Rula Jebreal esclusa da Sanremo, Patuanelli: «È censura». Salvini: «Ultimo dei miei problemi. Invitino chi vogliono»

Anche Laura Boldrini all’attacco: «Il servizio pubblico deve valutare le competenze di una persona non piegarsi alla prepotenza di chi la insulta»

Dopo lo stop arrivato dai «piani alti» di viale Mazzini sulla presenza della giornalista italo-palesatinese Rula Jebreal alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, arrivano, alla spicciolata, le reazioni della politica. Il primo a farsi avanti era stato Davide Faraone che aveva annunciato la sua intenzione di portare in commissione Vigilanza Rai la questione: «Un’autentica discriminazione di Stato. Non possiamo stare zitti»

Dopo Faraone, a esprimersi contro l’esclusione è anche il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli che twitta: «Siamo in un paradosso: non si vuole trasformare in tribuna politica il Festival di Sanremo, ma si opera una scelta di “esclusione politica preventiva”. Detta anche censura. #RulaJebreal».

Anche Laura Boldrini non ci sta e dichiara: «Che la Rai dica no a Rula Jebreal è legittimo. Ma se poi è vero che “sulla decisione hanno pesato le polemiche scatenate sui social dai sovranisti” allora non ci siamo. Il servizio pubblico deve valutare le competenze di una persona non piegarsi alla prepotenza di chi la insulta». Intanto, Giorgio Mulé, capogruppo di Forza Italia in commissione di Vigilanza Rai, attacca :«È iniziato ufficialmente il “festival del ridicolo” intorno a Sanremo. Perché è ridicolo il dibattito scatenato in queste ore su Rula Jebreal e la sua mancata presenza al teatro Ariston».

«È ridicolo – prosegue – che la politica metta becco sul festival della canzone, da morire dalle risate addirittura che lo faccia chi sta in maggioranza nel governo e umilia quotidianamente la Rai con i suoi dirigenti bloccando l’avvio del piano industriale per una volgare spartizione di poltrone. La realtà è molto semplice: dica il direttore artistico Amadeus se, chi e perché ha bloccato la partecipazione della Jebreal. E faccia lo stesso l’amministratore delegato Salini se non vuol continuare a far la figura della “figurina” a viale Mazzini». Conclude Mulé: «Tutto il resto, tanto per restare in tema canzonieri, è noia».

Anche Matteo Salvini si inserisce nel dibattito: «Ma con tutti i problemi che ho mi occupo di Sanremo e delle conduttrici di Sanremo? Invitino chi vogliono, è l’ultima delle mie preoccupazioni onestamente», dice il leader leader della Lega a margine di una visita elettorale a Faenza. Il segretario era stato chiamato in causa da Davide Faraone secondo cui la Rai, nel caso Jebreal, si sarebbe «piegata al diktat di Salvini».

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