Aeham Ahmad, il pianista del campo palestinese in Siria che accompagna Elodie a Sanremo

Noto come il pianista di Yarmouk, la presenza del 32enne palestinese porta all’Ariston il suo messaggio di libertà

Ci sarà Aeham Ahmad ad affiancare Elodie nella terza serata del Festival di Sanremo, giovedì 6 febbraio, dedicata ai duetti e alle cover. La storia del pianista palestinese parte dal campo profughi di Yarmouk, alla periferia di Damasco, dove ha vissuto fino ai 24 anni prima di essere costretto a scappare dalla guerra e trovare rifugio in Europa. La sua vicenda è diventata un libro, Il pianista di Yarmouk, edito in Italia da La nave di Teseo, ma prima di quelle pagine a parlare di lui al mondo sono stati i video delle sue performance in Siria tra cumuli di macerie e i canti dei bambini che Aeham accompagnava con il suo pianoforte montato su un carretto.

Nato nel 1988 a Damasco, Aeham appartiene alla minoranza palestinese in Siria, dove suo nonno è arrivato dopo il 1948 stabilendo la sua famiglia nel campo di Yarmouk. Sin da piccolo ha lavorato nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente. La passione per la musica nasce da subito, a cinque anni comincia a suonare il pianoforte, a 23 ottiene il diploma al Conservatorio di Damasco. L’anno dopo, nel 2012, in Siria scoppia la guerra civile e da quel momento Aeham porta la sua musica tra le strade del campo di Yarmouk: «L’unica via di uscita era la musica – ha raccontato in un’intervista al Corriere della sera – e così l’ho usata per denunciare la nostra situazione: fino ad allora nessuno conosceva il campo do Yarmouk, i miei video che hanno iniziato a girare, quello era il mio scopo».

È nel 2015 che la vita di Aeham cambia inevitabilmente. Quando l’Isis prende il controllo del campo, i miliziani bruciano davanti ai suoi occhi il suo pianoforte. Aeham decide di andare via, lascia moglie e due figli e, zaino in spalla, raggiunge la Germania, dopo aver attraversato Turchia, Grecia e i Balcani, tra infinite marce a tappe forzate e mezzi di fortuna.

È nella città di Wiesbaden che riesce a trovare una prima casa, suona per i bambini rifugiati e man mano le sue piccole esibizioni diventano concerti che portano il pubblico a scoprire la potenza del suo esempio: «Non mi piace essere una storia – ha confessato al Corriere – capisco che la mia immagine tra le macerie sia potente, ma sono stanco. La verità è che ho 31 anni ma me ne sento 70, la guerra ti invecchia, quando vedi gente morire in modi tremendi e inumani, avresti solo bisogno di qualcuno che ti cancella i ricordi dalla mente».

Il pubblico italiano lo ha conosciuto per la prima volta in tv lo scorso dicembre, quando ha partecipato a una puntata di X-Factor, dove ha eseguito I forgot my name, dal suo ultimo album Aeham Ahmad & Friends, e Mad World dei Tears of Fears. A Sanremo, Aeham accompagnerà Elodie con il brano Adesso tu di Eros Ramazzotti.

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