parlo di cosa sarà la sua vita e cosa sarà la mia quando non sarà più la mia vita, ma ci sopravviverà il nostro amore».
February 26, 2026
Irina Shayk applaudita a Sanremo: «Carlo sono qui per te»
Nero, pizzo, trasparenze, guanti e brillantino tra i denti per Irina Shayk che affronta la scalinata dell’Ariston tra gli applausi accompagnata dalla canzone Unstoppable di Sia. «Buona sera Sanremo, sono felice di essere qui con tutti voi» dice in italiano. Carlo Conti le chiede come mai è venuta. «Carlo sono qui per te» dice la top model sempre in italiano. E il direttore artistico se lo fa ripetere due volte, scatenando le risate di Laura Pausini. E qual è il tuo cantante preferito chiede la cantante: «Ovviamente tu – risponde Shayk in inglese – ma anche Mina e Adriano Celentano, amato molto anche da mia madre».
