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Sanremo 2022, il monologo di Drusilla: «”Diversità” è una parola che non mi convince» – Il testo

Appena prima dell’annuncio della classifica finale è andato in scena il monologo della conduttrice che ha accompagnato Amadeus nella terza serata

Si è mangiata il palco. Drusilla Foer è stata la conduttrice scelta per la terza serata del Festival di Sanremo. La differenza rispetto alle performance di Ornella Muti e Lorena Cesarini è stata evidente dopo pochi secondi. Al netto di qualche polemica per una mezza imprecazione, Drusilla ha dato un’ottima prova della sua presenza scenica. L’unico appunto è da fare alla scaletta: il suo monologo è andato in scena a fine serata, dopo l’1.30 di notte. Meritava di essere ascoltato quando lo share era ancora al picco. Vi lasciamo qui alcune parti del testo letto sul palco dell’Ariston.


Di cantare mi ha fatto passare la voglia, potrei parlare, ci sono tanti temi che affollano la mia mente, ma a quest’ora non posso ammorbare il pubblico. “Eccola Drusilla che parla di integrazione, di fluidità, di diversità”. Diversità è una parola che non mi convince. Quando la verbalizzo, sento sempre che tradisco qualcosa che sento o che penso. Trovo che le parole siano come le amanti, quando non funzionano più vanno cambiate subito. Ho cercato un termine che potesse sostituire una parola così incompleta e ne ho trovato uno molto convincente ed è: unicità. Unicità mi piace, piace a tutti, perché tutti noi sappiano notare l’unicità dell’altro e tutti noi pensiamo di essere unici. Ma non è per niente facile. Per capirlo, dobbiamo comprendere di cos’è fatta la nostra unicità, di cosa siamo fatti noi. I valori, le convinzioni, i talenti, però i talenti vanno allenati, seguiti, delle convinzioni bisogna avere le proprie responsabilità…


E poi ci sono i dolori, le paure che vanno esorcizzate, le fragilità che vanno accudite, non è affatto facile entrare in contatto con la propria unicità, si tratta di un lavoro pazzesco. Come si fa a tenere insieme tutte queste cose? Io un modo l’avrei: si prendono per mano tutte le cose che ci abitano e si portano in alto, quelle brutte e quelle belle, si sollevano insieme a noi, alla luce del sole, e gridiamo “che bellezza, tutte queste cose sono io”. Sarà una figata pazzesca. E sarà bellissimo abbracciare la nostra unicità, e a quel punto credo che sarà anche più probabile aprirsi all’unicità dell’altro e allontanarci da questo stato di conflitto che ci separa.

Io sono già una persona molto fortunata a essere qui, ma date un senso alla mia presenza su questo palco e tentiamo insieme l’atto rivoluzionario, il più grande, che è l’ascolto. Ascoltate voi stessi, gli altri, le nostre unicità. Accogliamo il tutto, anche solo per essere certi che le nostre convinzioni non siano solo delle convinzioni. Facciamo scorrere i pensieri in libertà, i sentimenti, e liberiamoci dalla prigionia dell’immoralità

«Immaginate se il mondo non rotasse, se tutto il mondo fosse buio pesto» ha aggiunto e ha chiuso la sua esibizione cantando la canzone Guerra.

Speciale Sanremo 2022

I testi delle canzoni

Achille LauroDomenica | Aka 7evenPerfetta così | Ana MenaDuecentomila ore | Dargen D’AmicoDove si balla | Ditonellapiaga con RettoreChimica | ElisaO forse sei tu | EmmaOgni volta è così | Fabrizio MoroSei tu | Gianni MorandiApri le tue porte | Giovanni TruppiTuo padre, mia madre, Lucia | Giusi FerreriMiele | Highsnob e HuAbbi cura di te | IramaOvunque sarai | Iva ZanicchiVoglio amarti | La rappresentante di ListaCiao ciao | Le VibrazioniTantissimo | Mahmood e BlancoBrividi | Massimo RanieriLettera al di là del mare | Matteo RomanoVirale | Michele BraviInverno dei fiori | NoemiTi amo non lo so dire | RkomiInsuperabile | SangiovanniFarfalle | TananaiSesso occasionale | YumanOra e qui

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