Sanremo 2020 e i primi 40 anni di Tiziano Ferro: «Nessuno è sbagliato». Il monologo – Video

«La felicità non è un privilegio, è un diritto». Tiziano Ferro, ospite di tutte e cinque le serate della settantesima edizione del Festival di Sanremo, arriva sul palco dell’ultima serata con un sorriso. «A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé», dice. Fra due settimane compie 40 anni. È tempo di bilanci e di rinascita. «A 40 anni, per la prima volta ho sognato Dio», dice il cantante di Latina. «Aveva il viso di un adolescente e mi diceva che ho strappato a morsi la vita che volevo». A 40 anni «ho scoperto che non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l’arroganza urla, il silenzio elegantemente afferma. A 40 anni ho imparato che non bisogna negarsi all’amore del padre e della madre, mai, né per orgoglio né per timore. L’amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e di pazienza. Basta ascoltare».


È emozionato, Tiziano Ferro, classe 1980. Il traguardo è di quelli che fanno riflettere. «A 40 anni so che nessuno può vedere quanto è bello l’amore se non condividi col mondo il tuo sorriso da innamorato. Ci ho messo 40 anni, ma adesso so che il brutto tempo non esiste. È tutto un susseguirsi di stagioni. Solo questione di ripararsi o scoprirsi al momento giusto. A 40 anni guardo il mondo attraverso il filtro delle mie cicatrici. E grazie a loro curo le ferite che arriveranno. Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere di vivere soffrendo. E nessuno dovrebbe mai voler morire. Perché subire non è una disgrazia, è una scelta». Tiziano Ferro si dice «maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli. Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai».

In copertina Tiziano Ferro durante l’ultima serata del festival di Sanremo, 8 febbraio 2020. ANSA/Ettore Ferrari

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