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Sanremo 2020, le pagelle della quarta serata

08 Febbraio 2020 - 07:47 Maria Pia Mazza
Sanremo 2020, le pagelle della quarta serata
Il nostro insindacabile (!) giudizio sulla penultima serata del festival
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La penultima serata di Sanremo, oltre alla vittoria di Leo Gassmann nelle “Nuove proposte”, ha visto esibirsi tutti i Big in gara. Tra alti e bassi, resta solo un’ultima serata per conquistarsi la vittoria. 

Paolo Jannacci – Voglio parlarti adesso: Jannacci jr si scioglie rispetto all’esordio della seconda serata. Voto 7.

Rancore – Eden: Con ogni probabilità non salirà sul podio (e forse gli toccherà guardarlo da lontano) malgrado complessivamente sia uno dei brani più complessi a livello di scrittura e la base sia più che valida. Performance validissima. Riconfermato. Voto 9,5.

Giordana Angi – Come mia madre: Il brano manca di originalità e di ricercatezza di scrittura. Piacente e piaciona la tematica per il pubblico nazional-popolare. Angi più sicura sul palco, ma un po’ antiquata. Voto 6,5.

Francesco Gabbani – Viceversa: Gabbani pare piacere a tutti a prescindere, anche se con una ballata amorosa un po’ sottotono rispetto ai suoi standard di creatività. Probabilmente finirà sul podio e forse vincerà il Festival. Ma ha fatto di meglio. Voto 7,5.

Raphael Gualazzi – Carioca: Gualazzi riconferma leggerezza, eleganza e simpatia. Voto 7.

Anastasio – Rosso di rabbia: Esibizione e brani riusciti in toto. E attenzione all’impennata che potrebbe prendere con il televoto dell’ultima serata. Voto: 8,5.

Pinguini Tattici Nucleari – Ringo Starr: Molto più sciolti rispetto all’esordio, molto più coinvolgenti e molto più vicini alla zona podio, anche se forse potrebbero restare fuori di poco. Voto 8,5.

Elodie – Andromeda: Come già detto, si sente il tocco di Dardust, si sente il tocco di Mahmood, e finalmente si inizia a sentire un po’ di più Elodie. Brano molto radiofonico e molto glam, ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Il televoto potrebbe farla balzare, non di poco, in avanti. Voto 7.

Riki – Lo sappiamo entrambi: Una ballatona di pene amorose piena di cliché e che non fa emergere il potenziale di Riki. Voto 4.

Diodato – Fai rumore: Diodato, partito un po’ in sordina rispetto ai suoi elevati standard, questa sera convince sempre di più e corre verso il podio, probabilmente verso il gradino più alto, televoto permettendo. Voto: 9,5.

Irene Grandi – Finalmente io: Ottima presenza scenica, intonazione buona, molto più a suo agio rispetto alla prima serata. Voto 7.

Achille Lauro – Me ne frego: Accolto dai fischi, Lauro si presenta sul palco omaggiando la Marchesa Luisa Casati Stampa, musa futurista ispiratrice di Man Ray, di Fortunato Depero, di Giacomo Balla, di Filippo Tommaso Marinetti, e di D’Annunzio. In fatto di presenza scenica e di intrattenimento Lauro è sicuramente il migliore di questo Festival, anche se probabilmente non lo vincerà. Brano valido, ritornello tormentoso e tormentone. Conclude tra gli applausi. Voto: 8.

Piero Pelù – Gigante: Pelù riconferma tutte le caratteristiche dell’esibizione nella seconda serata. Durante la finalissima aggiungerà quel quid che sembra mancare? Chissà. Voto 8.

Tosca – Ho amato tutto: Delicata ed elegante, molto più incisiva rispetto alla prima esibizione durante la seconda serata. Voto 8.

Michele Zarrillo – Nell’estasi o nel fango: Anche questa sera una dignitosa figura di una delle “vecchie guardie” del Festival. Voto: 6.

Junior Cally – No grazie: La presenza scenica c’è, brano con un ottimo beat e un testo che, come già detto, non risparmia nessuno. Ottima carica. Voto: 8,5.

Le Vibrazioni – Dov’è: Se la giocano per il podio. Meritatamente. Voto 8,5.

Alberto Urso – Il sole a est: L’orario non era dei migliori per un brano del genere che, non di certo per colpa del tenore, conciliava il sonno. Ma il brano resta comunque un po’ debole: Voto 5.

Levante – Tiki Bom Bom: Il testo è ottimo, restano le perplessità sullo strumentale e sulla performance in scena. Voto 7.

Bugo e Morgan – Sincero: Bugo abbandona il palco dopo che il suo collega decide di nascosto di cambiare il testo del brano e dicendo, tra le altre cose, «ringrazia il cielo se sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro e questo sono io». Voto disgiunto: Bugo 10+. Il collega: Non classificabile.

Rita Pavone – Niente (Resilienza 74): Si riconferma più fresca e coinvolgente di molti altri Big. Voto: 8.

Enrico Nigiotti – Baciami adesso: Più convincente rispetto alla prima esibizione della seconda serata, malgrado l’ora tarda d’esibizione. C’è un po’ più di trasporto, ma potrebbe esplodere ancor di più. Voto 6,5.

Elettra Lamborghini – Musica (E il resto scompare): Molto più sciolta rispetto all’esordio, e anche più intonata rispetto alla serata delle cover. Tormentone assicurato. Voto 6.

Marco Masini – Il confronto: Esibirsi alle 2 di notte non è certo piacevole, oltre a essere abbastanza pesante, con il rischio di inficiare la performance. Ma Masini, che è un ottimo professionista, regge bene. Voto 6,5.

Speciale Sanremo 2020

Il regolamento

I pronostici

I 24 cantanti Big in gara

Achille Lauro – Me ne frego Alberto Urso – Il sole a est Anastasio – Rosso di rabbia – Bugo e Morgan * – Sincero Diodato – Fai rumore Elettra Lamborghini – Musica (E il resto scompare) Elodie – Andromeda Enrico Nigiotti – Baciami adesso Francesco Gabbani – Viceversa Giordana Angi – Come mia madre Irene Grandi – Finalmente io Junior Cally – No grazie Le Vibrazioni – Dov’è Levante – Tiki Bom Bom Marco Masini – Il confronto Michele Zarrillo – Nell’estasi o nel fango Paolo Jannacci – Voglio parlarti adesso Piero Pelù – Gigante Pinguini Tattici Nucleari – Ringo Starr Rancore – Eden Raphael Gualazzi – Carioca Riki – Lo sappiamo entrambi Rita Pavone – Niente (Resilienza 74) Tosca – Ho amato tutto

* squalificati per defezione

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Le Nuove proposte (Giovani)

Il caso Bugo

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