Chi ha vinto, chi ha perso in Europa. I risultati delle europee visti da Bruxelles

Il Partito Popolare Europeo ha conquistato 179 seggi. Al secondo posto Socialisti e Democratici con 150 seggi. Terzo gruppo Alde, 107 seggi

Il primo dato è in linea con le aspettative. Nelle elezioni europee i consensi ai sovranisti ci sono stati, ma non abbastanza da conquistare l’Europa. In tutto il continente mancano le ultime sezioni da scrutinare, per alcuni Paesi si parla ancora di stime e non di risultati effettivi, eppure si può già dire che queste elezioni hanno cambiato sì, ma senza stravolgerlo, il volto del Parlamento Europeo.

La Lega in Italia, Rassemblement National in Francia, il Brexit Party nel Regno Unito. Tutte forze sovraniste che migliorano i risultati rispetto alle elezioni precedenti. Il caso eccezionale è proprio quello del Brexit Party di Nigel Farage: costituito a fine gennaio, rappresenterà un Regno Unito che a ottobre dovrebbe uscire dall’Unione Europea.

Parlamento Europeo, vince il Ppe dietro S&D e Verdi

Le proiezioni ufficiali hanno consegnato la porzione più ampia del Parlamento di Strasburgo al Partito Popolare Europeo (Ppe), formazione moderata di destra a cui storicamente aderisce Forza Italia. Per loro 179 dei 751 seggi a disposizione.

In percentuale avrebbero il 23,83% dei voti. L’affluenza media sui Paesi che hanno partecipato al voto è stata del 50,94%. L’Italia è sopra questa soglia, con il suo 54,50%.

Il secondo blocco in ordine di grandezza è quello dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici (S&D). A questa forza, di cui fa parte anche il Pd, sono stati assegnati 150 seggi. Per loro il 19,97% dei voti.

Terzo gruppo, con 107 seggi e il 14,25% dei voti, è Alde. Uno schieramento formato da Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, Renaissance e USR PLUS. Alde è un gruppo moderato, di centro e europeista. I Verdi/Ale sono quarti con 70 seggi e il 9,32% dei voti.

Seguono Conservatori e Riformisti europei (Ecr) e Europa delle Nazioni e della Libertà (Enl), entrambi con 58 seggi. Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (Efdd) con 56 seggi arriva settimo. Il Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (Gue/Ngl) è ultimo con 38 seggi. Altri 35 seggi sono per ora assegnati a non iscritti, neoletti o appartenenti a un gruppo registrato nella scorsa legislatura.

Italia, Lega in trionfo. Crolla il M5s e il Pd è il secondo partito

Per Matteo Salvini è una vittoria senza precedenti. Nel 2014, alle ultime elezioni europee, la Lega aveva ottenuto poco più del 6% dei voti. Nel 2018, alle elezioni politiche, è arrivata al 17%. Ora ha superato il 30%. E il vicepremier non ha esitato a celebrare la vittoria sui social.

In estrema sintesi, il quadro italiano dopo il voto si presenta così:

  • La Lega trionfa superando il 34% dei voti, trainata soprattutto dai consensi ottenuti al nord e al centro;
  • Il M5s ottiene il peggior risultato di sempre, il 16,57%, e diventa il terzo partito italiano. Il movimento guidato da Di Maio potrebbe aver pagato la scarsa affluenza al Sud, il suo principale bacino elettorale, rispetto alle elezioni politiche;
  • Il Partito Democratico guadagna 6 punti rispetto alle politiche e scavalca il M5s, collocandosi al secondo posto con un punteggio che ruota intorno al 23% dei voti.

Regno Unito, il Brexit Party supera i partiti di governo

Nel Regno Unito vince il partito euroscettico di Nigel Farage, il Brexit Party, fondato pochi mesi fa. I conservatori di Theresa May, che da poco ha annunciato le dimissioni, hanno ottenuto meno della metà delle preferenze rispetto al 2014.

Anche il Labour è uscito parzialmente sconfitto, perdendo circa dieci punti percentuali e subendo cali pesanti in alcuni collegi chiave, come quello elettivo del leader Jeremy Corbyn, ovvero Islington, Londra.

  • Brexit Party: 31,71%
  • Liberal Democrats: 18,55%
  • Labour Party: 14,05%
  • Green Party: 11,09%
  • Conservative and Unionist Party: 8,71%
  • United Kingdom Independence Party: 3,57%

Francia, Marine Le Pen supera Emmanuel Macron

Il Rassemblement National di Marine Le Pen vince le elezioni europee. Con il 23,43% dei voti, la lista ha battuto quella capeggiata da Nathalie Loiseau e sostenuta da Emmanuel Macron, che si è fermata al 22,31%.

Appena un punto percentuale di distanza, ma abbastanza per permettere a Le Pen di decretare la sconfitta di Macron e addirittura per chiedere al Presidente di sciogliere l’Assemblea Nazionale.

  • Rassemblement national: 23,53%
  • Coalition Renaissance: 22,47%
  • Europe écologie-Les verts: 13,13%
  • Les Républicains – Union de la droite et du centre: 8,20%
  • Coalition Envie d’Europe écologique et sociale: 6,43%
  • France insoumise: 6,30%

Spagna, vincono i socialisti di Pedro Sanchez

Due i risultati chiave per tracciare l’andamento della politica spagnola. Pedro Sanchez e il Psoe consolidano il primato a livello nazionale dopo la vittoria alle legislative dello scorso 28 aprile. Il partito al governo è la prima forza nel blocco dei socialisti e democratici europei, in Spagna ottiene il 32,84% e porta a Strasburgo 20 deputati.

Il partito popolare, centro destra, è staccato al 20,13% ma riesce a ottenere un’importante vittoria a Madrid. Il voto per il Comune della capitale esprime una maggioranza di destra, formata dall’alleanza tra Partito popolare, Ciudadanos e l’estrema destra di Vox.

  • Partido Socialista Obrero Español + Partido de los Socialistas de Cataluña: 32.84%
  • Partido Popular: 20.13%
  • Ciudadanos – Partido de la Ciudadanía: 12.18%
  • Coalition Unidas Podemos Cambiar Europa: 10.05%
  • VOX: 6.20%
  • Coalition Ahora Repúblicas: 5.64%
  • Coal Lliures per Europa: 4.60%

Germania, prima la Cdu ma i Verdi sono la vera sorpresa

I vincitori di questa tornata elettorale europea in Germania sono i Verdi di Grüne che trainati dal voto giovanile (sono il primo partito fra gli elettori fra i 18 e i 29 anni) raddoppiano i loro consensi rispetto al 2014 e arrivano oltre il 20%. In calo, ma tiene al 28,7%, la Cdu della cancelliera Angela Merkel. Crollano i socialdemocratici (15,60%), mentre non sfondano gli alleati di Matteo Salvini, i sovranisti di destra dell’Afd. 

Gli ambientalisti si impongono soprattutto nei grandi centri metropolitani (sono il primo partito a Berlino e Monaco), ma non riescono a conquistare i Land dell’ex Germania dell’Est dove invece è forte l’Afd. In Germania vince anche l’Europa: il partiti europeisti (CDU, Verdi, SPD, CSU e FDP) insieme arrivano al 70% dei consensi.

  • CDU – CSU: 28,70%
  • GRÜNE – Bündnis 90/Die Grünen: 20,70%
  • SPD – Sozialdemokratische Partei Deutschlands: 15,60%
  • AfD – Alternative für Deutschland: 10,80%
  • DIE LINKE – DIE LINKE: 5,40%
  • FDP – Freie Demokratische Partei: 5,40%
  • Die PARTEI: 2,40%
  • FREIE WÄHLER – FREIE WÄHLER: 2,10%
  • Tierschutzpartei – PARTEI MENSCH UMWELT TIERSCHUTZ: 1,40%
  • ÖDP – Ökologisch-Demokratische Partei: 1,00%

Austria, gli effetti dello scandalo Ibiza

In Austria a queste elezioni europee si è imposto OVP, il partito popolare del Cancelliere Sebastian Kurz che ha conquistato il 34,5% dei consensi. Crolla invece FPO, il partito sovranista alleato della Lega di Matteo Salvini e che era al governo con OVP prima di essere travolto dal cosiddetto scandalo Ibiza.

I blu conquistano solo il 17,5%, due punti in meno delle scorse europee, ma ben otto punti sotto il risultato delle ultime elezioni politiche del 2017.

  • ÖVP – Österreichische Volkspartei: 34,90%
  • SPÖ – Sozialdemokratische Partei Österreich: 23,40%
  • FPÖ – Freiheitliche Partei Österreichs: 17,20%
  • GRÜNE – Die Grünen – Die Grüne Alternative: 14,00%
  • NEOS – NEOS – Das neue Österreich: 8,70%

Malta, affluenza record alle urne

Il Partito laburista di Joseph Muscat consolida la sua leadership nella politica maltese. Con quasi 52mila preferenze, il centrosinistra a Malta sfiora il 56% dei consensi. Si tratta della più larga vittoria politica nella storia della Repubblica di Malta. Male il Partito nazionalista: la forza politica di Adrian Delia sognava di compromettere la tenuta del governo nazionale attraverso un risultato positivo alle elezioni europee. Non è successo, e il 37% in un panorama politico fortemente bipartitico mette a dura crisi la tenuta interna al Partito nazionalista.

Le forze politiche minori dell’arcipelago si fermano a un totale del 7%, non sufficiente per mandare un proprio deputato al Parlamento europeo. La ripartizione dei sei seggi spettanti a Malta è così suddivisa: tra i laburisti sono stati eletti quattro eurodeputati, Miriam Dalli, Alfred Sant, Alex Agius Saliba e Josianne Cutajar. Per i nazionalisti torna in Europa Roberta Metsola insieme a David Casa.

Malta è da sempre uno dei Paesi che esprime la più alta partecipazione alle urne. In questa tornata c’è stata una contrazione del 2,2% rispetto al 2014, ma l’affluenza al 72,6% è una delle più alta in Europa. Probabilmente sarà la più alta nei Paesi dove la partecipazione alle urne non è obbligatoria.

  • PL/MLP – Partit Laburista/Malta Labour Party: 55,90%
  • PN/NP – Partit Nazzjonalista/Nationalist Party: 36,20%
  • Altri partiti – Altri partiti: 7,90%

Belgio, un Paese spaccato a metà

Il Paese è politicamente diviso. Le Fiandre hanno visto una forte ascesa del partito di estrema destra Vlaams Belang che si è portato al 20%, un salto di 14 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni. Al primo posto si è mantenuto, nonostante abbia perso popolarità, il partito conservatore Nuova Alleanza Fiamminga, al 28%.

In Vallonia, la regione francofona dove si trova Bruxelles, la situazione è invece molto diversa. Il Partito Socialista si è posizionato al primo posto, al 23% e Ecolo, il partito dei verdi, ha avuto un grande successo, raggiungendo il 21%.

  • N-VA – Nieuw-Vlaamse Alliantie: 13,47%
  • VI.Belang – Vlaams Belang: 11,45%
  • PS – Parti Socialiste: 10,50%
  • Open VLD – Open Vlaamse Liberalen en Democraten: 9,58%
  • CD&V – Christen-Democratisch & Vlaams: 8,73%
  • ECOLO – Ecologistes Confédérés pour l’Organisation de Luttes Originales: 7,83%
  • MR – Mouvement Réformateur: 7,59%
  • Groen – Groen: 7,43%
  • sp.a – Socialistische Partij – Anders: 6,13%
  • PTB-PVDA – Parti du Travail de Belgique: 5,74%

Olanda, neanche qui vincono i sovranisti

Anche in Olanda il partito sovranista del giovane leader carismatico Thierry Baudet non è stato all’altezza delle aspettative. È arrivato quarto, con il suo Forum per la Democrazia, dopo il partito del lavoro (vittorioso, con 6 seggi), il Partito per la Libertà e la Democrazia del premier Mark Rutte e il partito del lavoro.

  • PvdA – Partij van de Arbeid: 18,90%
  • VVD – Volkspartij voor Vrijheid en Democratie: 14,60%
  • CDA – Christen-Democratisch Appèl: 12,10%
  • GroenLinks – GroenLinks: 10,90%
  • FvD – Forum voor Democratie: 10,90%
  • D66 – Democraten 66: 7,00%
  • Coalition CU – SGP – ChristenUnie – Staatkundig Gereformeerde Partij: 6,80%
  • PvdD – Partij voor de Dieren: 4,00%

Grecia, elezioni in vista dopo la sconfitta di Tsipras

Dopo la sconfitta nel testa a testa con Nuova Democrazia, l’attuale premier Alexis Tsipras indirà elezioni anticipate. Il partito di Mitsotakis è in testa con il 33,3%, seguito da Syriza al 23,9%.

Seguono il Movimento per il cambiamento con il 7,2% e i comunisti del KKE al 5,7%. Resta indietro Alba Dorata, ma che supera comunque la soglia di sbarramento con una percentuale del 4,8%. 

  • Ν.Δ/N.D. – Νέα Δημοκρατία/New Democracy: 33,25%
  • ΣΥ.ΡΙ.ΖΑ./SY.RΙ.ΖΑ. – Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς/Coalition of the Radical Left: 23,74%
  • Coal. KINAL/ΚΙΝΑΛ – Coalition Κίνημα Αλλαγής/Movement for Change: 7,50%
  • KKE – Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας/Communist Party of Greece: 5,54%
  • X.A. – Χρυσή Αυγή/Golden Dawn: 4,86%
  • ΕΛ/EL – Ελληνική Λύση / Greek Solution: 4,12%

Ungheria, plebiscito per il successore di Orbán

Gli ultimi dati del Parlamento Europeo confermano il successo di Viktor Orbán. Il partito Fidesz ottiene il 52.33%. Più dietro, molto distaccata la Coalizione Democratica con 16.19%.

  • Coal (FIDESZ + KDNP): 52,33%
  • DK – Demokratikus Koalíció: 16,19%
  • Momentum – Momentum Mozgalom: 9,89%
  • Coal – Coaltion: 6,66%
  • JOBBIK – Jobbik Magyarországért Mozgalom: 6,41%

Portogallo, “effetto Greta” per il Parito delle persone, degli animali e della natura (Pan)

Come in Spagna, anche il Portogallo è il baluardo dei socialisti europei: il Partito socialista è primo con il 33,52% dei consensi. Ma la vera notizia, come riporta il quotidiano Publico, è la sconfitta dei partiti di destra. Psd, Cds e Pcp sono andati male. Il Partito socialdemocratico, di centrodestra, ha ottenuto il peggior risultato della storia recente 22,24%.

Al terzo posto c’è il Bloco de Esquerda, al 9,74%. La sorpresa però è il Partito delle persone, degli animali e della natura (Pan): con il 5,00% netto riesce ad eleggere il suo primo eurodeputato di sempre. I lusitani l’hanno soprannominato “effetto Greta”.

  • PS – Partido Socialista: 33,38%
  • PSD – Partido Social Democrata: 21,94%
  • B.E. – Bloco de Esquerda: 9,82%
  • CDU – Coligação Democrática Unitária: 6,88%
  • CDS-PP – CDS – Partido Popular: 6,19%
  • PAN – Pessoas–Animais–Natureza: 5,08%

Irlanda, vince il partito del premier
Leo Varadkar Fine Gael

Nella Repubblica d’Irlanda, dove si votava anche nelle elezioni comunali e in un referendum per rivedere la legge sul divorzio, ha vinto il partito del premier Leo Varadkar Fine Gael. A sorpresa il partito dei Verdi è arrivato secondo, aggiudicandosi due seggi.

  • FG – Fine Gael Party: 29,00%
  • FF – Fianna Fáil Party: 15,00%
  • GP – Green Party: 15,00%
  • Ind. – Independents: 15,00%
  • SF – Sinn Féin: 13,00%

Lituania, il partito di governo prende meno del 13%

Al primo posto, al 18,1% troviamo l’Unione della Patria – Democratici Cristiani di Lituania. Seguono i socialdemocratici al 16%, poi l’Unione dei Contadini e i Verdi lituani, il partito populista di governo, con meno del 13%. 

  • TS-LKD – Tėvynės sąjunga – Lietuvos krikščionys demokratai: 19,67%
  • LSDP – Lietuvos socialdemokratų partija: 15,93%
  • LVŽS – Lietuvos Valstiečių ir Žaliųjų Sąjunga: 12,60%
  • DP – Darbo partija: 9,04%
  • LRLS – Lietuvos Respublikos liberalų sąjūdis: 6,55%
  • LLRA-KŠS – Lietuvos lenkų rinkimų akcija – krikščioniškų šeimų sąjunga: 5,54%
  • LCP – Lietuvos Centro Partija: 5,13%

Estonia, l’ascesa dell’estrema destra

Al primo posto troviamo il liberista Partito Estone Riformista, al 26%. Seguono i socialdemocratici al 23% e il partito populista di Centro al 14%. Il partito sovranista EKRE ottiene un quarto posto, con il 12% dei voti. 

  • RE – Eesti Reformierakond: 26,20%
  • SDE – Sotsiaaldemokraatlik Erakond: 23,30%
  • KE – Eesti Keskerakond: 14,40%
  • EKRE – Eesti Konservatiivne Rahvaerakond: 12,70%
  • Isamaa – Isamaa Erakond: 10,30%

Lettonia, delusione dei Verdi

La Lettonia è uno dei pochi Paesi in cui i Verdi hanno hanno deluso le aspettative. I sondaggi prevedevano che sia il partito ecologista che l’Unione dei contadini avrebbero ottenuto almeno un seggio a Strasburgo, ma nessuno dei due partiti ha ottenuto il numero di voti sufficiente.

  • JV – Jaunā Vienotība: 26,24%
  • Saskaņa SDP – Saskaņa Sociāldemokrātiskā partija: 17,45%
  • Coal. NA – Coalition Nacionālā apvienība: 16,40%
  • Coal. AP! – Coalition AP!: 12,42%
  • LKS – Latvijas Krievu savienībā: 6,24%

Finlandia, i populisti di destra solo quarti

Sono tredici gli eurodeputati della Finlandia. Nelle elezioni del 2014 il Partito di coalizione nazionale (Ppe) era arrivato primo con 3 seggi, al pari merito con il Partito di centro finlandese (Alde) con 3 seggi. Terzi invece i Veri Finlandesi (Ecr), con due seggi. Con due seggi anche il Partito social democratico e all’ultimo posto, con un seggio, la Lega Verde.

Rispetto al 2014 quindi le preferenze dei finlandesi non sono cambiate radicalmente, ma si registrano alcune novità, come il balzo in avanti del Partito dei Verdi.

  • KOK – Kansallinen Kokoomus: 20,80%
  • VIHR – Vihreä liitto: 16,00%
  • SDP – Suomen Sosialidemokraattinen Puolue/Finlands Socialdemokratiska Parti: 14,60%
  • PS – Perussuomalaiset: 13,80%
  • KESK – Suomen Keskusta: 13,50%
  • VAS – Vasemmistoliitto: 6,90%
  • SFP – Svenska folkpartiet: 6,30%

Svezia, a casa di Greta pochi voti ai verdi

Nel Paese di Greta Thunberg, l’attivista sedicenne che ha ispirato il movimento di attivismo climatico studentesco, Fridays For Future, sbarcato anche in Italia, i Verdi scendono nei consensi, dal secondo posto e il 15% al al quarto posto con circa l’11%.

  • S – Socialdemokraterna: 23,60%
  • M – Moderaterna: 16,80%
  • SD – Sverigedemokraterna: 15,40%
  • MP – Miljöpartiet de Gröna: 11,40%
  • C – Centerpartiet: 10,80%
  • KD – Kristdemokraterna: 8,70%

Danimarca, crollo dei sovranisti alleati di Salvini

Il Partito Popolare Danese, alleato della Lega, si aggiudica un solo seggio, con circa 10% dei voti. Nel 2014 avevano ottenuto il 26,6 percento del voto, per un totale di 4 seggi, classificandosi al primo posto.

  • V (V) – Venstre, Danmarks Liberale Parti: 23,50%
  • A (S) – Socialdemokratiet: 21,50%
  • F (SF) – Socialistisk Folkeparti: 13,20%
  • O (DF) – Dansk Folkeparti: 10,70%
  • B (RV) – Det Radikale Venstre: 10,10%

Polonia, vincono gli ultraconservatori

Vittoria per Diritto e Giustizia di Jarislaw Kaczyński che supera il 40% dei consensi. Subito dietro, al 38%, la Coalizione europea. Segue Wiosna con il 6.70%.

  • PiS – Prawo i Sprawiedliwość: 45,56%
  • Coal KE – Coalition Koalicja Europejska: 38,30%
  • Wiosna – Wiosna Roberta Biedronia: 6,04%

Bulgaria, in testa il partito conservatore di Borisov

I risultati provvisori continuano a dare il partito al Governo GERB avanti rispetto ai socialisti bulgari. Il partito dei Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria guadagnano il 30.64%. Poco dietro il BPS fermo a 26.42%.

  • GERB/ГЕРБ – Coalition: 30,94%
  • BSP/БСП – Bulgarska sotsialisticheska partiya/Българска социалистическа партия: 24,24%
  • DPS/ДПС – Dvizhenie za prava i svobodi/Движение за права и свободи: 16,36%
  • VMRO/ВМРО – VMRO – Bulgarsko Natsionalno Dvizhenie / ВМРО – Българско национално движение: 7,20%
  • Demokratichna Bulgaria/Демократична България – Demokratichna Bulgaria / Демократична България: 6,42%

Slovacchia, vince il partito progressista della presidente Čaputová

Arrivano i dati definitivi anche dalla Slovacchia dove la coalizione composta da Ps più Spolu si aggiudica il 20.11% dei voti. Dietro, il partito al governo SMER al 15,72. Al 12,1% il Partito popolare Slovacchia nostra.

  • Coal (PS + SPOLU): 20,11%
  • SMER-SD – SMER – Sociálna demokracia: 15,72%
  • ĽSNS – Kotleba – Ľudová strana Naše Slovensko: 12,07%
  • KDH – Kresťanskodemokratické hnutie: 9,69%
  • SaS – Sloboda a Solidarita: 9,62%

Slovenia, in testa i conservatori

Confermato il successo della colazione formata dal Partito democratico sloveno e il Partito popolare che assieme raccolgono il 26.43% delle preferenze. I socialdemocratici si fermano a un 18.64%.

  • Coal (SDS + SLS): 26,43%
  • SD – Socialni demokrati: 18,64%
  • LMŠ – Lista Marjana Šarca: 15,58%
  • N.Si – Nova Slovenija: 11,07%
  • LEVICA – LEVICA: 6,34%
  • DeSUS – Demokratična stranka upokojencev Slovenije: 5,66%

Repubblica Ceca, primo ma non sfonda partito euroscettico

Si conferma la vittoria del partito del primo ministro Andrej Babiš con 21.18%. Segue il Partito Democratico Civico che ottiene il 14.54% dei voti. Il gruppo anti-establishment dei Pirati Cechi si aggiudica un 13,95%. 

  • ANO 2011 – ANO 2011: 21,18%
  • ODS – Občanská demokratická strana: 14,54%
  • Piráti – Česká pirátská strana: 13,95%
  • TOP 09 + STAN – STAROSTOVÉ (STAN) s regionálními partnery a TOP 09: 11,65%
  • SPD – Svoboda a přímá demokracie: 9,14%
  • KDU-ČSL – Křesťanská a demokratická unie – Československá strana lidová: 7,24%

Romania, la vittoria è dei conservatori liberali

Dopo il testa a testa tra governo e opposizione la Romania ha scelto i suoi deputati. Il Partito Nazionale Liberale vince con il 27.86%. Dietro, staccato di pochi punti, il Partito Social Democratico. Entra nel Parlamento anche l’alleanza formata dall’ex primo ministro Dacian Cioloș che ottiene il 18.11% dei voti.

  • PNL – Partidul Naţional Liberal: 26,79%
  • PSD – Partidul Social Democrat: 23,39%
  • Coal. Alliance 2020 (USR+PLUS): 21,40%

Croazia, i populisti vanno in Parlamento

«L’Hdz è un vincitore relativo: abbiamo perso circa 1.000 voti». Le parole del premier croato Andrej Plenkovic restituiscono la situazione reale del Paese all’alba delle europee. Nonostante i cristiano-democratici al Governo abbiano confermato la prima posizione, la soglia del gradimento si è dimezzata.

  • HDZ – Hrvatska demokratska zajednica: 22,72%
  • SDP – Socijaldemokratska partija Hrvatske: 18,71%
  • Coal Hrv. Suverenisti: 8,52%
  • Mislav Kolakušić – Independent Mislav Kolakušić: 7,89%

Cipro, esattamente come nel 2014

Nessun cambiamento sul fronte Cipro rispetto alle elezioni del 2014. I risultati finali e definitivi parlano di 2 seggi al partito di Governo DiSy, 2 per AKEL, 1 per il Partito Democratico DiKo e 1 per EDEK

  • ΔΗΣΥ/DISY – Δημοκρατικός Συναγερμός/Democratic Rally: 29,02%
  • ΑΚΕΛ/ΑΚΕL – Ανορθωτικό Κόμμα Εργαζόμενου Λαού/Progressive Party of Working People: 27,49%
  • ΔΗΚΟ/DIKO – Δημοκρατικό Κόμμα/Democratic Party: 13,80%
  • ΕΔΕΚ/ EDEK – ΕΔΕΚ Κίνημα Σοσιαλδημοκρατών/Movement for Social Democrats EDEK: 10,58%

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